24 July 2017
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    Ex nunzio arrestato per pedofilia, dal Vaticano

    Ex nunzio arrestato per pedofilia, dal Vaticano è stato modificato: 2014-10-22 di Paolo Morelli

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    Il Vaticano arresta Josef Wesolowski, a processo per pedofilia, pochi mesi dopo il durissimo documento dell’Onu contro l’oscurantismo della Santa Sede.

    A febbraio di quest’anno, l’Onu pubblicò a Ginevra un documento nel quale spiegava come il comportamento del Vaticano avesse interferito con le indagini sugli alti prelati accusati di pedofilia, una pubblicazione che diede vita a uno scontro tra la Santa Sede e il Palazzo di vetro. Papa Francesco, però, istituì una commissione composta da otto membri per avviare delle indagini interne, tra di essi fu scelta Marie Collins, vittima di abusi quando era minorenne. Ieri, dopo qualche mese, è stato arrestato e posto ai domiciliari Josef Wesolowski, arcivescovo ed ex nunzio apostolico in Repubblica Dominicana, nominato da Papa Giovanni Paolo II. Gli abusi contestati risalgono proprio al suo periodo di permanenza a Santo Domingo.

    Non è mai accaduto, nella Santa Sede, che un arcivescovo venisse arrestato e sottoposto a giudizio. In verità, il processo ha già raggiunto la sentenza primo grado, che ne decretato «la dimissione dallo stato clericale» del prelato polacco. Wesolowski però ha fatto ricorso e a ottobre, il Tribunale del Vaticano, si pronuncerà per il secondo grado di giudizio. La “tolleranza zero” di Papa Francesco, vera e propria rivoluzione nell’atteggiamento della Chiesa per quanto riguarda gli abusi sui minori, sembra non guardare in faccia a nessuno.

    Il Vaticano pare quindi aver recepito, almeno in parte, le disposizioni dell’Onu in materia. Già, perché nel documento diffuso dal Palazzo di Vetro a febbraio si leggeva, fra le altre indicazioni, che «Il Comitato sollecita la Santa Sede a istituire un meccanismo di monitoraggio sui diritti dei minori, con il chiaro intento di ricevere e indagare sui loro reclami, con sensibilità e attenzione nel rispetto della privacy e nella protezione delle vittime […]». Le 16 pagine redatte dall’Onu avevano un messaggio tanto chiaro quanto categorico: basta nascondere, i colpevoli vanno processati. E ora, con Wesolowski, il Vaticano può scrivere un nuovo pezzo di storia, questa volta, più fedele alla realtà.

    Foto: aleteia.org

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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