23 June 2017
    MoMA

    85 anni di MoMA hanno cambiato il mondo

    85 anni di MoMA hanno cambiato il mondo è stato modificato: 2015-01-16 di Davide Gambaretto

    Il MoMA di New York compie 85 anni oggi. La prima esposizione, nel 1929, fu inaugurata poco dopo il crollo della borsa di Wall Street.

    Il 7 novembre 1929, appena qualche giorno dopo il famoso “Martedì nero” che colpì Wall Street, venne aperto al pubblico il Museum of Modern Art di New York. Sito al dodicesimo piano di un modesto palazzo sulla Fifth Avenue, la prima esposizione del museo consisteva in una serie di dipinti – tutti in prestito – sul post-impressionismo europeo, con lavori di artisti come Van Gogh, Gauguin e Cézanne.

    Da quella prima mostra del novembre del ’29 molte cose sono cambiate, a partire dalla sede del museo, che ora si trova sulla 53ª strada. Al momento dell’apertura nella sua dimora attuale – avvenuta nel 1939 – la scelta del nuovo palazzo e la sua collocazione nel tessuto cittadino lanciarono una forte dichiarazione circa il ruolo del museo stesso nella nostra società. Il più delle volte grandiosi nella loro apparenza esterna e immensi all’interno, questi luoghi sono considerati dagli storici come delle vere e proprie chiese che custodiscono le chiavi della nostra memoria storica collettiva. Al contrario, il MoMA – come viene comunemente chiamato – scelse una collocazione decisamente più umile, letteralmente incastrato tra i palazzi di un affollato isolato del midtown. Ben inserito nella città e nella vita dei suoi abitanti, il museo divenne parte imprescindibile dell’architettura di Manhattan, al pari dei suoi appartamenti o degli uffici. Questa scelta lo rese più accessibile al pubblico, che si sentiva in un certo modo attratto da questo raro episodio di modestia.

    Il vero pregio del MoMA, però, è quello di aver sempre cercato di ridefinire il concetto di museo. Originariamente concepito come luogo in cui le esposizioni di arte moderna sarebbero state temporanee – poiché ciò che è considerato ‘moderno’ è in costante mutamento – nel 1952 il museo istituì una collezione permanente e divenne la casa di alcuni dei più importanti lavori d’avanguardia del ‘900. Mentre il MoMA resta, ancora oggi, fedele alla sua missione originale di osservatorio privilegiato dove nuovi stili artistici possono circolare liberamente, la sua collezione permanente è considerata uno dei più ampi assortimenti di arte moderna e contemporanea, con opere che vanno da Van Gogh fino a lavori realizzati nel presente.

    C’è anche chi, in passato, ha considerato l’idea stessa di un museo di arte moderna come un ossimoro: come può esistere un’istituzione permanente come un museo (luogo che dispiega davanti a noi il retaggio della cultura umana) che parli di arte moderna (un termine che, come accennavamo poco sopra, rappresenta l’essenza stessa del mutamento)? Piuttosto che ribellarsi a questo paradosso, però, il MoMA decise di abbracciare la sua duplicità, facendo convivere al meglio questi aspetti a prima vista agli antipodi. Lo fece, soprattutto, fornendoci la possibilità di conoscere la storia del modernismo nelle arti visive e di vederne – nello stesso luogo – i suoi effetti sulle produzioni più contemporanee. Per tutti questi motivi il Museum of Modern Art di New York ha cambiato per sempre il modo con cui la gente vive il museo.

    Foto di Cecilia Russo.

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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