20 September 2017
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    Anonymous vuole distruggere il Cyber Califfato

    Anonymous vuole distruggere il Cyber Califfato è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

    Anonymous dichiara guerra al Fallaga Team, gruppo hacker tunisino che costituisce il braccio “cyber” dell’Isis e ha attaccato due giornali belgi.

    Tempo fa, Anonymous aveva identificato un gruppo di hacker tunisini che, secondo quanto scoperto dagli hacktivisti, sarebbe alla guida del compartimento web dell’Isis. Si tratta del Fallaga Team, guidato da Majdi Mgaidia, fondatore della piattaforma Localhost, che fornisce l’hosting a siti web della Tunisia. Nello scorso febbraio, prima dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, la polizia del Paese comunicava di aver sgominato l’intero team di hacker, sebbene non si riuscisse a capire che fine avesse fatto il loro capo, considerato l’hacker numero uno del cosiddetto “Cyber Califfato”.

    Il Fallaga Team non è morto.
    Nonostante questo, però, il team è ancora attivo, con un account Twitter che, oltre a diffondere messaggi religiosi, si adopera nel segnalare alcuni siti sciiti come nemici, e quindi potenziali obiettivi. L’Isis persegue un’ideologia religiosa basata su dettami sunniti, che interpretano alla lettera le Sacre scritture, in netta contrapposizione con il concetto sciita dell’Islam. La pulizia etnica dei musulmani sciiti, infatti, è il crimine principale portato avanti dallo Stato islamico. Il Fallaga Team, quindi, rappresenta il braccio armato su Internet del Califfato e pochi giorni fa, lunedì 13 aprile, ha attaccato i siti web di due giornali belgi: Le Soir e La Voix du Nord. La notizia è stata riportata dall’Agence France Presse. Oltre ai due appena menzionati, secondo le autorità francesi, ci sarebbero altri due giornali nella lista degli obiettivi: La Libre Belgique e La Derniere Heure.

    Gli attacchi del Cyber Califfato.
    Stando ai messaggi pubblicati sulle home page dei siti colpiti – poi subito “ripulite” – l’intento del Fallaga Team aveva un fine propagandistico. «Togliete la testa dalla sabbia – si leggeva – lottate contro i vostri leader e unitevi alla resistenza». Un messaggio chiaramente rivolto alle cellule filo-jihadiste presenti in Belgio, che ospita, suo malgrado, diversi reclutatori di foreign fighters e sta cercando di sradicare la densa rete di contatti che i gruppi jihadisti hanno messo in piedi nel Paese. Non c’è solo il Belgio negli obiettivi del gruppo, perché da poco è stato attaccato anche il sito del Senato pakistano. Anche qui, il fine sembra il medesimo. Nel tweet in cui il Fallaga Team annunciava l’attacco, compariva il messaggio: «Continueremo a diffondere il nostro messaggio. Calpestare i siti governativi».

    La rappresaglia di Anonymous.
    Se, da un lato, Anonymous colpisce la propaganda web dell’Isis, dall’altro, il Fallaga Team sembra chiamare a raccolta le cellule simpatizzanti dello Stato islamico al di fuori dei suoi confini. La nuova ondata di attacchi provenienti dagli hacker tunisini, però, ha attirato l’attenzione di alcuni membri di Anonymous, che stanno annunciando su Twitter imminenti azioni nei confronti del Fallaga Team. Anche perché sarebbero stati proprio gli hacktivisti di Anonymous a identificare il Fallaga Team come responsabile degli attacchi ai giornali belgi.

    Come già accaduto con Charlie Hebdo – naturalmente con le dovute proporzioni – gli Anonymous si dimostrano molto sensibili alle violazioni della libertà di stampa. È stata lanciata, quindi, una sorta di “Operazione Fallaga”, per distruggere completamente il gruppo hacker e privare lo Stato islamico del proprio “Cyber Califfato”. La cosiddetta #OpFallaga è guidata dalla costola belga di Anonymous, che ha annunciato l’operazione con un video. Nei prossimi, giorni, quindi potremo assistere a una vera e propria cyber guerra tra hacker.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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