23 August 2017
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    “Avrò cura di te”, l’amore nel cassetto

    “Avrò cura di te”, l’amore nel cassetto è stato modificato: 2015-03-08 di Sara Bauducco

    Massimo Gramellini e Chiara Gamberale danno vita a un romanzo fatto di desideri, vita sentimentale e problemi famigliari. Ecco “Avrò cura di te”.

    Un romanzo a quattro mani racconta l’incontro di due pensieri e diversi punti di vista. Nel caso di Avrò cura di te di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale per Longanesi, il lettore si trova a percorrere diverse strade: quella di chi osserva la vita della giovane professoressa abbandonata dal marito, così come quella di chi legge le parole del proprio angelo custode come se fossero scritte un po’ anche per sé.

    I personaggi e la storia.
    Gioconda è un’insegnante di lettere che ama il suo lavoro ma deve fare i conti con l’abbandono del marito Leonardo, con dei vuoti e con difficoltà di dialogo con i genitori: la sua vita sentimentale e affettiva è praticamente a brandelli. Cresciuta con il mito dell’amore perfetto dei suoi nonni, Gioconda ha visto infrangersi quello suo e di Leonardo.

    Cosa fare? Le arriva in soccorso Filèmone, per caso (ma ne siamo sicuri?): l’angelo custode definisce il proprio compito come quello di un “antennista di fiducia”, che deve sistemare l’impianto per far captare i giusti segnali della vita nonostante fulmini e uragani. Filèmone quindi accompagna la protagonista in un lungo cammino di crescita e consapevolezza. Tanto è il desiderio della donna di capire il significato dell’amore vero, e porre rimedio ai propri errori, quanto quello dell’angelo di portare la sua protetta a vivere l’amore in pienezza e fuori da idealizzazioni.

    Quel cassetto pieno di lettere.
    Il famoso cassetto, cui generalmente si fa riferimento per custodire sogni e manoscritti, in questo romanzo si trasforma in una cassetta della posta: dopo aver letto un biglietto, scritto da sua nonna per ringraziare il proprio angelo custode, Gio’ decide di scriverne uno a sua volta e di lasciarlo dove ha trovato il primo. Ed ecco che in quel cassetto trova la risposta di Filèmone da cui parte una corrispondenza quotidiana. Una piacevole lettura a due voci, intensa e frizzante.

    Giorno dopo giorno, la donna si svela attraverso le lettere ma scopre che il suo angelo custode vede ciò che lei vive. Tra le righe scorrono l’infanzia e l’adolescenza con i genitori, mai pienamente capiti, e due nonni molto amati, il rapporto con gli amici (anche loro alle prese con doppi amori e doppie vite) e quello con gli studenti. Uno di questi ultimi, in particolare, si dimostrerà un anello fondamentale per riagganciarsi con la realtà. Gio’ dovrà passare attraverso prove e riconoscimenti prima di trovare il proprio equilibrio e accettare ciò che mai avrebbe pensato sulla propria famiglia. Nel finale di questa storia i tempi si incrociano, dal passato nascerà il futuro: Gramellini e Gamberale hanno strutturato un romanzo che non manca di sorprese.

    I temi, il messaggio.
    Indiscusso coprotagonista di questo romanzo, che si potrebbe quasi definire epistolare, è l’amore. Il sentimento viene scandagliato in tutte le sue sfumature e accezioni, in modo introspettivo: «Non esiste un modello unico di amore». Tra le pagine si incontrano l’amore passionale e quello romantico, quello materno e quello figliale, quello amicale e quello maestro: non scene perfette, ma scorci di vita che nella normalità si raccontano. «Tutto è giusto e perfetto, per quanto tutto intorno a noi ci ricordi l’ingiustizia e l’imperfezione. Non si tratta di perdonare, ma di accettare e ringraziare: se possibile, restituire» (p. 173).

    Il lettore, talvolta, nelle parole di Filèmone può cogliere riflessioni arricchite da spunti filosofici, etici e morali, che non cadono nel banale ma partono dal quotidiano di Gio’, per incrociare quella che potrebbe essere la vita di ognuno. Nonostante la presenza di un angelo (il bello per il lettore sarà scoprire chi sia stato questi per la protagonista), non sono riportate formule magiche o ricette miracolose, piuttosto è ribadita l’importanza del volersi mettere in ascolto: «Affidati alla vita» è l’augurio di Filèmone a Gio’ e così a ognuno di noi.

    Gli autori.
    Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa, ha già pubblicato con Longanesi diversi saggi, tra cui Ci salveranno gli ingenui (2007), e i romanzi L’ultima riga delle favole (2010) e Fai bei sogni (2012) che è stato tradotto il 22 Paesi e ha dominato le classifiche per mesi.

    Chiara Gamberale, autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi, anche collaboratrice delle riviste Vanity Fair, Io Donna e Donna Moderna, ha scritto diversi romanzi tra cui Le luci nelle case degli altri (Mondadori, 2010) e Per dieci minuti (Feltrinelli, 2013).

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    Sara Bauducco

    Laureata in Lingue e Letterature Straniere e giornalista, collabora con diverse testate occupandosi prevalentemente di cultura. Lavora come ufficio stampa e social media manager in ambito editoriale. Appassionata lettrice e organizzatrice di eventi culturali, la si può leggere anche sul blog Inchiostro Indelebile.

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