23 July 2017
    Aringa_Rossa

    Aringhe e atleti: danza, teatro e cinema

    Aringhe e atleti: danza, teatro e cinema è stato modificato: 2014-12-16 di Giovanna Gennatiempo

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    Il secondo appuntamento di Torinodanza/Made.it ha visto protagonisti “Aringa Rossa” di Ambra Senatore e “Athletes” di Riccardo Buscarini. La danza declinata in altre arti.

    Torinodanza/Made.it, organizzato dal Teatro Stabile di Torino, è giunto al secondo appuntamento torinese, dopo la “pausa” francese (durante la quale si è trasferito temporaneamente a Lione). Giovedì 11 dicembre ha portato Aringa Rossa di Ambra Senatore e Athletes di Riccardo Buscarini alle Fonderie Limone di Moncalieri , alle porte di Torino.

    Aringa Rossa.
    Presentato in anteprima mondiale alla 16a Biennale della danza di Lione, Aringa Rossa è l’ultimo lavoro della coreografa Ambra Senatore. Con “aringa rossa” si indica una tecnica narrativa tramite la quale lo scrittore dissemina il testo di indizi e informazioni al solo scopo di depistare il lettore, ed è su questo principio che si sviluppa lo spettacolo: un rincorrersi di frammenti di quotidianità, un susseguirsi caleidoscopico di situazioni collettive in cui non vi è distinzione tra l’essenziale ed il superfluo. Non c’è mai un punto di vista univoco o dettato: dal dettaglio alla panoramica, dal movimento finito all’improvvisazione, ogni aspetto, seppur minimo, trova il suo spazio. È uno spettacolo che potrebbe definirsi, a ben ragione, cubista: ogni aspetto è indagato secondo ottiche e filtri diversi ma di pari rilevanza.

    In quest’opera la Senatore non lascia, però, lo spettatore in balia degli eventi e, non accontentandosi di guidarlo lungo un percorso tracciato, lo trascina in una performance in cui anch’egli possa avere un proprio ruolo. Come per John, suo precedente lavoro, anche qui sperimenta le potenzialità del rapporto diretto con il pubblico: amplia lo spazio d’azione oltre i limiti del palco, interloquisce con alcuni spettatori, li coinvolge nell’azione fino al paradosso di riceverne degli ordini. Ironicamente sovversiva, rifiuta i limiti formali abbattendo la quarta parete o, più semplicemente, non considerandola affatto: non fa distinzione tra ciò che è sul palco e ciò che è fuori (d’altronde si tratta sempre di persone che compiono azioni, da entrambe le parti), tutto rientra nello stesso contesto e ne risulta un’operazione grotowskiana, di inclusione tout court.

    Per fruire al meglio di questo spettacolo che confonde ma allo stesso tempo diverte, il consiglio della coreografa è di «lasciarsi andare» a qualcosa che è volutamente indefinito, frammentario e sfuggevole; quel che conta è l’esperienza vissuta hic et nunc, senza cercare di far rientrare ciò a cui si è assistito in una qualche categoria preconfezionata.

    Ambra Senatore.
    Attiva in Italia e Francia e ospite assidua del Torinodanza Festival, la Senatore è autrice di lavori coreografici incentrati sulla commistione fra i due generi di danza e teatro. Ha collaborato con l’Università Statale di Milano e il DAMS di Torino, nell’ambito della didattica coreutica, ed ha pubblicato il volume La danza d’autore. Vent’anni di danza contemporanea in Italia, (UTET, Torino, 2007).

    Athletes

    Athletes.
    Secondo appuntamento della serata, per la sezione “giovani emergenti”, è stato Athletes di Riccardo Buscarini. Il lavoro è incentrato sulla competizione tra uomo e macchina e, più nello specifico, di un uomo imprigionato in un corpo-macchina che combatte contro i propri simili per vincere. Ma la vittoria ha un valore fallace in quanto la natura mortale dell’essere umano tradisce l’ambizione di un primato eterno. Ed è in virtù di questo che assistiamo al deperimento delle figure in scena: da una sequenza, scandita al millesimo, di movimenti meccanici perfettamente coordinati, si passa ad un rallentamento graduale sino ad accasciarsi, definitivamente, sul pavimento del palco.

    Liberamente ispirato a 2001 – Odissea nello spazio, Athletes ne conserva le ambientazioni, di asettica impersonalità, degli interni della stazione orbitante in cui il bianco accecante la fa da padrone. Opera criptica e spiazzante, cela un pessimismo ai limiti della crudeltà che, volente o nolente, accomuna l’intero genere umano: la morte. Che sia, anche questo, un possibile omaggio a Kubrick?

    Riccardo Buscarini.
    Giovane danzatore e coreografo italiano di stanza a Londra, si diploma nel 2009 presso la London Contemporary Dance School. È attualmente coinvolto nel progetto internazionale Performing Gender che si occupa di indagare l’espressione di identità di genere e di orientamento sessuale tramite le arti performative. Con Athletes ha vinto il The Place Prize for Dance 2013.

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    Giovanna Gennatiempo

    Torinese d'adozione, è laureata in D.A.M.S. e Comunicazione e Culture dei Media. Ha curato la comunicazione di diverse associazioni culturali del territorio piemontese. Appassionata di danza, fotografia, animali, viaggi e cucina, è sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alla “to do list”.

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