21 July 2017
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    452° della Compagnia di San Paolo, con Carlo Petrini

    452° della Compagnia di San Paolo, con Carlo Petrini è stato modificato: 2015-01-29 di Paolo Morelli

    Presentati il bilancio 2014 e il programma 2015 della Compagnia di San Paolo, con Carlo Petrini: un confronto tra capitalismo e economia di sussistenza.

    La Compagnia di San Paolo ha compiuto, il 25 gennaio, 452 anni di vita. Ieri, a Torino, si è svolto un incontro, ospitato dal Teatro Regio, durante il quale la fondazione ha tracciato un bilancio delle attività realizzate nel 2014 e ha esposto il programma del 2015. L’evento, dal titolo “Il capitale paziente”, è stato condotto dal presidente della Compagnia di San Paolo, Luca Remmert, con il segretario generale, Piero Gastaldo, e l’intervento di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Un confronto fatto di numeri e idee, che ha posto allo stesso tavolo due mondi apparentemente separati: le fondazioni bancarie e l’economia del cibo e della terra.

    Il capitale paziente.
    «Il capitale paziente – ha spiegato Luca Remmert – è rappresentato dal rispetto degli obblighi che ci diamo. Cerchiamo spasmodicamente un’oculata gestione del nostro patrimonio, i cui azionisti sono rappresentati dal territorio». La Compagnia, infatti, è uno dei maggiori finanziatori delle attività sociali e culturali che si svolgono soprattutto a Torino (il 57% del totale dei finanziamenti), con un sostegno economico sempre presente in campi differenti. Una continuità, garantita da partner di rilievo come il Gruppo Intesa Sanpaolo, che ha attraversato i secoli. «Sostenere un progetto – ha detto Piero Gastaldo – significa partecipare concretamente alla realizzazione del bene comune. Tra il 2010 e il 2014, le erogazioni totali delle fondazioni bancarie sono scese, quelle della Compagnia di San Paolo, invece, sono aumentate».

    La pressione fiscale.
    Le critiche mosse dalla fondazione riguardano la pressione fiscale, che con la tassazione delle rendite finanziare ricade in maniera importante (si parla di almeno 14 milioni di euro in più nel 2015) sul bilancio generale. Un balzello che intacca, stando a quanto i vertici della Compagnia hanno sottolineato, il patrimonio dal quale si attinge per erogare i fondi sul territorio. Gli “asset” di intervento riguardando cinque aree: ricerca e sanità; innovazione culturale; arte e beni culturali (nel 2014 sono stati finanziati progetti per 44 milioni); filantropia e territorio; politiche sociali (l’ambito più cospicuo, con un finanziamento di 50 milioni, sui 135 totali, durante lo scorso anno).

    Nuovi paradigmi per uscire dalla crisi.
    «In questo momento dobbiamo fare squadra – ha esordito Carlo Petrini –. La “pazienza” deriva da “patire”, cioè la capacità di resistere alla sofferenza. Tutto ciò che noi facciamo deve durare, perché se cerchiamo ossessivamente la produzione distruggendo di volta in volta quanto costruito, non facciamo che creare nuova sofferenza». Il fondatore di Slow Food non ha risparmiato critiche veementi all’attuale sistema economico, di fronte a una platea che, in parte, era espressione proprio di quel sistema. «Per uscire dalla crisi – ha sottolineato – servono nuovi paradigmi. In questo momento capita addirittura di essere “scavalcati a sinistra” da Papa Francesco, ma lui non è di sinistra, ha solo capito come funzionano le cose. Lui ha detto che “questa economia uccide”, se l’avesse detto qualcun altro, in passato, gli avrebbero dato del “comunista”». Un esempio che ha suscitato l’ilarità generale ma che, in realtà, ha centrato la questione. Lo stesso contenuto viene ascoltato e considerato diversamente a seconda di chi lo diffonde.

    Un nesso tra finanza e agricoltura.
    «Questo “capitale paziente” – ha continuato Petrini – nei confronti di chi deve essere paziente? Credo debba esserlo nei confronti dei capitalisti, i quali devono uscire dalla semplificazione della ricchezza data dal continuo profitto. Cercano ossessivamente un profitto immediato. E così ai giovani che non hanno un capitale ma hanno voglia di fare si chiede di avere fretta, invece hanno solo bisogno di tempo». Il confronto tra il mondo finanziario e l’economia agricola appare impietoso, ma il problema, sempre più evidente negli ultimi anni, nasce quando il denaro si distacca dalla vita reale. «L’errore del capitalismo – ha concluso Petrini – è stato considerare l’agricoltura una forma miserabile di economia, invece i due mondi dovrebbero parlarsi e collaborare. Serve un dialogo tra il capitalismo e l’economia di sussistenza. Per superare la crisi, ognuno di noi deve fare qualcosa, non serve essere delle fondazioni bancarie per essere generosi, ciascuno nel nostro piccolo deve farlo, senza considerare le fondazioni delle mucche da mungere».

    Prossime iniziative.
    Con l’occasione di ieri, la Compagnia di San Paolo ha presentato il prossimo evento, un convegno nazionale sulla condizione delle carceri in Italia, dal titolo “Guardiamoci dentro”, che si svolgerà a Torino il 25 e il 26 febbraio (al Campus Universitario “Luigi Einaudi” e al Teatro Regio). Durante la due giorni di incontri e dibattiti, saranno presentati progetti realizzati nelle carceri e andranno in scena due spettacoli teatrali, realizzati dai detenuti della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino e della Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi” di Saluzzo. Nei luoghi in cui saranno ospitati i dibatti, inoltre, saranno allestite due mostre, con fotografie e video realizzati in carcere.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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