21 September 2017
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    Alice Munro: intimistica e raffinata semplicità

    Alice Munro: intimistica e raffinata semplicità è stato modificato: 2015-03-15 di Cecilia Russo

    Alice Munro, scrittrice canadese insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 2013, ci regala nove racconti intimi e raffinati.

    Da anni tra i candidati più quotati, Alice Munro è la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2013. «Master of the contemporary short story» («Maestra del racconto breve»), così l’ha definita Peter Englund, segretario permanente dell’Accademia di Svezia, nel dare l’annuncio.

    L’autrice è stata definita dal New York Times splendida, raffinata e intensa, dotata di «una scrittura che conosce a fondo l’oggetto e il movimento del sentire umano, l’annodarsi del reale e il dipanarsi delle sue implicazioni. E il cui dono al lettore è un sapere inattingibile altrove».

    Alcuni tra i più importanti critici italiani ne hanno tessuto le lodi, come Pietro Citati, che di lei ha detto: «fra pochi anni, chiunque vorrà parlare di un bellissimo racconto, o di una sottile accortezza narrativa, o di una visione del mondo tanto ricca quanto inafferrabile, dirà: “Mi ricorda un libro di Alice Munro. Lo leggerò subito”».

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    Alice Munro

    L’autrice.
    Chi è veramente Alice Munro? Sicuramente non tutti conoscevano quest’autrice prima del premio Nobel. È una scrittrice canadese, classe 1931, che, pur avendo girato il mondo, continua ad abitare in Ontario, a poche miglia dalla casa dell’infanzia. In quella terra alla quale, come ha dichiarato più volte, «sente di appartenere», Munro ambienta molte delle sue storie. Diventata scrittrice già adulta, all’età di trentasette anni pubblicò la sua prima raccolta, Danza delle ombre felici, nel 1968. Quest’opera ottenne immediatamente l’attenzione di critici e lettori, e si aggiudicò il Governor General’s Literary Award, il più importante premio letterario canadese.

    Racconti universalmente intimistici.
    Le sue sono short stories che indagano le relazioni umane viste attraverso la lente della vita quotidiana, analizzando come pensieri, ricordi, segreti e premonizioni possano convivere, riescono a trasformare il pettegolezzo in arte. Le tematiche affrontate sono apparentemente semplici e comuni, quasi sempre storie di famiglie e di donne con dei dolori, delle vicende che potrebbero essere assimilabili a qualunque essere umano. Lo stile è anch’esso semplice, ma mai banale, sempre elegante e ricercato.

    È evidente la volontà di Alice Munro di indagare l’essere umano attraverso i suoi stessi gesti. I ricordi e le tradizioni affollano le sue storie, probabilmente perché, come ha affermato, «la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia». Alice Munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza.

    Nemico, amico, amante…
    Una delle opere più importanti per comprendere la poetica dell’autrice è Nemico, amico, amante…, una raccolta di nove racconti, il cui titolo originale è Hateship, Friendship, Courthship, Loveship, Marriage, uscito nel 2001 e pubblicato in Italia per Einaudi la prima volta nel 2003, ha avuto un successo strepitoso.

    «I racconti contenuti in Nemico, amico, amante… sono tutti bellissimi, e “Quello che si ricorda” è, a mio parere, il più bello dei bellissimi. Con una straordinaria parsimonia di mezzi, la Munro descrive il passaggio dalla passione al tranquillo tran tran coniugale, il sorgere imprevisto dell’attrazione sessuale, il cedere ad essa, il ricordo che resta nitido per un’intera vita. C’è tutto, basta leggerlo». (Margherita Oggero)

    Le storie.
    Nove storie di donne, di baci dati come si raccoglie un fiore ai bordi della strada. Storie di mobili ingombranti da cui non ci si riesce a separare. Storie di tradimenti necessari. Nove storie d’amore.

    Il titolo della raccolta è anche il titolo del primo racconto, nel quale due amiche, Edith e Sabitha fanno un gioco: «L’unica idea proposta da Sabitha fu quella di scrivere il loro nome accanto a quello di un ragazzo, poi di eliminare tutte le lettere comuni e di contare le restanti. Dopodiché si faceva la conta sulle dita con le lettere avanzate, dicendo nemico, amico, amante, sposo, finché non si arriva al verdetto riguardo alla possibile relazione fra loro e il ragazzo in questione». (p.28)

    E da un gioco infantile alle verità universali dei sentimenti espressi dai protagonisti, il lettore non potrà che immedesimarsi nelle storie raccontate dall’autrice. Da segnalare che dall’ultimo racconto di questa raccolta, The Bear Came Over the Mountain, nel 2006 è stato tratto il film Away from Her – Lontano da lei diretto dalla giovanissima attrice Sarah Polley, al suo primo lungometraggio, che ha ottenuto due nomination agli Oscar del 2008.

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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