17 December 2017
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    Amélie Nothomb tra libri e cinema

    Amélie Nothomb tra libri e cinema è stato modificato: 2015-05-31 di Cecilia Russo

    Da “Né di Eva né di Adamo” a “Tokyo Fiancée”, quando il matrimonio tra cinema e letteratura funziona. Almeno secondo Amélie Nothomb.

    Il 28 maggio è arrivato nelle sale italiane Tokyo Fiancée. Innamorarsi in Giappone, film di Stefan Liberski, uscito nel 2014 in Belgio, e a marzo 2015 in Francia, tratto dal romanzo di Amélie Nothomb Né di Eva né di Adamo.

    Il libro che si specchia nel film.
    Il film è stato molto apprezzato dall’autrice che in un’intervista a Bien public ha dichiarato di trovare meglio il film del suo libro. Amélie Nothomb conosceva il regista da molto tempo, quasi vent’anni, a tal punto che è diventato uno dei suoi migliori amici, un uomo che ama e ammira. Ma, ha ammesso, che non avrebbe mai immaginato potesse adattare un suo libro, quando le è stato proposto ha subito accettato, ma tenendosi sempre in disparte perché «il film in fondo era il suo». Il risultato è stato sorprendente. In passato altri due romanzi dell’autrice erano già stati adattati al cinema: Stupeurs et tremblements e Hygiène de l’assassin.

    Amélie Nothomb: personaggio amato e odiato.
    Per comprendere meglio il successo di questi romanzi è necessario ritracciare i contorni dell’autrice, Amélie Nothomb: un personaggio spesso giudicato eccentrico e inconsueto, ma forse semplicemente estroverso e sicuramente geniale. Il suo vero nome è Fabienne Claire Nothomb, nata il 9 luglio a Etterbeek, Bruxelles.

    Il padre è il barone Patrick Nothomb, diplomatico belga che poco dopo la nascita della figlia, tra il 1968 e 1972 è stato chiamato come console generale a Ōsaka in Giappone, dopo diversi spostamenti, nel 1980 è tornato in Belgio, per poi riprendere la sua attività in Giappone fino al 2001. Il Paese asiatico ha influenzato la figlia, soprattutto rispetto al suo mestiere di scrittrice, cominciato nel 1992 quando ha scelto lo pseudonimo di Amélie Nothomb. Da quella data in avanti ogni anno ha pubblicato un libro con la casa editrice éditions Albin Michel.

    Premi e polemiche.
    Il successo è stato notevole e i premi non sono mancati, ha ricevuto il premio Alain-Fournier e il premio René-Fallet nel 1993 per Hygiène de l’assassin. Il premio letterario della Vocazione e il premio Jacques-Chardonne per Le Sabotage amoureux. Oltre che l’importantissimo premio del romanzo dell’Académie française nel 1999 per Stupeur et tremblements. Premio de Flore nel 2007, per Ni d’Ève ni d’Adam e il gran premio Jean-Giono nel 2008. Anno in cui è stata fatta Commandeur de l’ordre de la Couronne. Nel 2015 è stata eletta membro dell’Académie royale de langue et de littérature françaises de Belgique.

    Le polemiche per questi successi non sono mancati. Diversi giornalisti dicono di lei che «si presenta come incinta dei suoi romanzi, che dichiara di scrivere dall’età di sedici anni». Alcuni scrittori l’hanno attaccata per la sua eccentricità e per il fatto di mettere le vendite davanti a qualunque cosa, ma l’autrice si è difesa dicendo «Io sono quello che posso essere. Io non controllo ciò che sono e ancor meno gli sguardi che gli altri posano su di me» (Joëlle Smets, «Un mythe, bien malgré elle», Le Soir Magazine no 3714, En couverture, 27 août 2003, pp. 14-17).

    nothomb_ne_eva_ne_adamoNi d’Ève ni d’Adam (Né di Eva né di Adamo).
    I romanzi di Amélie Nothomb sono stati definiti un’intertestualità tra letteratura giapponese medioevale e letteratura occidentale, toccano diverse tematiche. Il senso della vita e la condizione umana, il mestiere di scrittore, o il suicidio per amore, ma tutti evocano nella maggior parte dei casi tematiche autobiografiche, come l’amore o il Giappone, è anche il caso di Né di Eva né di Adamo, il suo sesto romanzo, pubblicato il 22 agosto 2007, che come per stessa ammissione dell’autrice è il primo romanzo scritto sul sentimento amoroso.

    Infatti, come ha spiegato, «se Stupeur et tremblements poteva dare l’impressione che in Giappone, in età adulta, sono stata la più disastrosa delle impiegate, Ni d’Ève ni d’Adam rivelerà che ho anche avuto un fidanzato di Tokyo, molto singolare» (4^ di copertina del libro). La storia è ispirata dalla vita dell’autrice, si svolge in Giappone prima degli avvenimenti raccontati in Stupeur et tremblements. Racconta la storia d’amore tra lei e un giovane giapponese di buona famiglia, che se ne innamora durante uno dei suoi corsi di francese.

    Il romanzo ha avuto un enorme successo così descritto dal giornale francese Le Point: «il lettore, alla scoperta dei meandri giapponesi, si diverte come davanti a una fotografia di cui Amélie scriverebbe brillantemente la leggenda: la sua» (Brigitte Hernandez). Le Monde ha scritto: «dietro gli odori suadenti dello zenzero e il colori dolci-amari del racconto di formazione, il romanzo senza dubbio il più intimo di questa scrittrice decisamente atipica» (Christine Rousseau). Anche il film si preannuncia un successo europeo, non fosse altro perché l’autrice stessa in un’intervista ha dichiarato di Pauline Étienne, l’attrice che la incarna, molto più bella di lei: «straordinaria, e mi ha anche turbata, perché guardandola ogni tanto ho pensato “ma sono io! Eppure non l’ho mai vista prima”».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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