25 June 2017
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    Bambini e televisione, un connubio pericoloso

    Bambini e televisione, un connubio pericoloso è stato modificato: 2015-01-07 di Alessia Telesca

    Una ricerca spiega quali sono i rischi di un consumo incontrollato di televisione da parte dei bambini. Scarsa fantasia, problemi di salute, rabbia e ansia in età più adulta.Sin dai tempi della sua comparsa la televisione è considerata uno dei mezzi di comunicazione di massa maggiormente utilizzati, divenuto, con l’evolversi del linguaggio e delle tecnologie, parte fondante della quotidianità della maggior parte della comunità. Proprio perché strumento onnipresente nelle famiglie, la televisione è divenuto oggetto ambitissimo anche dai bambini e, proprio per questo, nonostante in passato abbia funzionato come mezzo di educazione (da ricordare il programma degli anni Sessanta Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta) è fondamentale domandarsi come oggi questa possa influire sullo sviluppo del bambino.

    Lo studio di Michel Desmurget.
    La frenesia delle famiglie odierne spinge sempre più verso un maggiore consumo della televisione, poiché i genitori, stanchi e in continuo movimento, trovano nella tv un compagno di gioco o una babysitter a costo zero utile a distrarre i loro figli. Nonostante le esigenze di tempo possano essere comprese, bisogna ricordare quanto la sovraesposizione alla televisione sia dannosa e possa comportare danni permanenti sulle capacità cognitive dei bambini.

    Uno studio condotto da Michel Desmurget, ricercatore francese presso l’INSERM (Istituto Nazionale della Sanità e Ricerca Medica) ha approfondito l’argomento raccogliendo dati utili sui reali effetti della televisione su salute e personalità dei bambini. Il ricercatore ha mostrato come la televisione influisca in modo considerevole sulle capacità e sullo sviluppo cognitivo dei piccoli: l’esposizione prolungata alla tv ostacola, infatti, lo sviluppo intellettivo dei bambini, proprio perché non è interattiva.

    La  mancanza di interazione tende ad appiattire la mente del bambino, che recepisce figure predefinite senza azionare in prima persona l’immaginazione (in sostanza viene meno la “famosa” fantasia dei bambini); tale effetto risulta evidente nell’indagine svolta in Germania, dove è stato chiesto a 2000 bambini, tra i 5 e i 6 anni, di disegnare una figura umana: i risultati allarmanti mostrano come coloro i quali guardano la televisione per più di 180 minuti al giorno abbiano una ridotta capacità di creazione e di attenzione ai dettagli.

    Danni alimentari ed emotivi.
    Oltre al disturbo cognitivo, l’esposizione prolungata alla televisione può comportare anche dei danni alla salute: secondo Michel Desmurget i bambini costantemente esposti alla televisione potrebbero incorrere in disturbi alimentari, come anoressia o obesità, a causa della costante visione di personaggi che si nutrono in modo sregolato.

    Michel Desmurget  mostra poi come la televisione incida sui sentimenti del bambino, poiché la mancanza di sfogo dello stesso attraverso lavori attivi o a discussioni (necessarie per la crescita) con altri bambini, può causare la repressione di sensazioni come rabbia e ansia, le quali rischiano di esplodere durante l’adolescenza.

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    In alto: disegni realizzati da bambini tra i 5 e i 6 anni che guardano meno di un’ora di televisione al giorno. In basso: bambini coetanei che guardano invece oltre tre ore di tv al giorno.

    La televisione abitua alla violenza.
    Le approfondite considerazioni di Michel Desmurget possono inoltre applicarsi anche per la violenza: un bambino costantemente esposto ad immagini violente, anche quelle dei cartoni animati, può non capire la gravità di ciò che vede. Ovviamente le battaglie animate tra supereroi non possono considerarsi come la causa della violenza infantile e adolescenziale, ma la costante visione di tali immagini, soprattutto in età non adatte, può abituare il bambino alla vista della violenza, rischiando così di non disgustarlo e non scandalizzarlo più quando questa diventa reale.

    Inoltre è fondamentale scegliere cartoni animati adatti alle singole età, perché racconti o immagini incomprensibili potrebbero indurre nel bambino sensazioni errate e confuse, con il rischio di farlo sentire inadeguato di fronte ai compagni, magari fratelli, più grandi.

    Errato vietare categoricamente la televisione.
    È, d’altro canto, sbagliato vietare la televisione o utilizzarla come un premio. Il bambino, infatti, conosce bene la tv, soprattutto perché attento osservatore dei più grandi, la sua visione deve quindi risultare una cosa normale e non straordinaria, soggetta a regole come ogni altro gioco: vietarla o utilizzarla come ricompensa ne farebbe aumentare l’eccezionalità e l’attrazione, con il rischio che il bambino desideri, invece del gioco, solamente il divano e la televisione.

    Bisogna poi ricordare che il bambino vive in una comunità di pari, i compagni di scuola, con i quali inevitabilmente discuterà dei personaggi dei cartoni animati: può risultare utile far vedere al bambino il cartone blasonato dagli amici, così da aiutarlo nella socializzazione, senza però infrangere le regole stabilite per l’utilizzo della televisione.

    Quando può essere utile guardare la televisione.
    È importante dosare la televisione, in modo che il bambino utilizzi il suo tempo in attività stimolanti e soddisfacenti, che aiuteranno il suo sviluppo cognitivo e l’umore, sempre positivo di fronte ad un piccolo successo raggiunto in solitaria. La televisione, la cui visione è bene che non venga proposta dai genitori (molte volte infatti i bambini non ci pensano finché non viene proposto), può essere utilizzata in momenti funzionali, come quando il bambino, stimolato allo stremo da una giornata di scuola, sport e compiti, ha letteralmente bisogno di “staccare il cervello” o quando si può godere di un momento di ritrovo familiare, magari in compagnia di un bel film, come momento di aggregazione tra persone di età diverse.

    Bisogna ricordare che il bambino non va annoiato e quindi, a meno che non sia cerebralmente esausto, è importante stimolarlo con giochi e attività accattivanti. E se il bambino è stanco ma ancora attivo dategli un buon libro, non c’è modo migliore per rilassarsi!

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    Alessia Telesca

    Educatrice di mestiere e anche un po’ d’animo, è idealisticamente convinta che la cultura sia la chiave per migliorare il mondo. Appassionata di cinema, libri e scrittura, si è avvicinata a quest’ultima nel 2010. Scrive per diverse testate e per The Last Reporter si occupa di cronaca e società.

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