21 September 2017
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    Con Francesca Vecchioni t’innamorerai senza pensare

    Con Francesca Vecchioni t’innamorerai senza pensare è stato modificato: 2015-05-04 di Cecilia Russo

    Francesca Vecchioni è la figlia di Roberto Vecchioni, ha scritto un libro per parlare della sua vita e di omosessualità: è “T’innamorerai senza pensare”, presentato al 30° TGLFF.

    Il primo maggio 2015 è stato presentato in anteprima, al 30° TGLFF, al Circolo dei lettori, il libro di Francesca Vecchioni, T’innamorerai senza pensare (edito da Mondadori), durante un incontro coordinato dalla giornalista Silvia Garbarino. Il romanzo verrà poi ripresentato dall’autrice al salone del libro di Torino il 17 maggio, in compagnia di Dario Vergassola.

    Il libro.
    L’opera è un’autobiografia che racconta gli episodi salienti della vita dell’autrice: l’autobiografia è solo un mezzo per poter far passare alcuni messaggi a un pubblico il più eterogeneo possibile. Francesca Vecchioni ha dichiarato di voler far passare soprattutto le emozioni.

    Nel libro ci sono tutti i riferimenti delle associazioni che si occupano di tematiche legate all’omosessualità e vuole essere uno strumento. Infatti Francesca ha ammesso di averlo scritto con un’ottica da lettrice, non da scrittrice. Il titolo è la frase di una canzone (“Figlia”) che il padre le ha dedicato quando lei aveva due anni, e quindi non poteva immaginare tutto quello che sarebbe poi successo dopo (il coming out, le bambine) ma quella frase dà il senso a tutto il libro, perché, ha spiegato: «non si sceglie né di chi, né come innamorarsi, il libro non è solo sull’omosessualità, ma su tanto altro».

    L’autrice.
    Francesca Vecchioni è figlia del cantautore Roberto Vecchioni, resa celebre dalla copertina del giornale Oggi, che il settimanale le ha dedicato nel momento in cui dichiarò di essere omosessuale e di aver avuto due figlie, Nina e Cloe, con la compagna Alessandra. In realtà, Francesca Vecchioni ha spiegato che il suo importante cognome, più che un fardello, è stato un grimaldello per riuscire a far passare certi messaggi al grande pubblico. «Certo – ha raccontato – nel momento in cui sono nate le bambine tutto è cambiato, anche l’esposizione della mia omosessualità, che con le figlie diventa un dato di fatto».

    Utilizzare la notorietà per parlare di omosessualità.
    Poi è arrivata, come già accennato, la copertina di Oggi, che raffigurava Francesca, Alessandra e le loro bambine: «è stato un momento molto difficile – ha ammesso – anche perché nessuno si aspettava una foto in copertina, ma poi ho capito che grazie alla mia celebrità potevo parlare di omosessualità anche a chi è molto lontano da questi temi».

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    L’autrice ha raccontato di aver ricevuto moltissime lettere di ringraziamento dopo la copertina, per esempio quella di una nonna che leggendo il giornale dalla parrucchiera, attraverso quell’articolo, ha capito il che nipote, che lei credeva depresso, in realtà era omosessuale. Quel ragazzo ha rivelato in un’altra lettera a Francesca Vecchioni che stava pensando al suicidio per il fatto di non riuscire a fare coming out. La fase del coming out, secondo l’autrice, è qualcosa di delicatissimo, perché il ragazzo o la ragazza, che magari affronta moltissime difficoltà tra i coetanei e nella società, non ha la certezza di essere compreso a casa e, anzi, spesso teme di deludere le aspettative dei genitori.

    “Manuale di sopravvivenza” per eterosessuali.
    Proprio per la complessità di queste tematiche l’autrice ha inserito, alla fine del libro, sette domande sull’omosessualità cui ha dato le risposte, perché: «c’è  bisogno di avere conoscenza di questi temi – ha spiegato – tuttavia, le reazioni violente ai coming out non hanno nulla a che fare con la cultura o il livello sociale. L’aspetto culturale, però, è importante per eliminare il pregiudizio sociale».

    L’autrice ha raccontato che, spesso, le discriminazioni sessuali dipendono dal fatto che le persone si lasciano sopraffare. A questo proposito ha raccontato che quando è andata in ospedale per partorire le sue bambine il medico non voleva far entrare in sala parto la compagna: «noi avremmo fatto il diavolo a quattro – ha ribadito Francesca Vecchioni – perché se ci negano i diritti a volte è necessario esigerli».

    Diversity.
    Francesca è convinta che occorra lavorare in ambiti accademici molto elevati, ma per arrivare al popolare, e proprio per l’importanza per Francesca Vecchioni di questi argomenti, tutti i proventi del libro andranno all’associazione Diversity, che lei stessa ha fondato.

    «Cos’è Diversity? Un’associazione di persone – ha spiegato – che si impegnano per l’abbattimento del pregiudizio e della discriminazione legati al concetto di diversità. La nostra volontà è favorire una visione del mondo che consideri la molteplicità come valore e preziosa risorsa per tutti. Le tematiche primarie di cui l’associazione si occupa riguardano i diritti individuali di ogni persona e la lotta contro le forme di discriminazione che ne minano lo sviluppo. Particolare attenzione poniamo nei confronti dei temi relativi all’orientamento affettivo e sessuale, all’identità ed espressione di genere, e alle diverse forme di famiglia. Le principali attività di Diversity sono la divulgazione e la formazione».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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