25 February 2017
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    Bambini vegan, l’opinione di chi è contro

    Bambini vegan, l’opinione di chi è contro è stato modificato: 2015-04-02 di Alessia Telesca

    La pediatra Susanna Esposito ci ha espresso la sua opinione a proposito della scelta di nutrire i bambini con un’alimentazione vegan.

    Qualche tempo fa avevamo affrontato il tema del veganismo legato alle abitudini infantili, intervistando due mamme alle prese con l’educazione alimentare da impartire ai loro figli. Entrambe, vegan per scelta etica e salutistica, avevano raccontato come tale tipo alimentazione non inficiasse la crescita dei loro figli, in perfetta forma e salute e abituati a cibarsi con prodotti di esclusiva origine vegetale.

    Non tutto il mondo, sia sociale che scientifico, è però convinto che la dieta vegan sia adatta ai bambini e, in molti, ritengono che tale scelta alimentare porti degli scompensi e non possa considerarsi equilibrata.

    Le dichiarazioni di Susanna Esposito.
    Ne abbiamo parlato con Susanna Esposito, esperta di infettivologia pediatrica e professoressa associata di pediatria della Facoltà di Medicina dell’Università di Milano.
    Secondo la dottoressa «la somministrazione di una dieta contenente proteine di origine animale è essenziale per una crescita corporea adeguata e per il mantenimento dello stato di salute. Questo è un dogma dal quale è difficile scostarsi, essendo tutta la letteratura scientifica concorde su questo punto. Inoltre, con le proteine, gli alimenti di origine animale assicurano un corretto apporto di altre sostanze, quali minerali e alcune vitamine che sono indispensabili perché non si manifestino carenze. Quando, per convincimenti personali, si vuole evitare la carne di qualsiasi animale, è tassativo che la dieta contenga almeno uova o latte».

    Ci sono però delle precisazioni da fare: «bisogna distinguere tra dieta ovo-latteo-vegetariana e dieta vegana. Nella prima, proprio perché sono presenti uova e latte, l’apporto proteico può essere sufficiente per assicurare la copertura dei fabbisogni nutrizionali, mentre ciò non si verifica mai se la dieta è assolutamente vegetariana».

    Le carenze alimentari.
    Susanna Esposito afferma quindi come una dieta vegana, senza apporti di alimenti di origine animale, possa essere rischiosa per un bambino, messo di fronte a carenze alimentari: «Il problema si manifesta soprattutto nel bambino perché questi, al contrario dell’adulto, ha fabbisogni nutrizionali superiori e più facilmente va incontro a fenomeni carenziali. Nei paesi in via di sviluppo e anche in alcuni che hanno già raggiunto discreti livelli di sviluppo economico come l’India, per povertà o per abitudine, l’apporto alimentare di cibi di origine animale è molto basso o nullo. Questo corrisponde inevitabilmente a diversi stati di malattia che possono portare anche a situazioni irreversibili. La cronica carenza di vitamina B12 e il persistente stato di ritardato sviluppo neuromotorio e psichico sono gli esempi più noti».

    I problemi derivanti da alcune carenze importanti, soprattutto nei minerali e nelle proteine, rischiano quindi di ripercuotersi negativamente sulla crescita. «La carenza di zinco e la conseguente maggiore suscettibilità alle infezioni – ha spiegato – costituiscono un altro esempio ben documentato. Infine, è ben noto che la cronica carenza di apporto di proteine nobili può associarsi ad un alterato sviluppo in peso ed in altezza».

    Rischi anche per la dieta vegetariana.
    «In conclusione – continua la pediatra – è chiaro che secondo tutte le autorità scientifiche la dieta vegana non è raccomandabile per il bambino e che anche la dieta ovo-latteo o quella latteo-vegetariana possono creare problemi, non fosse altro perché richiedono una attenta e continua valutazione degli apporti alimentari, al contrario di quella onnivora. Inoltre, non esistono studi che dimostrano che l’alimentazione vegana del lattante si associa a riduzione di cancro, ipertensione o diabete in età adulta».

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    Alessia Telesca

    Educatrice di mestiere e anche un po’ d’animo, è idealisticamente convinta che la cultura sia la chiave per migliorare il mondo. Appassionata di cinema, libri e scrittura, si è avvicinata a quest’ultima nel 2010. Scrive per diverse testate e per The Last Reporter si occupa di cronaca e società.

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