22 May 2017
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    Brittany Maynard ha scelto l’eutanasia

    Brittany Maynard ha scelto l’eutanasia è stato modificato: 2014-11-05 di Paolo Morelli

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    Si riapre il dibattito, in Usa, sull’eutanasia (permessa solo in cinque stati). Brittany Maynard, malata di cancro, ha ricorso al suicidio assistito in Oregon.

    «Addio a tutti i miei cari amici e alla mia famiglia, che amo. Oggi è il giorno che ho scelto per morire con dignità, davanti alla mia malattia terminale, questo terribile cancro che ha portato via così tanto da me, ma che avrebbe preso ancora di più». Questo è il messaggio che Brittany Maynard, 29 anni, ha scritto sul proprio profilo Facebook prima di assumere i farmaci che le hanno dato la morte.

    L’eutanasia e il Death with Dignity Act.
    La sua storia ha riaperto il dibattito sull’eutanasia. A Brittany, infatti, era stato diagnosticato un cancro al cervello. Qualche settimana fa aveva diffuso un video, visto da 9 milioni e mezzo di persone, nel quale dichiarava la propria intenzione di suicidarsi, non voleva sottoporsi a trattamenti che comunque non avrebbero curato il suo male, e voleva passare gli ultimi momenti della sua vita insieme alla famiglia, non certo in un letto di ospedale.

    Brittany si è appellata al Death with Dignity Act, nello stato dell’Oregon, che consente ai malati terminali di ricorrere all’eutanasia con l’utilizzo di appositi farmaci, dietro prescrizione medica. Nel periodo che è passato tra la diagnosi del cancro e il suicido, Brittany si è spesa per promuovere il dibattito sull’eutanasia negli Usa (ora è permessa solo in cinque stati) e ha coinvolto moltissime persone attraverso il proprio sito internet. Oggi, in home page, campeggia questo messaggio: «Brittany ha influenzato milioni di noi con la sua saggezza e il suo coraggio».

    L’esempio di Brittany.
    «Brittany è morta
    ha commentato Barbare Lee Coombs, presidente di Compassion & Choices, organizzazione che ha sostenuto Brittany – ma il suo amore per la vita e la natura, la sua passione e il suo spirito continuano a vivere». In realtà, qualche giorno fa, c’era stato un piccolo ripensamento, la ragazza sembrava migliorare ma aveva solo rimandato la propria decisione, che è stata puntualmente onorata nel momento in cui le sue condizioni sono nuovamente peggiorate.

    Il suo esempio ha sicuramente portato all’attenzione la tematica del suicidio assistito, che per i malati terminali, come già richiesto più volte in Italia senza successo, può diventare una strada praticabile. Negli Usa, la popolazione sembra spaccata a metà: il 49% è contrario all’eutanasia, il 47% è favorevole. Sembra chiaro, quindi, che il tema vada affrontato seriamente dal punto di vista legislativo, tracciando bene i limiti entro i quali concedere questa possibilità, perché è lì che si gioca tutto. Come spesso accade, si guarda prima agli Usa, per poi ipotizzare cosa succederà in Europa (e di conseguenza in Italia) tra qualche anno.

    Ecco, di seguito, il video con cui Brittany ha annunciato la propria scelta.

    Foto: kfor.com

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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