22 May 2017
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    American Sniper e il “cecchino” Clint

    American Sniper e il “cecchino” Clint è stato modificato: 2015-02-17 di Beatrice Cusano

    “American Sniper”, film di Clint Eastwood, racconta la storia di Chris Kyle, cecchino americano che parte per l’Iraq ed è candidato agli Oscar.

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    Chris Kyle è il cecchino più letale della storia americana. Texano, cowboy, cacciatore, nato e cresciuto in un ambiente rigido e severo, destinato a essere “pastore di greggi”, difensore dei più deboli; ecco il soggetto ideale per i Navy Seals, corpo in cui si arruola e con cui parte per quattro turni in Iraq. In sei anni diventa una vera “leggenda”, uccidendo centosessanta persone. Dai tetti salva i suoi compagni e, una volta tornato a casa dalla moglie e dai figli, continua la sua missione aiutando i reduci.

    La storia vera di Chris Kyle non ha un lieto fine e non potrebbe essere altrimenti per un uomo che è il vero esempio della fede incrollabile nella patria, ma anche dell’orrore della guerra e della difficoltà nel tornare alla vita di tutti i giorni. Bradley Cooper incarna perfettamente il personaggio e la sua integrità, ma è Clint Eastwood a rivelarsi il vero Kyle, l’uomo che non sbaglia, preciso, pulito, fedele allo spirito del film. American Sniper è, come le altre opere di Eastwood, una storia fatta di forza e solitudine, di valori universali e umanità. Eastwood non risparmia nulla, non santifica, non vuole insegnare allo spettatore, ma riesce a trasmettere l’atrocità e l’alienazione che accompagnano i soldati ad ogni passo.

    L’assurdità della guerra è, in questo film, mostrata e non solo suggerita come in Gran Torino, il destino per Kyle si compie salendo su un auto, così come era stato per Tim Robbins in Mistic River; il miglior Eastwood realizza un film destinato a grandi riconoscimenti. Unica nota stonata è la scena a rallentatore del proiettile destinato all’antagonista personale di Kyle, che sottolinea sì un momento cruciale, ma è troppo “marveliana” per un film così reale e realistico.

    Diverse critiche sono state mosse a questo film, accusato di incitare all’odio verso i musulmani e di recente attaccato anche da Teheran per bocca dell’ayatollah Khamenei. La pellicola, comunque, è stata candidata all’Oscar come miglior film. Ma la pellicola di Clint Eastwood è in corsa anche con altre cinque candidature: miglior attore protagonista, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

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    Beatrice Cusano

    Laureata in Comunicazione e culture dei media con due tesi in ambito cinematografico, conduttrice radiofonica, cura una rubrica di cinema per una web radio.

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