28 March 2017
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    Cavallerizza, verso un progetto

    Cavallerizza, verso un progetto è stato modificato: 2015-03-14 di Paolo Morelli

    Diverse istituzioni culturali torinesi si sono riunite ieri, al Politecnico di Torino, per discutere del futuro della Cavallerizza Reale.

    Le istituzioni torinesi si incontrano e discutono del futuro della Cavallerizza Reale, all’interno di un percorso già avviato ad ottobre 2014 sotto l’egida del Politecnico di Torino. L’edificio dell’ex teatro, messo in vendita dal Comune di Torino, è stato occupato a maggio del 2014 dal collettivo Assemblea Cavallerizza 14:45, che ha aperto gli spazi agibili al pubblico, organizzando incontri ed eventi culturali. Il futuro della Cavallerizza, dichiarata Patrimonio UNESCO, è incerto, ma negli ultimi mesi, complice anche l’occupazione, le istituzioni hanno iniziato a porsi il problema del riutilizzo di quegli spazi, che non potendo essere venduti (nessuno li vuole comprare sborsando oltre 11 milioni di euro, come richiesto dal Comune) devono trovare uno scopo utile alla cittadinanza.

    I partecipanti.
    Ieri, 13 marzo, presso il Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, si è svolto il primo incontro tra gli enti culturali della città, che fa seguito a quello di ottobre – nella stessa sede – che apriva il dibattito all’interno di una cornice “istituzionale”, quindi fuori dai locali occupati. Un segnale importante, se non altro, nelle intenzioni.

    Corposo l’elenco dei partecipanti: Gianmaria Ajani, rettore dell’Università di Torino; Valentino Castellani, presidente del Conservatorio e della Fondazione Torino Strategica; Evelina Christillin, presidente del Teatro Stabile (ultimo gestore della Cavallerizza Reale prima della dismissione); Paolo Damilano, presidente del Museo del Cinema e della Film Commission Torino Piemonte; Maria Gattullo, direttrice dell’Archivio di Stato; Valter Vergnano, soprintendente del Teatro Regio. Si tratta delle principali istituzioni culturali torinesi, accolte da Paolo Mellano (cda del Politecnico), Elisabetta Forni e Silvia Gron (servizi per la didattica).

    Un polo culturale per Torino.
    «Unanimente si è convenuto sull’importanza della salvaguardia di questo bene e del suo recupero funzionale
    – si legge nel comunicato –. I partecipanti hanno inoltre manifestato piena consapevolezza che soltanto un progetto unitario ed organico può scongiurare la frammentazione della Cavallerizza Reale».

    Gli intenti sembrano quindi in sintonia con l’Assemblea Cavallerizza 14:45, quello che continua a mancare, però, è un progetto chiaro e concreto. Sembra però che si stia arrivando verso un’idea comune: «La visione condivisa – si legge ancora – è quella della creazione di un luogo pensato non soltanto per garantire un’offerta culturale, ma per creare quell’humus necessario a favorire le opportunità per nuove professioni legate alla produzione culturale».

    Soldi e progetti.
    La Cavallerizza Reale, soprattutto per la propria posizione, potrebbe diventare quel polo multiculturale che a Torino, in effetti, manca. Le istituzioni se ne stanno rendendo conto, infatti si rivelerebbe importante il ruolo «che un tale polo culturale sito in pieno centro cittadino potrebbe avere sull’attrattività turistica, sulle attività economiche ad essa connesse e per la fruizione del bene da parte della comunità glocale».

    Mentre il Comune sta alla finestra, un po’ per vedere se occupanti ed enti culturali tireranno fuori idee interessanti, un po’ per tendere l’orecchio verso potenziali acquirenti, nei prossimi mesi potremo aspettarci qualcosa in più di concerti e dibattiti. «L’impegno – conclude il comunicato – è costituire un gruppo di lavoro che possa procedere all’elaborazione di un percorso progettuale che coinvolga anche i protagonisti della creazione culturale ed artistica indipendente e che porti a definire un’idea progettuale efficace e sostenibile, anche dal punto di vista della fattibilià economica». Soprattutto dal punto di vista della fattibilità economica.

    Foto: cavallerizzareale.wordpress.com

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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