23 November 2017
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    Chiudono gli opg: nuova dignità per gli internati

    Chiudono gli opg: nuova dignità per gli internati è stato modificato: 2015-04-01 di Paolo Morelli

    Intervista con Peppe Dell’Acqua, vera guida del movimento per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, che da oggi non esistono più.

    Oggi, 1° aprile 2015, è il primo giorno senza gli ospedali psichiatrici giudiziari (opg), chiusi definitivamente ieri. Naturalmente ci vorrà ancora del tempo affinché tutte le strutture rimaste sul territorio italiano chiudano o si convertano, ma il processo è inarrestabile. Cos’è un opg? È, di fatto, un luogo di detenzione, dove i criminali con problemi psichiatrici vengono trasferiti ma, di fatto, perdono ogni diritto. Nonostante l’approvazione della legge 180, nota come “legge Basaglia”, nel lontano 1973, i manicomi non sono mai stati chiusi del tutto. Ci è voluto l’impegno di un gruppo di attivisti guidati dal professor Peppe Dell’Acqua, psichiatra basagliano, che da Trieste, per oltre un anno e mezzo, ha sensibilizzato l’Italia sul problema degli opg e degli internati senza diritti. Un percorso che ha impegnato anche Giorgio Napolitano a chiedere che sui risolvesse il problema.

    Una battaglia, un film.
    I detenuti con problemi psichiatrici devono prima essere curati, non ulteriormente puniti. Perché il carcere è comunque un luogo di diritto. Qualche mese fa, in occasione della presentazione del film Il viaggio di Marco Cavallo di Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi al Torino Film Festival, che racconta questa grandissima iniziativa, avevamo parlato con Peppe Dell’Acqua. Oggi, il “viaggio” si è concluso in Senato, con l’audizione presso la Commissione Sanità e la proiezione del film. Ma, soprattutto, è un nuovo inizio. Ieri c’erano i manicomi criminali, oggi ci sono delle strutture di cura, le REMS.

    L’eredità di Franco Basaglia.
    «Non è solo una mia conquista
    – ha spiegato Dell’Acqua, ricontattato per l’occasione – ma la conquista di un movimento e di un’area culturale. C’è una grande quantità di cittadini che guarda alla Costituzione. Emozionato? Sì, molto. Sta chiudendo uno dei peggiori e arcaici dispositivi di internamento che risale alla seconda metà dell’Ottocento». Il manicomio concepito come struttura punitiva, nella quale gli internati non hanno alcun diritto, è un retaggio di due secoli fa. La “rivoluzione”, in Italia, iniziò con Franco Basaglia, con cui Dell’Acqua ha lavorato, e portò alla totale ridefinizione del concetto di manicomio. Però la legge 180 ancora non bastava.

    «Fino ad oggi è successo tanto – ha raccontato un raggiante Dell’Acqua – anche e soprattutto perché oggi tutti noi abbiamo consapevolezza degli opg». Ma adesso che cosa succede? «Pian piano – ha spiegato il professore – diminuirà il numero delle persone internate negli opg di tutta Italia. Le regioni si stanno attrezzando per accogliere queste persone. Ad esempio, in Friuli (all’avanguardia nel campo, ndr) non serviranno nuove strutture, perché si utilizzeranno quelle già esistenti e funzionanti».

    Ma le regioni sono indietro.
    L’ottimismo di Dell’Acqua si scontra però con l’inadeguatezza di alcune regioni. Se il il Friuli Venezia Giulia è già pronto, e mentre in Basilicata si è inaugurata ieri una nuova REMS a Pisticci, regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria sono ancora indietro. La Giunta regionale lombarda ha manifestato l’intenzione di riconvertire la struttura di Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova), una delle peggiori in assoluto nel nostro Paese. L’ex opg sarà ammodernato e convertito in una struttura di accoglienza, messa a disposizione anche delle altre regioni. La Liguria ha già manifestato l’intenzione di approfittarne, mentre si attendono cenni da Veneto e Piemonte, che al momento sono parecchio indietro nella definizione di un programma di assistenza.

    StopOpg in Senato.
    «Lo Stato ha messo in campo delle risorse che non sono ancora arrivate
    – ha aggiunto il professor Dell’Acqua – ma sono sicuro che arriveranno. Oggi stiamo affrontando questo problema ed è straordinario, perché se un Paese ospita gruppi di persone totalmente senza diritti, allora dobbiamo preoccuparci anche noi». Il viaggio di Marco Cavallo, struttura di cartapesta che rappresenta la protesta contro gli opg, prende le mosse dal movimento StopOpg, che nasce nel 2002. È il viaggio di chi porta speranza e diritti, che oggi è arrivato in Senato e che, come ha raccontato Dell’Acqua, ha emozionato anche il presidente Pietro Grasso. «Mi piacerebbe essere Caligola – ha ironizzato – per poter nominare Marco Cavallo come senatore». Ora la speranza è che non ci si fermi qui, e che le regioni ancora inadeguate presentino programmi concreti.

    In copertina: Peppe Dell’Acqua

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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