23 November 2017
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    “Il canottaggio è uno sport per tutti”

    “Il canottaggio è uno sport per tutti” è stato modificato: 2015-03-29 di Paolo Morelli

    Intervista con Cristina Ansaldi, responsabile pararowing dell’Armida, che svela l’importanta dello sport, e in particolare del canottaggio, per i disabili.

    Cristina Ansaldi è la responsabile pararowing dell’Armida, club canottiero torinese, che lavora anche con la Federazione Italiana Canottaggio, insieme al responsabile federale pararowing Dario Naccari. L’Armida, in Piemonte, è il primo club per la disponibilità di strutture per questo settore, tra le società più attrezzate d’Italia.

    «Stiamo crescendo – ha commentato Cristina Ansaldi a margine di Rowing for Rio 2014e l’evento di quest’anno è stato ancora più partecipato dell’anno scorso. Sta aumentando anche il pubblico». Un settore che attira non soltanto gli addetti ai lavori, come accadeva fino a qualche anno fa, ma anche appassionati di sport, semplici curiosi e, soprattutto, istituzioni. «L’assessore allo sport Ferraris – continua Cristina – ha dato importanza al nostro territorio, in particolare al lago di Candia (luogo ospite di regate internazionali di canottaggio, situato a nord di Torino, ndr). Ha visto da vicino i nostri atleti ed è rimasto impressionato». Nel 2015, Torino sarà capitale europea dello sport, le strutture sportive saranno migliorate e anche il pararowing riceverà, a quanto pare, un sostegno.

    «L’Armida sta diventando un volano per altre società torinesi – ha aggiunto Cristina – perché anche altri club stanno investendo nel settore. Ci sarà uno spazio per il pararowing alla Silverskiff (8 e 9 novembre, ndr), ma l’aspetto fondamentale riguarda la relazione dell’atleta con i propri limiti e con le proprie abilità». Perché praticare canottaggio, per i disabili, ha un effetto positivo sull’inclusione sociale e sull’attività motoria. «Vediamo degli atleti in carrozzina migliorare giorno per giorno, nell’autonomia e nel controllo del corpo – racconta –. I ragazzi più giovani hanno una crescita più armoniosa e notiamo, ad esempio, che alcune posture scorrette tipiche dei non vedenti vengono corrette grazie al canottaggio».

    I benefici dello sport sono elevati anche per chi ha problemi fisici. «Questo è uno sport completo – spiega – perché sono coinvolte tutte le abilità della persona. L’atleta prende possesso del fiume o del lago, la relazione mente-corpo è valorizzata». L’utilità sociale diventa quindi un aspetto centrale nel pararowing. «Stiamo avendo un grande riscontro da realtà che si occupano di assistenza – conclude Cristina – e forse, anche grazie a Rowing for Rio, si parla sempre di più di questa realtà e si prende coscienza del fatto che il canottaggio è uno sport per tutti, e per tutte le età».

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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