21 September 2017
    AirAsia_Malesia

    2014: l’anno nero della Malesia

    2014: l’anno nero della Malesia è stato modificato: 2016-01-26 di Alessandro Porro

    Scompare un aereo malese con 162 persone a bordo. È il terzo velivolo partito dalla Malesia a precipitare in meno di 9 mesi dopo i due voli della Malaysian Airlines.

    Il 2014 verrà sicuramente ricordato come l’annus horribilis dell’aviazione civile della Malesia. Il tragico bilancio, aggiornato ai fatti di due giorni fa, parla di 699 morti tra passeggeri e membri degli equipaggi. Al netto dell’aereo abbattuto nei cieli dell’Ucraina, sono due gli aerei scomparsi misteriosamente dai radar nell’arcipelago Malese che sembra essere divenuto ormai il nuovo triangolo delle Bermuda, la leggendaria area in cui velivoli ed imbarcazioni spariscono in circostanze misteriose.

    L’incidente.
    È un disastro probabilmente dovuto al maltempo quello accaduto domenica. Il volo QZ8501 operato dalla compagnia malese low cost Air Asia era partito alle 5.20 da Surabaya, in Indonesia ed era diretto a Singapore dove sarebbe dovuto atterrare attorno alle 8.30. Alle 7.55 (in Italia mancavano pochi minuti alle 2 del mattino) l’aereo ha fatto perdere le sue tracce. Soltanto pochi minuti prima il pilota aveva chiesto un cambio di rotta a causa del maltempo che imperversava nella regione.

    A bordo c’erano 162 persone tra cui 16 bambini ed un neonato. La compagnia ha rivelato che al momento della scomparsa l’aereo era sotto il controllo delle autorità di traffico aereo indonesiane. Immediate le ricerche in mare che però sono state costrette ad uno stop a causa del maltempo. Ieri intanto sono stati rinvenuti rottami compatibili con quelli del volo scomparso e il mare ha restituito anche i corpi di alcuni passeggeri spazzando via le residue e già esigue speranze dei familiari.

    Con l’Airbus precipitato domenica sono tre gli aerei malesi precipitati nel 2014, un bilancio terribile che sembra frutto di una maledizione e che ha messo in ginocchio la Malaysian Airlines, la quale ha perso due dei tre velivoli.

    Il volo MH370.
    L’8 marzo scorso il volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino della compagnia di bandiera Malaysian Airlines, decollato da meno di un’ora, vira improvvisamente dalla sua rotta e scompare nel nulla. Le ipotesi formulate sono quelle standard: incidente o attacco terroristico. A ormai 9 mesi di distanza dai fatti le ricerche non sono approdate a nulla, nessun corpo o parte del relitto è stato restituita dal mare, come se l’aereo si fosse improvvisamente polverizzato. La conclusione più scontata è che l’aereo sia precipitato nell’Oceano trascinando con sé le vite di 239 persone. Le cause dell’incidente restano però avvolte nel mistero e soltanto il ritrovamento della scatola nera potrebbe aiutare la ricostruzione dell’accaduto.

    L’abbattimento del MH17.
    Il 17 luglio un altro aereo della Malaysian Airlines, il volo MH17 da Amsterdam a Kuala Lumpur precipita in Ucraina. Non è un incidente ma un abbattimento addebitato subito ai ribelli filo-russi che combattono per l’indipendenza dell’est dell’Ucraina, ma in realtà le responsabilità non sono mai state accertate. Mentre gli abitanti delle campagne ucraine assistono inorriditi allo spettacolo dei corpi straziati e vedono cadere dal cielo i pezzi dell’aereo inizia lo scambio di accuse tra Kiev e Mosca. C’è chi si spinge fino ad ipotizzare che ad abbattere l’aereo sia stato l’esercito ucraino che lo avrebbe scambiato per l’aereo di Putin.

    Nell’abbattimento, peraltro confermato dai segni dei proiettili e dalla perizia svolta dalle autorità olandesi, muoiono 298 persone. Oltre al danno economico anche quello di immagine per la compagnia verso la quale cresce la diffidenza dei passeggeri. Vicende che hanno portato la compagnia sull’orlo della bancarotta costringendo il governo malese alla statalizzazione in vista di una ristrutturazione aziendale.

    Air Asia, il fiore all’occhiello dell’aviazione malese.
    L’incidente di domenica rischia di costituire una macchia indelebile sulla reputazione di quella che è stata definita come la migliore compagnia low cost del mondo – premio conseguito per ben sei anni di fila – e addirittura la Ryanair d’Oriente. Appena 13 anni di vita, fondata da un magnate anglo-malese, la compagnia si è infatti costruita una reputazione di tutto rispetto mettendo in crisi anche colossi come la Malaysian Airlines e altre compagnie di bandiera operanti nell’area. Un modello di business che ne ha fatto il cocchio della nuova classe dirigente asiatica e della Malesia. Primati che ora vengono spazzati via dal misterioso incidente di domenica, in attesa di capire le dinamiche e nella speranza che non si verifichi quanto accaduto al MH370.

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    Alessandro Porro

    Giornalista dal 2007, laureato in giurisprudenza, ha collaborato per anni con un giornale torinese e con diverse testate online. Appassionato di Francia e questioni francesi in generale.

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