20 November 2017
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    Big Hero 6, le luci digitali firmate Disney

    Big Hero 6, le luci digitali firmate Disney è stato modificato: 2015-01-16 di Davide Gambaretto

    Intervenuto a View Conference, Alessandro Jacomini – lighting supervisor Disney – ha svelato il dietro le quinte di “Big Hero 6”, in uscita il 7 novembre in America e il 18 dicembre in Italia.

    Sono anni, ormai, che i Walt Disney Animation Studios ci hanno abituato a una sempre maggiore qualità tecnica, per quanto riguarda i loro film d’animazione in CGI. Dietro a questo enorme successo si nasconde, non troppo velatamente, un’eccellenza tutta italiana: Alessandro Jacomini.
    Milanese di origine, Jacomini è vissuto in Italia fino ai trent’anni, prima di volare a Los Angeles e divenire un veterano Disney, collaborando con gli Studios fin dai tempi di Dinosauri (2000). Per loro svolge il delicato compito di lighting supervisor, il che lo rende uno dei responsabili dell’aspetto finale dell’intera pellicola.

    Leggi l’intervista che ha rilasciato a margine dell’incontro »

    Il suo intervento a View Conference, a Torino, di martedì 14 ottobre, è stato un modo per scoprire le ultime evoluzioni tecniche nel campo del rendering e per gustarci in anteprima mondiale qualche frammento di Big Hero 6.

    Un bambino e il suo robot.
    Big Hero 6 è il nuovo film d’animazione Disney, tratto dall’omonimo fumetto Marvel. Narra la storia di Hiro, ragazzino di 14 anni, e di Baymax, il suo robot “gonfiabile” costruito da Tadashi, fratello di Hiro. A fare da set alla storia – che si svolge in un futuro non troppo lontano – c’è la fantastica città di San Frantokyo, combinazione surreale, ma intrigante, di San Francisco e Tokyo.

    La sfida degli animatori e dei lighting supervisors – di cui fa parte Jacomini – è partita proprio da qui: la location è insieme fantastica e familiare; una miscela unica di luci, colori e architettura, con un’atmosfera (dal punto di vista climatico) che ha messo a dura prova tutti i membri dei Disney Studios durante la sua realizzazione.

    Una luce più naturale del reale.
    Il racconto di Jacomini si è poi spostato sulla presentazione del nuovo sistema di rendering della Disney, chiamato Hyperion. Questo software permette di supportare in maniera ancora più ottimizzata gli algoritmi di global illumination, conferendo alle scene un’illuminazione molto simile a quella percepita nel “mondo reale”.

    Ma in Big Hero 6 si è andati oltre, perché si è deciso di non utilizzare il classico paradigma di luce naturale. Al contrario si è scelto di considerare l’andamento emozionale della pellicola. Ecco allora che – partendo sempre dai colori più “naturali” possibili – le scene in cui compaiono Hiro e Baymax sono quelle più sature e offrono una palette più calda, mentre le scene con Yokai, il cattivo di turno, esaltano penombra e scale di blu. Ancora, si è prestata un’attenzione maniacale a come gli agenti atmosferici interagiscano con l’illuminazione: la nebbia che aleggia sul porto filtra e riflette i raggi del sole; i vapori di sodio e mercurio conferiscono una luce tendente all’arancione alla zona industriale. Nulla è stato lasciato al caso.

    Divenire il proprio eroe personale.
    A fine incontro, quando si sono riaccese le luci, la platea – composta per la maggior parte da universitari – aveva ancora negli occhi le spettacolari evoluzioni volanti di Baymax e sembrava non voler abbandonare i propri posti. Jacomini, prima di congedare il pubblico, ha spronato tutti a divenire gli eroi del proprio futuro professionale. E chissà che tra loro non si celi il prossimo Alessandro Jacomini.

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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