15 December 2017
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    Child 44, la Russia non è il paradiso

    Child 44, la Russia non è il paradiso è stato modificato: 2015-05-23 di Beatrice Cusano

    Il regista Daniel Espinosa intreccia tre anime differenti in Child 44, pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Tom Rob, che traspone la storia in un thriller intenso e paranoico.

    “Non ci sono omicidi in Paradiso”, questo è il motto dell’Unione Sovietica guidata da Stalin, ma la grande madre Russia è molto lontana dall’essere un Eden. A perpetrare i peggiori crimini in nome della sicurezza e stabilità del regime sono i componenti della polizia segreta MGB, e in particolare Leo Demidov, fervente sostenitore del regime che, da eroe di guerra, si trasformerà in nemico pubblico a causa di un’indagine che lo porterà a denunciare l’esistenza di un serial killer di bambini.

    Le tre anime del film.
    Tratto dal romanzo omonimo di Tom Rob, Child 44 è un film con tre anime amalgamate tra loro. È un film storico, che dipinge un’epoca, le sue contraddizioni, i crimini commessi dal regime stalinista e non risparmia nulla allo spettatore.

    Child 44 è anche un film sentimentale quando racconta l’evoluzione del rapporto tra Leo e sua moglie Raissa. L’inizio della loro storia rappresenta l’atteggiamento ottuso del protagonista che non vuole accettare la realtà e non si accorge che la donna prova più paura che amore per lui, ma nell’esilio cui i due saranno costretti e durante la ricerca della verità, Leo e Raissa si scopriranno e riusciranno ad andare oltre gli inganni e le bugie, trasformandosi davvero in una coppia.

    La terza anima del film è legata al tema centrale della pellicola, l’indagine e la caccia al killer dei bambini, personaggio ispirato al mostro di Rostov che, in altri anni rispetto alla storia narrata, uccise cinquantadue persone.

    L’alchimia del cast.
    Child 44 riesce a essere credibile in tutte le sue sfaccettature ed è un film duro, secco, che tiene incollato allo schermo lo spettatore. La regia di Daniel Espinosa risente delle sue origini svedesi, soprattutto nelle atmosfere cupe e nel realismo di alcune scene. I personaggi principali non si possono dire né buoni né cattivi, questo fa sì che non siano mai banali o scontati proprio come gli attori che li interpretano, uno straordinario Tom Hardy, protagonista anche a Cannes con Mad Max: Fury Road, e una Noomi Rapace irriconoscibile con occhi azzurri e capelli biondi.

    I due attori hanno una buona alchimia, così come già si evinceva in The Drop, altro film interpretato insieme. Per quanto riguarda i personaggi secondari invece un elogio va al sempre impeccabile Gary Oldman, l’ufficiale che aiuterà Leo e Raissa durante la caccia all’uomo, mentre risultano molto più stereotipati i veri antagonisti di Demidov. Il suo compagno d’armi invidioso e sociopatico, Vassili, interpretato dall’ultimo Robocop cinematografico Joel Kinnaman, e il comandante Kuzmin, un sacrificato Vincent Cassel (anche lui a Cannes in questi giorni nel film di Garrone Il racconto dei racconti). Peccato per il finale, unico elemento un po’ scontato di una pellicola completa e complessa.

    Le polemiche.
    All’uscita nelle sale, il Ministero della Cultura della Russia ha vietato la distribuzione del film nel Paese, in quanto «distorce i fatti storici». Secondo i russi, infatti, non restituirebbe un’immagine veritiera della Russia stalinista, lasciando spazio a finalità propagandistiche. Child 44, prodotto tra Usa, Gran Bretagna e due paesi un tempo nell’ex sfera sovietica, Romania e Repubblica Ceca, è finito quindi nella “lista nera” dei film vietati in Russia.

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    Beatrice Cusano

    Laureata in Comunicazione e culture dei media con due tesi in ambito cinematografico, conduttrice radiofonica, cura una rubrica di cinema per una web radio.

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