23 November 2017

    Due passi nel nuovo Museo Egizio

    Due passi nel nuovo Museo Egizio è stato modificato: 2015-04-01 di Paolo Morelli

    A spasso per il Museo Egizio, che riapre oggi al pubblico, 1° aprile, con ingresso gratuito fino a stasera. Sinergia tra storia e digitale.

    Ieri, a Torino, è stato inaugurato il nuovo Museo Egizio, alla presenza di diverse personalità e istituzioni, come il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Il nuovo allestimento è stato accompagnato da una riscoperta sostenuta dalla Compagnia di San Paolo. La Fondazione ha promosso la realizzazione di una teca con un braccio meccanico, azionabile a distanza dal sito compagnia.egizio2015.it, che fa vivere ai visitatori l’emozione della riscoperta di antichi reperti. Soffiando nel microfono del proprio computer, infatti, il braccio si azionerà per muovere la sabbia e mostrare cosa c’è sotto.

    L’evento rappresenta un momento storico per il secondo museo egizio più importante del mondo (il primo è quello del Cairo), che ospita una quantità di reperti talmente grande da non riuscire a trovare interamente spazio nei locali di via Accademia delle Scienze. È questa una delle motivazioni che hanno portato a ripensare totalmente la struttura interna. Dopo l’anteprima di ieri, riservata alla stampa e alle istituzioni, oggi il Museo Egizio sarà visitabile gratuitamente e, secondo i primi dati, si parla di circa 1000 visitatori all’ora. Un successo.

    Qui ci sono tutte le informazioni »

    Riallestimento digitale.
    «Il riordino di un museo
    – si legge nel comunicato di presentazione – implica necessariamente un ripensamento radicale. Il significato dato a una collezione e alla sua organizzazione varia il proprio linguaggio e le proprie finalità scientifiche con il mutare della Cultura nel tempo». Il restyling racconta anche la storia di questo importante museo, che ha oltre 200 anni di vita e rappresenta un luogo importante per la cultura torinese e italiana (ma anche mondiale). La storia, così come la cultura, non è un mondo a parte rispetto alla tecnologia. E così nel “nuovo” Museo Egizio spicca la presenza del digitale, utilizzato come ausilio alla comprensione delle opere e alla loro contestualizzazione. L’operazione è stata realizzata in collaborazione con l’IBAM, l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR.

    Incontro fra culture.
    Cinque anni di lavori, durante i quali il Museo Egizio è rimasto costantemente aperto, con 50 milioni di euro di investimenti. «Il nostro scopo – ha spiegato il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – è soddisfare non solo gli appassionati di egittologia o i visitatori che fruiscono il museo a livello didattico, ma anche quel vasto pubblico che è incuriosito o attirato dal mondo delle antichità. È inoltre doveroso rivolgere uno sguardo alla nuova Torino e alla nuova Italia, alle comunità di recente immigrazione che potranno conoscere frammenti di storia che appartengono all’umanità intera e che hanno numerosi punti di contatto con le società nordafricane. Il nostro obiettivo è che il Museo Egizio diventi un punto d’incontro con le differenti etnie presenti a Torino». Il museo è annoverato fra i primi 10 musei più visitati d’Italia e fra i primi 100 del mondo.

    Partner.
    «Questo risultato
    – ha spiegato Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo – è frutto del lavoro di tanti professionisti nei settori più diversi, una collaborazione orchestrale che ha visto anche la Compagnia impegnarsi fin dall’inizio con lungimiranza, serietà, continuità, entusiasmo, oltre che con un consistente stanziamento economico». La Compagnia di San Paolo ha finanziato il progetto, infatti, con 25 milioni di euro, metà dei costi complessivi. Un intervento che è parte di un investimento più ampio sul patrimonio storico-artistico di Torino, sostenuto con 400 milioni di euro in 15 anni (di cui 100 solo per il centro storico). «L’inaugurazione – ha concluso il presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin – non sarebbe stata possibile senza la preziosa collaborazione di chi ha creduto nel valore di questo museo». Oltre a Ministero, Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino e alla Compagnia di San Paolo, hanno collaborato la Fondazione CRT, i vari organi del Museo Egizio, le Soprintendenze e i raggruppamenti: Isola Architetti e Zoppoli&Pulcher, Migliore&Servetto Architects, Goppion Spa, Arteria Srl e i numerosi e validi restauratori.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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