26 March 2017
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    Eterologa, Saitta: “Ora tocca allo Stato”

    Eterologa, Saitta: “Ora tocca allo Stato” è stato modificato: 2014-09-30 di Paolo Morelli

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    L’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, ci ha spiegato cosa succederà in materia di fecondazione eterologa.

    «La delibera con cui abbiamo recepito l’accordo sulla fecondazione eterologa – spiega Saitta – è stata prodotta in assenza di linee guida nazionali, stiamo di fatto supplendo al Governo e al Parlamento». Le direttive, formulate dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha eliminato il divieto alla fecondazione eterologa, stabiliscono come le singole regioni dovranno organizzarsi per offrire questa prestazione. Le strutture che volessero occuparsene dovranno richiedere l’autorizzazione alla Regione, che al momento ha dato l’ok per gli ospedali Sant’Anna e Maria Vittoria di Torino, e per il SS. Trinità di Fossano (Cuneo).

    «Ora l’applicazione concreta – continua l’Assessore – non è più compito della politica. Abbiamo nominato un comitato scientifico che si occuperà di definire i parametri di applicazione. Il costo? Sarà una decisione molto complessa, ma la fecondazione eterologa è molto onerosa. L’opinione diffusa è di considerarla simile alla fecondazione omologa, ma più costosa per via della ricerca di donatori esterni e dei relativi controlli. Credo che il ticket avrà un costo compreso tra i 2000 e i 2500 euro, commisurato al lavoro che dovranno svolgere i medici». Una cifra elevata, ma è indubbio che la gestione dei donatori richieda un ampio dispendio di risorse. Resta da capire, però, come e quanto lo Stato riterrà di intervenire, perché l’argine economico risulterebbe ancora troppo elevato.

    «Il problema più grande – aggiunge Saitta – è che ci vogliono i donatori, e in mancanza di un registro nazionale è possibile che lo stesso donatore, per il quale esiste il limite di 10 gravidanze, possa donare più volte in regioni diverse, creando, alla lunga, problemi di fecondazioni tra consanguinei». Questo è il motivo del limite. «Finché si riesca ad avviare tutto – conclude –, rendendo possibile nella pratica la fecondazione eterologa, ci vorrà ancora qualche mese. Stiamo parlando di un progetto di procreazione che va valutato non soltanto in termini medici. Il Parlamento deve intervenire, che faccia in fretta».

    Non mancano, naturalmente, le polemiche. Silvio Viale, consigliere radicale presso il Comune di Torino, ha esortato la Regione Piemonte a fare in fretta nel definire la raccolta dei gameti, coinvolgendo anche strutture del resto dell’Unione Europea.

    Foto: tiscali.it

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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