20 February 2017
    La chambre bleu

    Amalric rivisita Simenon al 32° TFF

    Amalric rivisita Simenon al 32° TFF è stato modificato: 2015-01-16 di Davide Gambaretto

    Georges Simenon approda sul grande schermo grazie a “La Chambre Bleue” di Mathieu Amalric, pellicola presentata al 32° Torino Film Festival.

    Mathieu Amalric è noto al grande pubblico principalmente come attore (A Christmas Tale, Quantum of Solance), ma parallelamente porta avanti, ormai da diversi anni, una brillante carriera da regista. La sua ultima prova è La Chambre Bleue, un adattamento in chiave contemporanea dell’omonimo lavoro di Georges Simenon, datato 1964. Un film che fa sue, in egual misura, le claustrofobiche atmosfere dei vecchi noir hollywoodiani e gli espedienti narrativi non lineari di autentici Maestri del cinema mondiale quali Resnais e Welles.

    La visione di Mathieu Amalric.
    La pellicola si apre con la presentazione dei due protagonisti, Julien Gahyde ed Esther Despierre, intenti in un amplesso dalla resa formale tanto elegante quanto sensuale. Il rapporto, che si consuma nella stanza azzurra del titolo, è ovviamente adultero e viene improvvisamente interrotto dall’avvicinarsi del marito di Esther. La circostanza turba Julien in maniera così profonda, che lo vediamo lasciare la stanza senza dare troppe spiegazioni alla sua compagna, deciso molto probabilmente a mettere fine a questa torbida relazione extraconiugale.

    Il piano temporale fa un vistoso salto in avanti e ci mostra Julien intento a giustificare le azioni dei mesi passati, di fronte alle forze dell’ordine. Grazie ai continui slittamenti narrativi – sempre trattati con maestria da Amalric – comprendiamo, scena dopo scena, quello che è successo tra i due “amanti sfrenati” (in un primo momento il romanzo di Simenon avrebbe dovuto intitolarsi proprio Les Amants Frénétiques). Viene svelato di quale crimine è accusato Julien e qual è il suo attuale rapporto con Esther. Nonostante tutto Amalric è deciso a dipingere il suo protagonista come un perfetto eroe kafkiano vittima degli eventi, della cui colpevolezza o innocenza non saremo mai pienamente certi.

    Girato in un intimo 4:3 che aumenta il senso di claustrofobia generale della storia – in particolare nelle scene in cui il personaggio di Julien viene interrogato dal giudice istruttore – La Chambre Bleue è un film brusco e spietato che non avanza nessun giudizio sulle azioni descritte, ma presenta i fatti nudi e crudi, restando fedele, in questo aspetto, all’opera di Simenon. È anche una pellicola elegante e sensuale, che mette in luce il talento registico di Amalric, oltre a ribadire la sua completezza attoriale di cui siamo, ormai, ben consapevoli. Offre, inoltre, una buona prova da parte di Stéphanie Cléau (sceneggiatrice e compagna di Amalric) che qui interpreta Esther, la più classica delle femmes fatales, qui rielaborata in una chiave più moderna e tormentata.

    Una piccolo dubbio che però non compromette la bellezza del film.
    L’aggiornamento in chiave contemporanea della storia di Simenon è stata una scelta attuata dal produttore Paul Blanco e da Amalric, volta a semplificare la realizzazione del progetto e a evitare di cadere nella trappola di una ricostruzione storica e scenografica non abbastanza fedele. Purtroppo questa scelta è anche quella che fa scattare nella testa dello spettatore una semplice domanda, che rischia di pregiudicare la bellezza di questa pellicola: il regista crea un mondo in cui computer Mac e smartphone sono all’ordine del giorno; allora per quale motivo i due “amanti sfrenati” dovrebbero portare avanti una relazione extraconiugale attraverso delle semplici lettere, piuttosto che con l’ausilio di un più pratico sms?

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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