25 June 2017
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    Costakis, l’uomo che salvò l’avanguardia russa

    Costakis, l’uomo che salvò l’avanguardia russa è stato modificato: 2014-12-26 di Davide Gambaretto

    Fino al 15 febbraio le sale di Palazzo Chiablese ospiteranno il nucleo fondamentale della collezione d’avanguardia russa di George Costakis.

    Direttamente dal Museo Statale di Arte Contemporanea di Salonicco, arriva a Torino una selezione di 300 lavori – tra cui libri, manifesti, disegni, bozze e guazzi – scelti dall’imponente collezione personale di George Costakis, l’uomo che, nella Mosca degli anni ’40-‘50, sfidò il regime stalinista e iniziò ad acquistare opere dell’arte russa di inizio secolo. Siamo davanti a un’esposizione enciclopedica dell’avanguardia sovietica, che testimonia tutti i più importanti movimenti artistici del periodo – dal cubofuturismo al proiezionismo, passando per costruttivismo e suprematismo – e che offre alcuni capolavori maggiori, come il “Ritratto” di Kazimir Malevič o la “Donna in viaggio” di Lyubov Popova.

    Sulla mostra c’è davvero poco da dire: ammirata e famosa a livello internazionale, grazie alla sua completezza è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati. Risulta addirittura pleonastico soffermarsi a parlare delle singole opere o dei periodi stilistici – un aspetto che, inoltre, necessita di troppo spazio per essere esperito adeguatamente – così come fare sterili commenti sull’allestimento (comunque ottimo, grazie al lavoro svolto dai curatori Maria Tsantsanoglu e Angeliki Charistou).

    George Costakis, il greco pazzo che collezionava spazzatura inutile.
    C’è però un protagonista che rischia di passare colpevolmente sotto silenzio: il responsabile di questa incredibile collezione, George Costakis (1913-1990). Nato e cresciuto in Russia da immigrati greci, Costakis non ricevette alcun tipo di educazione artistica. Ciononostante, durante l’adolescenza scoprì il suo grande amore per l’arte e negli anni ’30 cominciò a collezionare opere del ‘600 olandese, prima di spostare i suoi interessi verso Maestri più moderni, quali Picasso e Matisse.

    Il 1946 fu l’anno della svolta. Casualmente entrato in contatto con un quadro dell’artista Olga Rozanova, Costakis si innamorò dell’arte sperimentale sovietica di inizio secolo e, in un periodo in cui le opere d’avanguardia erano ostracizzate dalla politica stalinista, iniziò a raccoglierle sistematicamente.

    Per tre decadi – in cui lavorò come direttore del personale dell’ambasciata canadese a Mosca – la sua sola missione fu quella di acquistare e preservare tutti quegli esempi di arte cubofuturista, suprematista, costruttivista e astratta, fino a quel momento relegati nell’oscurità. Una scelta di vita che gli procurò il soprannome di “greco pazzo” da parte della cerchia dei collezionisti moscoviti. Rintracciò i pittori ancora in vita, come Aleksandr Rodčenko e Varvara Stepanova, e prese contatto con le famiglie e gli amici degli artisti più significativi dell’avanguardia, per creare una collezione unica che, oltre ai dipinti, annoverava anche manifesti, disegni, libri, guaches e porcellane. Il suo appartamento divenne una sorta di museo privato, sempre pronto ad accogliere intellettuali, artisti e semplici appassionati d’arte, che nelle sue stanze trovavano un ambiente raffinato in cui discorrere e rifocillarsi.

    Nel 1977 Costakis lasciò Mosca per trasferirsi in Grecia. Per riuscire ad abbandonare il paese fu costretto a separarsi da metà delle sue opere – donate alla Galleria Tretyakov – in cambio dei visti per sé e per la sua famiglia. Nondimeno la collezione rimase di elevato interesse artistico, tanto che nel 1997 il governo greco decise di acquistarla in blocco.

    La raccolta di George Costakis – composta da oltre 1270 pezzi – forma oggi il cuore della collezione permanente del Museo Statale di Arte Contemporanea di Salonicco e contribuisce in maniera significativa a rendere possibile lo studio e la comprensione di tutti quegli aspetti dell’arte russa di inizio secolo che ancora ci sfuggono. Un lascito che vivrà per sempre grazie al lavoro di Costakis, il greco pazzo che collezionava spazzatura inutile.

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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