17 October 2017
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    Della Vedova: “L’Europa sia pragmatica”

    Della Vedova: “L’Europa sia pragmatica” è stato modificato: 2014-12-16 di Paolo Morelli

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    Tre domande a Benedetto Della Vedova, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri italiano, incontrato a margine dell’High Level Dialogue tra Italia e Germania.

    A margine dell’High Level Dialogue, che ieri ha visto seduti allo stesso tavolo, alla Reggia di Venaria, diplomatici e banchieri di Italia e Germania per discutere di politiche condivise di sviluppo e cooperazione, abbiamo scambiato alcune parole con Benedetto Della Vedova, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, retto da Paolo Gentiloni. Già durante le conclusioni alla mattinata di lavori, che ha dato il via – si spera – a una nuova fase di collaborazione tra Italia e Germania, Della Vedova aveva insistito sul superamento degli stereotipi, attaccando, con pacatezza, l’immobilismo europeo che rischia di dare fiato ai movimenti antieuropeisti.

    Il Sottosegretario, che ha tirato le somme, per parte italiana, delle discussioni del mattino, si è dimostrato molto ottimista sull’esito della collaborazione tra i due paesi, ma solo ed esclusivamente se avverrà in chiave europea. La cosa importante, per Della Vedova, è che l’Europa abbandoni l’immobilismo che l’ha caratterizzata negli ultimi anni. E non gli si può certo dar torto.

    Sottosegretario, uno degli obiettivi di questo High Level Dialogue è il superamento degli stereotipi che alimentano la diffidenza reciproca tra Italia e Germania. Ma come si aiuta l’opinione pubblica a superare i luoghi comuni?
    «Credo sia necessario spiegare le cose come stanno. Ad esempio, l’Italia ha fatto molti progressi, soprattutto negli ultimi anni, e penso che il nostro Paese abbia tutte le possibilità per rendersi competitivo in campo internazionale. Questo noi lo sappiamo bene, dobbiamo farlo capire anche alla Germania. Dal canto nostro, noi italiani dobbiamo accettare che una certa diffidenza da parte tedesca, purtroppo, è stata motivata da eventi storici passati. Tante critiche sono fondate, ma è proprio ascoltandole che possiamo migliorare e farci apprezzare».

    Il dialogo instaurato tra istituzioni come può influire sulla percezione delle persone?
    «Dobbiamo discutere di soluzioni pragmatiche che abbiano effetti reali sulla vita dei cittadini. Penso che i sistemi produttivi di Italia e Germaniapossano integrarsi. Nel fare questo, ci dobbiamo ricordare che le condizioni sono mature per farlo. L’Europa, soprattutto, non deve più stare ferma, solo andando avanti e dando segnali importanti all’esterno sarà in grado di guidare il cambiamento. Le riforme, in Italia e in Germania, ci sono, ora attendiamo il piano Juncker che potrebbe sbloccare nuovi investimenti. In questo modo possiamo dare un segnale forte».

    Però il cambiamento nella mentalità di italiani e tedeschi sarà un processo molto lungo.
    «Io non credo che sarà poi così lungo, questo dipenderà anche da noi. Dobbiamo reagire e dimostrare con forza in che cosa consiste la qualità del processo europeo. Le azioni più importanti riguardano il fronte politico ed economico».

    Foto: igorboni.it

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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