24 July 2017
    museo_egizio_torino

    Ecco a Torino il nuovo Museo Egizio

    Ecco a Torino il nuovo Museo Egizio è stato modificato: 2015-04-01 di Davide Gambaretto

    Il 1° aprile 2015 apre al pubblico il “nuovo” Museo Egizio di Torino. Con spazi totalmente rinnovati e una superficie quasi raddoppiata, la galleria è pronta a fare il salto di qualità.

    Dopo circa cinque anni di lavori – periodo durante il quale è comunque rimasto sempre aperto ai visitatori – il 1° aprile 2015 inaugura finalmente al pubblico il Museo delle Antichità Egizie di Torino. Martedì 31 marzo, invece, l’anteprima stampa con i ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini. Ambienti quasi raddoppiati, spazi rinnovati e nuovi allestimenti: il museo è pronto per entrare, con tutti i requisiti, nel novero delle principali gallerie internazionali. Inoltre saranno a disposizione circa 400 metri quadrati da destinare alle mostre temporanee, in modo da dare risalto a tutti quei reperti che non troveranno spazio nella collezione permanente. L’investimento complessivo è stato di 50 milioni – metà pubblici e metà privati – il tutto sotto l’occhio vigile del nuovo direttore Christian Greco, che punta a rendere l’Egizio un  «museo post-moderno di standing internazionale», abbandonando l’impronta ottocentesca dell’ex Collegio dei Nobili, firmato da Guarino Guarini, per fare un balzo nella modernità. Il Museo Egizio, infatti, diviene anche multimediale, permettendo interazioni tra i visitatori e i reperti archeologici, grazie alla realtà aumentata e con la possibilità di seguire ogni opera su tablet e smartphone.

    Per festeggiare l’inaugurazione, il museo propone un’iniziativa speciale: l’ingresso sarà, infatti, gratuito dalle 9 della mattina fino alle 11 di sera. Le prenotazioni via internet hanno già portato all’esaurimento degli accessi programmati, ma il museo garantisce che i visitatori che si presenteranno senza prenotazione all’ingresso avranno l’accesso garantito, sebbene subordinato alle prenotazioni.

    Il Museo Egizio fu fondato nel 1824 da re Carlo Felice di Savoia in seguito all’acquisizione di un’importante collezione di 5.268 reperti, riunita da Bernardino Drovetti, esploratore piemontese e console francese in Egitto. Per il valore dei reperti conservati (più di 30.000 che vanno dal paleolitico all’epoca copta) è considerato il secondo più importante al mondo, dopo quello del Cairo. Tra i suoi capolavori si possono ammirare la tomba intatta di Kha e Merit (XVIII dinastia), il canone reale, conosciuto come Papiro di Torino (XIX dinastia) e il tempietto di Ellesija (fatto scavare dal faraone Thutmose III ad Ellesija nel 1430 a.C. circa). Quest’ultimo è l’acquisizione più recente del museo torinese, donato all’Italia dalla Repubblica Araba d’Egitto nel 1970, per il supporto tecnico-scientifico fornito durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani, minacciati dalla costruzione della grande diga di Assuan.

    Print Friendly
    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter