26 March 2017
    Vegan_Food_Pyramid

    Cosa vuol dire essere una mamma vegan

    Cosa vuol dire essere una mamma vegan è stato modificato: 2015-02-07 di Alessia Telesca

    Il nostro viaggio nell’alimentazione vegan per bambini continua con l’esperienza di Anna, mamma vegan che consiglia diverse letture e pareri di professionisti.

    Seguire un’alimentazione vegan si inserisce in un percorso educativo libero e propositivo, all’interno del quale i bambini si sentono partecipi e mai costretti da imposizioni alimentari. Lo racconta Anna, mamma vegan che abbiamo intervistato. L’alimentazione vegan non è solamente un percorso etico ma riguarda anche la salute e il benessere e, proprio per questo, è una scelta pensata e ragionata anche per i più piccoli.

    Qual è la scelta che spinge genitori e, conseguentemente, i figli a diventare vegani?
    «Difficile condensare in poche righe un percorso di vitaCome ciascuno compie le proprie scelte guidato dall’etica personale, così ogni famiglia intraprende un percorso in questo come in altri ambiti dell’educazione dei figli. Non un’imposizione, ma una proposta: si condividono i propri valori, accompagnando e sostenendo i figli nella crescita».

    Come e cosa mangia un bambino vegano e come lo si abitua a questo tipo di alimentazione?
    «Con riferimento ai pasti consumati in famiglia, un bimbo vegano può apprezzare un’ampia varietà di cibi: cereali e pseudo cereali, anche nella versione integrale; legumi, verdure e frutta di stagione. La cucina vegana consente di spaziare tra tradizione e innovazione, soddisfacenndo tanto il palato quanto i bisogni nutrizionali. Il riferimento è la piramide alimentare a base vegetale (Vegpyramid), le cui indicazioni concordano con il punto 4 del ‘Decalogo per la prevenzione alimentare del cancro’ (Raccomandazioni del World Cancer Research Fund 2007) in cui si raccomanda di “Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta”. Un bel vantaggio».

    Quali sono i benefici per la salute e la crescita del bambino?
    «Il prof. Leonardo Pinelli, (pediatra, nutrizionista, diabetologo), sottolinea come “oltre alla motivazione etica nella scelta vegana, oggi risulta sempre più chiara la scelta salutista, scelta oramai obbligata, in base alle recenti conoscenze sulla genesi delle malattie cronico degenerative che affliggono sempre più la nostra salute, in età sempre più precoci”. Con riferimento agli inquinanti ambientali, solubili ed accumulabili nel grasso e dunque presenti in quantità sempre più rilevanti nei prodotti di origine animale, afferma in particolare che “una dieta vegana e biologica, a partire dalla gravidanza, è una garanzia di salute, in attesa che le nostre Istituzioni, al pari di altri Paesi europei, si impegnino a ridurre drasticamente le fonti di inquinamento ambientale, attuando una prevenzione primaria che è la sola via verso un recupero di anni di salute, in particolare nei confronti del bambino, che come noto si trova al vertice della catena alimentare e quindi più esposto dell’adulto alla malattia”».

    Come ci si comporta nei confronti del mondo quotidiano che, spesso, considera la dieta vegan sbilanciata e pericolosa per i bambini?
    «L’attitudine personale consente di modulare la propria risposta; spesso è sufficiente un invito al dialogo, ricordando che è posizione ormai assodata che “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti” (Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets nella traduzione di Luciana Baroni per la Società di Scienza e Nutrizione Vegetariana)».

    Si incontrano difficoltà con le istituzioni scolastiche (che a volte non prevedono piatti o menù interamente vegani) e con eventuali pediatri e dottori ancora scettici?
    «In accordo con le Linee guida per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute il servizio di ristorazione scolastica offre menù vegetariano e vegano su richiesta dei genitori, che sempre più spesso si avvalgono di questa possibilità. Per orientarsi sull’iter burocratico da seguire, ancora difforme nelle differenti regioni italiane, è possibile consultare alcuni opuscoli informativi facilmente reperibili on-line: cito, tra tutti, Ottenere pasti vegani nelle mense scolastiche: un manuale pratico, a cura della Dottoressa Denise Filippin, biologa nutrizionista, con indicazione della prassi da seguire e menù di esempio offerti dalle scuole d’Italia».

    Come si spiega ad un bambino il termine “vegano” e come il fatto che non può mangiare alcuni alimenti?
    «Con la naturalezza della quotidianità: si mostra attraverso il proprio esempio uno stile di vita. Il canale privilegiato  di comunicazione con i più piccoli è certamente quello dell’empatia, dell’ascolto reciproco. La letteratura per l’infanzia può fornire validi spunti per dialogare; cosa sia un vegano, ad esempio, lo racconta in rima Anna Bean, nel suo Siamo vegani».

    Leggi l’intervista alla nutrizionista che ha educato i propri figli all’alimentazione vegan »

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    Alessia Telesca

    Educatrice di mestiere e anche un po’ d’animo, è idealisticamente convinta che la cultura sia la chiave per migliorare il mondo. Appassionata di cinema, libri e scrittura, si è avvicinata a quest’ultima nel 2010. Scrive per diverse testate e per The Last Reporter si occupa di cronaca e società.

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