17 October 2017
    internet

    La Camera scrive i diritti di Internet

    La Camera scrive i diritti di Internet è stato modificato: 2014-10-15 di Paolo Morelli

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    Presentata la “Dichiarazione dei diritti in Internet” alla Camera dei Deputati. Tentativo interessante, ma restano alcuni nodi da sciogliere sulla libertà di espressione.

    Ieri, lunedì 13 ottobre, è stata presentata presso la Camera dei Deputati una bozza della “Dichiarazione dei diritti in Internet”. Si tratta di un documento di indirizzo, al quale ha collaborato anche Stefano Rodotà, che stabilisce alcune linee guida per la regolamentazione di Internet, iniziativa promossa da Laura Boldrini, presidente della Camera. Il documento intero è scaricabile qui, dal 27 ottobre, poi, saranno avviate delle consultazioni pubbliche per coinvolgere gli utenti alla stesura del documento definitivo.

    La bozza.
    Il tentativo è apprezzabile, anche se si auspica che l’iniziativa abbia un seguito soprattutto a livello internazionale, data la globalità di Internet. Già nel 2007, su Repubblica, lo stesso Stefano Rodotà parlava di “Internet Bill of Rights” per combattere la censura e affrontare il tema dei diritti globali. La necessità, quindi, è che si arrivi a linee guida globali, magari coinvolgendo anche il W3C, cioè l’organizzazione, presieduta da Tim Berners-Lee, che si occupa di stabilire standard internazionali per il funzionamento di Internet. Nella mission di W3C c’è un paragrafo dedicato alla “fiducia in rete”.

    La Dichiarazione dei diritti italiana trae molto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, stabilendo, già nel preambolo, il principio di «libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona». Questo si traduce, quindi, nelle pari possibilità di accesso alla rete per ogni individuo, che somiglia molto all’articolo 3 della Costituzione italiana.

    La libertà di espressione.
    Bisogna tenere presente che la Carta dei diritti è una bozza ed è un elenco di linee guida, quindi il linguaggio talvolta generico presuppone successivi interventi normativi che vadano a occuparsi di problematiche specifiche. Anche perché la grossa questione riguarda i contenuti delle informazioni online. Nell’articolo 3 si afferma: «[…] Assicurano ai messaggi e alle loro applicazioni di viaggiare online senza discriminazioni per i loro contenuti e le loro funzioni», così come si ripete, all’articolo 12, «Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero» salvo poi aggiungere, subito dopo «deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi, quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza».

    Il problema può apparire puerile ma in realtà è il centro della questione. In questo, potrebbe venirci in aiuto l’articolo 21 della Costituzione, che inizia così: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Ma resta aperta la domanda: qual è il limite tra libertà di espressione e incitamento all’odio? La necessità di regolamentare Internet sta proprio lì. Sarebbe possibile utilizzare le leggi già esistenti nel nostro Codice che, unite alla necessità di identificazione di un utente attraverso i dati personali solo su richiesta di un’autorità giudiziaria (art. 4 e 6), permetterebbero di chiarire ed eventualmente punire le violazioni.

    La sensazione è che ci vorrà parecchio, come si afferma, in parte, nell’articolo 14: «La costruzione di un sistema di regole deve tenere conto dei diversi livelli territoriali (sovranazionale, nazionale, regionale), delle opportunità offerte da forme di autoregolamentazione conformi ai principi indicati, della necessità di salvaguardare la capacità di innovazione, della molteplicità di soggetti che operano in Rete, promuovendone il coinvolgimento in forme che garantiscano la partecipazione diffusa di tutti gli interessati». La speranza è che il testo, dopo l’approvazione, possa seguire un iter di valutazione a livello sovranazionale.

    Foto: cellulare-magazine.it

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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