24 July 2017
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    Blues Brothers, da Chicago a Torino

    Blues Brothers, da Chicago a Torino è stato modificato: 2015-06-01 di Paolo Morelli

    La band che ha rivoluzionato il blues arriva al Torino Jazz Festival: Riccardo Bertoncelli ha ripercorso la storia dei Blues Brothers.

    I Blues Brothers non sono soltanto un film, sebbene quella pellicola, intitolata The Blues Brothers e diretta da John Landis nel 1980, sia diventata un cult. La band esisteva già prima e ha continuato a esistere al di là della coppia di frontman formata dal compianto John Belushi e da Dan Aykroid. Sarà proprio la formazione “originale” di musicisiti a chiudere, domani, il Torino Jazz Festival.

    Il Blues allegro.
    Cosa hanno fatto di speciale i Blues Brothers? Lo ha spiegato ieri il critico musicale Riccardo Bertoncelli, durante un incontro al Circolo dei lettori nell’ambito del festival torinese. «Hanno divulgato la musica nera in maniera nuova e forte – ha esordito – prendendo tante canzoni “depresse” e rendendole allegre». Il Blues nasce come musica triste, che racconta le sofferenze di un popolo e che, per forza di cose, si esprime con sonorità nostalgiche, lente e profonde. A partire dal 1976, grazie all’impegno di Dan Aykroid e alla forza scenica di John Belushi, la band che più avanti si sarebbe chiamata Blues Brothers iniziò a riproporre pezzi classici del Blues in versione allegra, da ballare. «Il successo fu tale – ha aggiunto Bertoncelli – che tantissimi pezzi sono stati attribuiti ai Blues Brothers, quando invece loro hanno semplicemente suonato pezzi di altri».

    Gli inizi.
    «Nel 1976
    – ha spiegato Bertoncelli – è avvenuto un “reset” della musica, è finito tutto quello che c’era prima, è stato l’anno del punk. I Blues Brothers si sono inseriti in un periodo di forte cambiamento recuperando un repertorio musicale che, di colpo, era diventato vecchissimo». Dan Aykroid era il vero “bluesman”. Canadese, non era bravo a cantare né a suonare, ma si dilettava con l’armonica, visse di Blues per alcuni anni insieme ai Downchild Blues Band, formazione canadese attiva dal 1969. Fu Aykroid a costruire, grazie al fondamentale intervento dell’agente Paul Shaffer (ora direttore musicale del David Letterman Show), un gruppo di ottimi musicisti guidati da uno straordinario animale da palcoscenico, John Belushi.

    L’esordio si fa risalire a una puntata del noto show Saturday Night Live (al quale lavorava proprio Shaffer), dove la band suonò il brano I’m A King Bee presentandosi, Belushi in primis, con costumi da ape. Poco più avanti si arriverà alla celebre “divisa” fatta di cappello nero, occhiali da sole, completo nero, camicia bianca, cravatta nera, calzini bianchi e scarpe nere. Uno stile che influenzerà diversi musicisti ma che entrerà anche in altri campi.

    La qualità musicale.
    «Il segreto dei Blues Brothers
    – ha spiegato, ieri, Bertoncelli – è la qualità dei musicisti che ne fanno parte». Tra di loro Steve Cropper, “The Colonel”, che tuttora è una delle colonne portanti del gruppo (la formazione ha subito delle fisiologiche modifiche); poi Matt “Guitar” Murphy, Donald “Duck” Dunn o ancora Lou Marini. Ogni musicista ha seguito anche una propria carriera solista raggiungendo risultati interessanti, soprattutto per quanto riguarda Steve Cropper, che è arrivato a suonare con Otis Redding, o Donald Dunn, che ha suonato con Eric Clapton, ma si è distinto anche Lou Marini, che ha accompagnato Frank Zappa. Il film è stato un trampolino di lancio per la band, che ha continuato per decenni a divulgare la musica nera ai bianchi, trasformando il Blues in una festa.

    Cosa resta.
    Dopo la scomparsa di John Belushi, morto per overdose nel 1982, Dan Aykroid ha pensato più volte di abbandonare il progetto. Sono passati degli anni, durante i quali si è tentato di coinvolgere il fratello minore di John Belushi, Jim, e si è arrivati a un secondo film Blues Brothers 2000, che è si è rivelato un fiasco clamoroso. Con qualche cambiamento, però, il progetto musicale è rimasto in piedi e, pur senza Belushi e Aykroid, è ancora vivo. Tra i musicisti elencati in precedenza, non ci sono più Matt Murphy e Donald Dunn (scomparso nel 2012). «Finché ci sarà Steve Cropper – ha concluso Bertoncelli – la continuità sarà assicurata». The Original Blues Brothers Band suonerà in piazza San Carlo domani alle 22,30.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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