17 December 2017
    dorando-pietri

    Dorando Pietri, l’ultima gara 103 anni fa

    Dorando Pietri, l’ultima gara 103 anni fa è stato modificato: 2014-10-17 di Alberto Marenco

    dorando-pietri

    Un secolo fa si svolgeva l’ultima gara di Dorando Pietri, atleta “famoso per non avere vinto”. Alle Olimpiadi di Londra cadde a 500 metri dal traguardo.

    Esattamente 103 anni fa, dava l’addio al mondo dell’atletica uno dei maratoneti più celebri di sempre, passato alla storia per una corsa che purtroppo perse. Ma il modo in cui lo fece lo portò ad avere una notorietà incredibile, soprattutto per quei tempi, dove né radio né televisione erano ancora in grado di raccontare le gesta degli atleti.

    Olimpiadi di Londra, 24 luglio 1908, sono circa le 17 e 15. Dopo quasi tre ore dalla partenza e più di 40 km percorsi, Dorando Pietri entra nello Stadio di White City, costruito ad hoc per le Olimpiadi. Fino a quel giorno il clima è stato tipicamente londinese con la pioggia a fare da protagonista, ma proprio in occasione della maratona il caldo e l’afa prendono il sopravvento mettendo a dura prova la resistenza dei maratoneti. L’eroe italiano è primo, inseguito dallo statunitense John Joseph Hayes, ma è stremato, corre con la forza d’inerzia, non sa più dove sta andando e infatti, entrando nello stadio, sbaglia direzione. I giudici lo aiutano, ma lui cade sfinito a terra, poi si rialza e corre nella direzione giusta, ma da solo non riesce, lo sorreggono. I 73 mila spettatori sono increduli, tifano per lui e lo spingono fino al nastro finale. Dopo aver impiegato dieci minuti per correre 500 metri, Dorando taglia il traguardo e sviene.

    Devono esser stati dieci minuti di delirio sportivo, forse i più avvincenti di sempre, un’emozione travolgente che ha colpito tutti i presenti, persino la regina d’Inghilterra Alexandra. Il 22 enne, originario di Correggio in provincia di Reggio Emilia, ha dimostrato una enorme forza di volontà: la determinazione nel voler dare il massimo anche quando non è rimasto niente o gli ostacoli da superare sono troppo grandi. Resiliente è forse l’aggettivo che più si addice al Dorando Pietri maratoneta. La resilienza è un termine che inizialmente indicava la capacità di un metallo di resistere alle forze che gli sono contrapposte, oggi in psicologia dello sport indica l’atteggiamento di non arrendersi mai e andare avanti nonostante le difficoltà, la persistenza nel raggiungere un traguardo.

    I resilienti sono l’opposto dei vulnerabili, sono per natura ottimisti e interpretano gli eventi negativi come momentanei o come ulteriori sfide da superare. Gli ultimi dieci minuti di quella maratona passata alla storia sono un esempio di come questa attitudine possa far raggiungere risultati insperati e di come coinvolga empaticamente chi assiste alla scena, senza più distinzione di frontiere, razza o quant’altro divida gli esseri umani.

    Ma le regole di una gara sportiva sono chiare e per certi versi implacabili. Al termine della gara gli statunitensi reclamarono per gli aiuti dati a Pietri e così ufficialmente la vittoria fu assegnata a John Hayes, ma la regina volle premiare con una coppa speciale anche l’atleta italiano, a dimostrazione del fatto che la sua caparbietà aveva colpito nel segno. Le cronache di quella gara fecero il giro del mondo e l’interesse pubblico crebbe a tal punto che a novembre dello stesso anno si organizzò la rivincita fra i due atleti al Madison Square Garden di New York. Pietri vinse l’incontro dopo che i due corsero fianco a fianco per quasi tutta la gara. Dorando divenne professionista dopo le Olimpiadi e riuscì a guadagnare cifre considerevoli per l’epoca, partecipò ad altre 22 gare vincendone 17, compresa la sua ultima apparizione a Göteborg in Svezia, il 15 ottobre del 1911 a un giorno dal suo 26esimo compleanno. Esattamente 103 anni fa.

    «La grande impresa dell’italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici» [Sir Arthur Conan Doyle, Daily Mail, 25 luglio 1908].

    Print Friendly
    Alberto Marenco

    Nato ad Asti nel 1988. Laureando in Culture moderne comparate a Torino, frequenta un master in Editoria e Comunicazione a Roma presso l'Istituto Comunika. Ha collaborato con settimanali sportivi locali, un quotidiano on line e ha lavorato in un ufficio stampa. Ama viaggiare e conoscere nuove culture, altri modi di vivere e di pensare. Non ha paura di ciò che non conosce ma ne è affascinato.

      Seguici su Facebook

      Resta aggiornato su Twitter