17 October 2017
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    Augias e la Fede di chi non ha Fede

    Augias e la Fede di chi non ha Fede è stato modificato: 2015-03-22 di Davide Gambaretto

    Continuano gli incontri nell’ambito del festival Torino Spiritualità. Ieri pomeriggio, al Teatro Carignano, è stato il turno del giornalista e scrittore Corrado Augias, che ha presentato il suo nuovo romanzo, “Il lato oscuro del cuore”.

    Corrado Augias è un affabulatore cordiale, un professore che commenta, in maniera dotta e informale, le meraviglie del mondo che ci circonda. Ha utilizzato queste sue qualità mentre presentava, davanti a un Teatro Carignano sold out, il suo ultimo romanzo edito da Einaudi, Il lato oscuro del cuore. Ha raccontato della sua nuova passione per lo studio della mente e ha accennato alla trama di questo nuovo lavoro, sforzandosi di non svelare troppo, nonostante si capisse perfettamente che avrebbe voluto rivelarne ogni pagina. Ha parlato del suo ritorno all’Einaudi e ha giustificato il bisogno di ricominciare a raccontare storie, svelando, inoltre, che un nuovo romanzo di certo non tarderà ad arrivare.

    La sua esposizione è stata un elogio alla lentezza. Augias si è preso tutto il tempo che gli serviva per esperire un argomento tanto vasto e si è permesso deviazioni e incisi per integrare al meglio il proprio discorso. In poco più di mezz’ora è riuscito a creare un salotto intellettuale proprio nel cuore di Torino: a tratti sembrava quasi di trovarsi all’interno del suo programma televisivo “Le storie – Diario italiano”.

    Stimolare le menti attraverso il dialogo.
    La prima metà dell’incontro, pur interessante, è scivolata via senza colpire più di tanto gli spettatori, ma è qui che gli anni da presentatore, passati a interagire con il pubblico, si sono rivelati indispensabili. Augias ha, infatti, incominciato un fitto scambio di opinioni con la platea, che introduceva tematiche e poneva domande allo scrittore romano. Dalla differenza che intercorre tra Freud e Jung, fino alla sostituzione dei valori contemporanei; Augias si è fatto divulgatore di argomenti difficili e mediatore di posizioni scomode. Ha proposto punti di vista laici, con garbo e rispetto, senza avanzare la pretesa di possedere una risposta definitiva. Come i migliori intellettuali, ha posto interrogativi e sollevato quesiti in modo da stimolare le menti del pubblico.

    Essere religioso non significa credere in un Dio demiurgo.
    Il legame forte con i temi di Torino Spirtualità si è affermato, una volta di più, quando una signora del pubblico ha domandato cosa significhi, per Augias, essere religioso pur non credendo in Dio e nella Chiesa. Mettendo a nudo la sua fragilità, lo scrittore ha raccontato di come l’età che avanza lo abbia reso più consapevole della propria mortalità. Una condizione che permette, più di altre, di avvicinarsi al nostro prossimo, di immedesimarsi in esso e di comprendere a fondo il significato della frase “ama il prossimo tuo come te stesso”. Una consapevolezza che prescinde dal credere, oppure no, in un Dio creatore.

    Foto: Circolo dei lettori

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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