26 March 2017
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    E se Greta e Vanessa fossero figlie tue?

    E se Greta e Vanessa fossero figlie tue? è stato modificato: 2015-01-02 di Paolo Morelli

    Lettera aperta a quelli che insultano Greta e Vanessa: due giovani nelle mani di un gruppo terrorista e che bisogna salvare. Insieme a Giovanni Lo Porto e Padre Paolo Dall’Oglio.

    Molti si erano quasi dimenticati di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti italiane rapite in Siria cinque mesi fa e ora nelle mani del gruppo Al Nusra, vicino ad Al Qaeda. Ieri è stato diffuso un video nel quale le due ventenni, vestite con il niqab ma a viso completamente scoperto, implorano il governo italiano di salvarle, leggendo il solito messaggio in inglese preconfezionato dai rapitori. Una data, quella del 17 dicembre, mostrata da una delle due ragazze su un foglio, farebbe pensare a un video vecchio di almeno due settimane, sebbene quella scritta possa essere invece un messaggio in codice. I negoziati per il rilascio, già in corso, ora si fanno molto più delicati, poiché la diffusione del video rende pubblica tutta la vicenda non solo all’Italia, ma anche ad altri gruppi armati che potrebbero essere interessati ad “acquistare” le due ragazze per alzare il prezzo nei confronti del nostro Paese.

    Qui finisce la cronaca, qui inizia la reazione delle persone che leggono questa notizia.

    Ciò che sta succedendo online – che è lo specchio di quel che le persone solitamente pensano “offline” – è sconcertante: le due ragazze sono oggetto di insulti e insinuazioni sul loro conto. Dal vignettista Alfio Krancic a Il Giornale, alcuni media cavalcano il rigurgito emotivo di chi si lamenta del fatto che le due abbiano scelto di andare in Siria a loro rischio e pericolo, e che quindi ora se la vedono loro. Tralasciando il disonesto paragone con i marò (situazione completamente diversa e per questo non confrontabile), questa recrudescenza violenta nei confronti di due giovani è inaccettabile.

    Ho cercato di scambiare qualche parola su Twitter proprio con Krancic, autore di una vignetta nella quale chiama Greta e Vanessa «le due scemone» e ironizza sul fatto che sia meglio lasciarle lì, per chiedere spiegazioni. Per quel che si può discutere su Twitter, dove ho incrociato le voci di altre persone, non ho trovato risposte sensate alla mia obiezione «E se fossero figlie tue?».

    Ora parlo a te, lettore arrabbiato che insulti Greta e Vanessa.

    Se fossero figlie tue che faresti? Puoi rispondermi che non le avresti fatte partire, mi sembra ragionevole.

    Ma se fossero partite lo stesso? Come mi ha risposto Krancic, «prenderesti atto del tuo fallimento come genitore».

    Non condivido questa obiezione ma la posso accettare. Detto questo, le tue figlie resterebbero sempre lì, nelle mani di un gruppo terrorista. Posto il tuo fallimento come genitore, saresti davvero in grado di dire “lasciatele lì”? Io non ci credo. Non è umano, non può esserlo. Io credo che se solo ne avessi la possibilità andresti lì a riprendertele con le tue stesse mani, a costo di finire ammazzato, perché sono figlie tue e anche se hanno sbagliato – secondo te – restano comunque figlie tue. Ci sono madri e padri che difendono figli che hanno ucciso e li vanno a trovare in carcere ogni giorno, tu vorresti farmi credere che due figlie rapite mentre facevano il loro lavoro varrebbero meno di un figlio che uccide?

    Perché sì, Greta e Vanessa erano lì per svolgere il proprio mestiere di cooperanti, e che ti piaccia o meno, aiutare gli altri non è da scemi, è una cosa nobile. Anche se gli “altri”, in questo caso, sono musulmani. Perché prima di essere musulmani – e non è certo un difetto – sono persone. E quelli che Greta e Vanessa aiutavano non erano i terroristi, ma i cittadini siriani le cui vite sono state distrutte da quegli stessi terroristi che tu insinui essere “amici” delle due ragazze. Se per te tutti i musulmani sono terroristi perché qualche terrorista è musulmano, allora tutti gli italiani sono mafiosi (te compreso/a) perché qualche mafioso è italiano?

    Greta e Vanessa, per lavoro, aiutano i bambini in difficoltà in un Paese dilaniato dalla guerra dove, solo nel 2014, sono morte 76 mila persone. 76 mila. Pensare che dedicarsi agli altri venga considerato stupido mi fa rabbrividire. L’aiuto al prossimo è invece la cosa più nobile che esista, sulla quale – pensa un po’ – si fonda il concetto stesso di comunità e quindi di società, proprio quella che ti permette di vivere dignitosamente anche se per gli altri – a quanto pare – non hai mai mosso un dito visto che «è da scemi» e tu non sei affatto scemo/a.

    Se fossero figlie tue come ti sentiresti a leggere tutti quei commenti di insulti nei loro confronti?

    Io dico che se fossero figlie tue non arriveresti mai a insinuare che sia tutta una messa in scena per spillare soldi allo Stato e «finanziare il terrorismo». Dovresti chiederti perché ti indigna di più pagare il riscatto per due giovani rapite dai terroristi anziché lo stipendio di politici collusi con la mafia. Ecco, questo sì che è inspiegabile, perciò spiegamelo tu.

    Se fossero figlie tue potresti mai pensare che pagare il riscatto per la loro liberazione faccia aumentare le tasse?

    Fatico a capire come si faccia a pensare di lasciare due ragazze (al di là delle loro idee politiche) nelle mani di un gruppo terrorista che potrebbe fare qualunque cosa di loro. Qualunque. Per questo ti chiedo di ipotizzare – seriamente – cosa faresti se fossero figlie tue, se tutto l’odio che vomiti online, o che provi realmente, sarebbe lo stesso se tu fossi il padre o la madre di Greta e Vanessa.

    E già che ci sei, immagina di essere il padre o la madre di Giovanni Lo Porto oppure il nipote o il fratello (o la nipote, o la sorella) di Padre Paolo Dall’Oglio. L’indignazione contro gli sprechi non ha nulla a che vedere con queste cose, qui si tratta di umanità. E speriamo, più che altro, che in questo momento siano ancora tutti vivi. Ci hai mai pensato?

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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