18 October 2017
    giulio_questi

    Ciao, Giulio

    Ciao, Giulio è stato modificato: 2014-12-05 di Paolo Morelli

    giulio_questi

    Giulio Questi, scrittore e cineasta, fino a pochi giorni fa ospite del 32° Torino Film Festival, è scomparso stamani.

    Molti se lo ricordano per il suo Se sei vivo spara (1967), considerato uno dei film western italiani più stranianti, e da poco proiettato al 32° Torino Film Festival all’interno di una sezione a lui dedicata. Giulio Questi, il partigiano Questi, si è spento stamattina all’età di 90 anni. Con la casa editrice Einaudi aveva pubblicato Uomini e comandanti, una raccolta di 15 racconti nei quali l’artista italiano offre un’immagine completamente demitizzata della lotta armata che ha dato vita alla Resistenza. Il libro ha segnato il suo ingresso “ufficiale” nel mondo della letteratura sancito dal conferimento del Premio Chiara, uno dei premi letterari più noti in Italia.

    Qualche mese fa, al Fatto Quotidiano, Questi dichiarava, a proposito del cinema italiano: «Lo trovo raramente interessante. È fatto tutto di filmetti e mai da qualche maledetta idea, un qualche film che esplode, provoca. I film sui rapporti sentimentali sostituiscono la letteratura. Preferisco allora leggere un libro». Una frase emblematica del suo stile, che ha suggerito, nel 1968, il paragone con il cineasta e poeta Luis Buñuel, da parte del critico cinematografico Tullio Kezich.

    Il Torino Film Festival, diretto da Emanuela Martini, gli aveva appena dedicato una sezione, ospitandolo nelle sale torinesi. Fino a pochi giorni fa, Giulio Questi presentava i propri film al pubblico, chiacchierando con spettatori e selezionatori. Durante la presentazione del suo Arcana, commentava: «Le etichette date dalla critica ai miei film? Mi fanno piacere. I film, anche belli, se non sono etichettati nei generi e nei listini, scompaiono. Il genere invece li fa sopravvivere. I film muoiono, i generi sopravvivono». Con Domenico Monetti e Luca Pallanch aveva da poco dato alle stampe Se non ricordo male. Frammenti autobiografici (Rubbettino).

    Emanuela Martini e il Torino Film Festival lo ricordano così:

    «Caro Giulio,

    è stato un grande piacere e un vero divertimento conoscerti: nei giorni della settimana che hai trascorso a Torino sei stato una fonte di continue scoperte, per il pubblico e tutti noi che ti ascoltavamo, con il tuo senso dell’umorismo e l’abitudine (magnifica) di giocare “al ribasso”, di inserire sprazzi illuminanti di teorie di cinema e di moralità all’interno di racconti e aneddoti, senza prenderti troppo sul serio ma anche senza sminuire mai il tuo lavoro, di scrittore, cineasta, narratore. Che tu avessi humour, cultura e umanità si capiva dai film, lunghi e corti, che hai realizzato, dalle invenzioni con cui hai anticipato decenni di cinema successivo, dalla tua instancabile voglia di raccontare, con parole e immagini, il mondo che vedevi cambiare dall’osservatorio di casa tua. Ma essere partecipi di queste qualità dal vivo è un regalo enorme che hai fatto agli spettatori del Torino Film Festival. Dovunque tu sia adesso, spero ti stia divertendo a riprendere vecchi compagni e irriducibili nemici con la tua camerina digitale. Un grande abbraccio, Giulio!»

    Foto: ilmessaggero.it

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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