1 May 2017
    amianto

    13 mila coperture di amianto in Piemonte

    13 mila coperture di amianto in Piemonte è stato modificato: 2014-11-09 di Giovanna Gennatiempo

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    Il 6 novembre, presso la sede di ARPA Piemonte, è stato presentato il nuovo metodo di mappatura dell’amianto antropico in Piemonte, individuato in 13 mila coperture.

    L’ARPA ha presentato, due giorni fa, un nuovo modello di mappatura dell’amianto prodotto dall’uomo in Piemonte. Alla conferenza sono intervenuti il direttore di ARPA Piemonte, Angelo Robotto, l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia e il Presidente dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Bernardo De Bernardinis.

    Le fasi.
    La mappatura è partita dall’area di Casale Monferrato, unica zona già censita. Inizialmente l’ARPA ha provveduto alla raccolta di immagini tramite telerilevamento, costituendo un database di 4800 orofotografie aeree effettuate tra il 2009 ed il 2010. Le immagini sono state, poi, analizzate tramite un rilevamento a banda infrarossa che ha consentito di individuare, cromaticamente, le coperture interessate dalla presenza di amianto.

    Le foto così modificate sono state sovrapposte alle immagini catastali per verificare la congruenza dei campioni raccolti con quelli noti. In seguito si sono identificati i centri di concentrazione delle coperture di amianto e si è creata una codifica univoca di individuazione dei siti con la costruzione del GIS. Dal campione di Casale, l’indagine è stata estesa alle otto province piemontesi, in particolar modo nelle zone di maggior concentrazione urbana arrivando a monitorare una superficie di 9000 km2.

    13 mila coperture in fibra-amianto.
    Dalla mappatura regionale sono state individuate 107.402 coperture, potenzialmente, in fibra-amianto. Nella fase successiva, iniziata nel 2013, si è verificata la corrispondenza dei dati raccolti sul campo. I sopralluoghi si sono rivelati strumenti utili per raccogliere informazioni sugli stabili, come dati catastali e fiscali, e sul loro uso, nonché sull’estensione delle coperture e sulla distanza dai centri urbani.

    Ad oggi, e in soli sei mesi dall’inizio, si sono svolte oltre 23.000 verifiche che hanno confermato la presenza di quasi 13.000 coperture in amianto; il metodo di mappatura è, si stima, affidabile al 70%. Bisogna infatti considerare che dalla raccolta delle immagini al sopralluogo sono passati tre anni: nei quali possono essere avvenute demolizioni o bonifiche non documentate.

    Le fasi successive del progetto, ancora in corso, consistono nel dotare il personale di monitoraggio di dispositivi di inserimento costante dei dati nel sistema informativo geografico (GIS). Per questa ragione è in costruzione un’applicazione, per dispositivi smart, che consentirà l’aggiornamento e la condivisione delle informazioni in tempo reale. Ciò renderà la mappatura il più dettagliata e precisa possibile, anche in quelle zone difficilmente raggiungibili dal telerilevamento come le aree montane o rurali a scarsa concentrazione di popolazione.

    La mappa dell'amianto in Piemonte.

    La mappa dell’amianto in Piemonte.

    Il progetto.
    Ma come si è arrivati a questi dati? Durante la conferenza stampa di presentazione, i relatori hanno fatto il punto sul lavoro di mappatura del territorio, iniziato nel 2010 allo scopo di allinearsi con le normative europee vigenti in materia di individuazione, bonifica e smaltimento di amianto. Il Decreto 101/2003 del Ministero italiano dell’ambiente e della tutela del territorio ha, inoltre, dettato le regole per la realizzazione della mappatura completa di tutto il territorio nazionale.

    L’ARPA Piemonte, con il sostegno della direzione Ambiente della Regione Piemonte, ha quindi brevettato un metodo di mappatura innovativo il cui scopo è quello di conoscere la diffusione dell’amianto antropico, cioé di tutti quei manufatti contenenti la fibra-amianto, i cosiddetti MCA, in Italia. In questo modo si potranno portare avanti le politiche di rimozione e messa in sicurezza degli edifici interessati.

    Un punto di partenza.
    Ad oggi, le opere di bonifica sul territorio piemontese rappresentano meno del 2% delle coperture individuate. Comuni e ASL sono chiamati a fornire i dati in loro possesso per accrescere la conoscenza delle aree critiche e pianificare strategie di intervento. Anche in questo senso l’ARPA Piemonte è pioniera: ha stipulato un protocollo d’intesa con l’Università degli Studi di Torino. L’Università ha, infatti, richiesto un supporto tecnico-scientifico per il censimento e mappatura dell’amianto nei sessanta edifici di sua proprietà. L’operazione avvia un processo di sensibilizzazione delle istituzioni che, ci si augura, abbia seguito.

    Per una regione, il Piemonte, in cui la problematica dell’amianto è storicamente radicata e diffusa, il nuovo metodo di mappatura è solo il punto di partenza. L’auspicio è quello di moltiplicare esponenzialmente gli interventi di bonifica per rendere il Piemonte, e l’Italia, “Amianto Free”.

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    Giovanna Gennatiempo

    Torinese d'adozione, è laureata in D.A.M.S. e Comunicazione e Culture dei Media. Ha curato la comunicazione di diverse associazioni culturali del territorio piemontese. Appassionata di danza, fotografia, animali, viaggi e cucina, è sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alla “to do list”.

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