23 November 2017
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    La danza si fa Donna al Teatro Astra

    La danza si fa Donna al Teatro Astra è stato modificato: 2014-11-04 di Giovanna Gennatiempo

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    L’apertura della stagione di Palcoscenico Danza, a Torino, è segnata da uno spettacolo dedicato alla donna, declinato secondo la sensibilità di quattro coreografi.

    Venerdì 31 ottobre e sabato 1 novembre è stata inaugurata, al teatro Astra di Torino, la nuova stagione di Palcoscenico Danza. La rassegna, come ogni anno, apre il proprio calendario di spettacoli con l’Opening, un appuntamento indipendente, per tempo e per argomento, dal corpus della stagione che avrà luogo a marzo.

    Woman, questo il titolo della pièce, è un viaggio nelle infinite sfaccettature dell’universo femminile, declinato secondo la sensibilità di quattro coreografi d’eccezione. Paolo Mohovich, direttore artistico della rassegna, ha presentato due brani: LO-LI-TA e Marie Antoinette; a seguire un estratto da Il Focolare del genio svedese Mats Ek, rimontato da Pompea Santoro, direttrice dell’Eko Dance International Project; a seguire la MM Contemporary Dance Company ha proposto Di nuda persona di Enrico Morelli; infine, l’opera inedita di Fabio Crestale, La procréation du Printemps ha chiuso la serata.

    I danzatori.
    Ospiti e interpreti della performance sono stati i ragazzi dell’Eko Dance International Project e due rappresentanti della MM Contemporary Dance Company. L’Eko Dance International Project è nato nel 2012 ed è un gruppo di giovani ragazzi che, terminata la formazione accademica, hanno proseguito il proprio percorso di perfezionamento misurandosi con opere del repertorio classico e contemporaneo, in previsione dell’ingresso nel mondo della danza professionale. Attivi all’interno di Palcoscenico Danza già da due anni, li rivedremo il 20 e 21 maggio con uno spettacolo ispirato al Lago dei cigni.

    La MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea fondata nel 1999 da Michele Merola, a Reggio Emilia. La MM è nata come centro di produzione di eventi e spettacoli e come promotrice di rassegne e workshop. L’obbiettivo del gruppo è quello di favorire scambi fra i giovani artisti, testimoni e portavoce della cultura contemporanea.

    I brani.
    LO-LI-TA è una rivisitazione pop del romanzo di Nabokov. Sulle note di “Moi Lolita”, della cantante francese Alizée, abbiamo trovato un’irriverente Alice Capello vezzeggiarsi e sconvolgere gli animi dei tre pretendenti dando prova di una sensualità frizzante e spensierata propria di una bellezza che sta appena sbocciando.

    Il secondo brano di Mohovich, “Marie Antoinette”, ha mostrato il lato più intimo dell’ultima regina di Francia. Inizialmente “imbustata” in un abito-scultura, Antoinette si spoglia di tutte le sue congetture formali rivelando tutto il dramma di un destino temuto e già segnato. Interpretazione delicata e intensa di Manuela Gallingani che ha ben reso il senso di smarrimento di una sorte ineluttabile.

    Lo spettacolo è proseguito con un classico del repertorio contemporaneo. Il Focolare, anno di debutto 1985, è un’opera del grande Mats Ek, coreografo e direttore storico del Cullberg Ballet. Il brano è un ritratto del ruolo della donna all’interno delle dinamiche familiari. La madre, attenta e premurosa, interpretata da Nadine Lobina, e la figlia, vivace e curiosa Anastasia Crastolla, si relazionano come moglie-madre e figlia-sorella con gli uomini di casa: il padre, autoritario e solenne Tiziano Pilloni, ed il figlio, ribelle e idealista Liam Giacuzzo.

    Con Di nuda persona la MM Contemporary Dance Company racconta un rapporto di coppia segnato dalla passione e dall’ossessione. Enrico Morelli ha messo in scena una relazione d’amore chiusa, violenta in cui la donna tenta disperatamente di esprimere il proprio essere ma viene costretta da una situazione di impotente sottomissione al compagno.

    Il cerchio si è chiuso con il potente La procréation du Printemps. Sulle note di Stravinsky si è mosso un gruppo di donne in dolce attesa, vestite di rosso, e una sola non incinta, vestita di bianco. La primavera è pensata come gioia della procreazione che, però, non è pregio di tutte. A fianco al miracolo della Natura vi è la frustrazione per una maternità negata. È una storia di contrasti: il rosso e il bianco dei costumi sono segno di fertilità e sterilità, il gruppo contro il singolo, coesione ed esclusione. Ulteriore interpretazione straordinaria della Gallingani, la donna in bianco, che riflette la sofferenza interiore di una condizione di emarginazione, rifiutata con tutte le forze che conduce, quasi, alla follia.

    Opening toccante, coerente e ben strutturato. La stagione si è presentata con brani e danzatori di livello professionale, che nulla hanno da invidiare alle grandi compagnie internazionali. Ora non resta che darsi appuntamento a marzo per l’inizio di Palcoscenico Danza.

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    Giovanna Gennatiempo

    Torinese d'adozione, è laureata in D.A.M.S. e Comunicazione e Culture dei Media. Ha curato la comunicazione di diverse associazioni culturali del territorio piemontese. Appassionata di danza, fotografia, animali, viaggi e cucina, è sempre alla ricerca di nuove esperienze da aggiungere alla “to do list”.

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