29 May 2017
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    Expo 2015: la fiera del volontariato

    Expo 2015: la fiera del volontariato è stato modificato: 2015-02-13 di Margherita Ricci

    Se i grandi eventi come Expo si trasformano in un modo di cavalcare la stato di precarietà lavorativa, eludendo la tutela dei diritti.

    Già a giugno 2014 Milano pullulava di poster ritraenti sorrisi: vuoi venire a lavorare gratis per Expo? Incontrerai persone di tutte le etnie e religioni provenienti da ben 140 Paesi, il tutto a costo zero per la fiera ma senza dimenticare tutti i benefici che vanterà subito dopo il tuo curriculum vitae, il pregio salirà alle stelle.

    Expo ha investito 9,4 milioni di euro per la ristrutturazione della Cascina Triulza, l’unica struttura già esistente sul sito espositivo. La gestione di questa sede dopo l’evento verrà affidata dal Comune di Milano alle associazioni perché continuino a utilizzarla per fini sociali ma il criterio di questa spartizione non è stato ancora specificato.

    Dei 18.500 volontari che non avranno un ritorno economico, 800 saranno pagati, ma come? 340 come apprendisti, 300 avranno un contratto a tempo determinato e altri verranno inseriti come stagisti. Questa geniale misura di flexibility è ciò che serviva a quel 46% di disoccupazione giovanile che viene palesemente preso in giro attraverso una promessa di lavoro destinata a non durare nel tempo.

    Volunteers, il trucco.
    È interessante notare quanto il contesto in cui va ad inserirsi la proposta di lavoro gratuito di Expo nasconda in realtà un espediente. Non avete esperienza e nemmeno un lavoro e non c’è nulla di male nel partire facendo una discreta gavetta, specialmente se si tratta di una fiera di queste dimensioni. Così la colossale esposizione, ingarbugliata di inchieste riguardanti infiltrazioni mafiose, tangenti e corruzioni, diventa l’estensione di una pratica tristemente diffusa in moltissime aziende italiane: sfruttare la logica dello stage e forme simili, per non assumere.

    L’espediente funziona e, stando al sito di Expo, pare che questi volontari, per il 60% studenti con una età media di 26 anni, lavoreranno per cinque ore e mezza al giorno con dettagli non specificati, perché è sempre bene che qualcosa resti al caso.

    Quali saranno le mansioni.
    Ai giovani che lavoreranno gratuitamente spetteranno le normali mansioni fieristiche: accoglienza e supporto dei partecipanti, indirizzo verso biglietterie e aree di prenotazioni, diffusione di varie informazioni e distribuzione di materiali. Ovviamente, tutti sappiamo che creare lavoro gratuito per un periodo di tempo che si concluderà con la fine dell’evento, non significa averlo creato sul serio o aver attuato misure per sopperire alla piaga della disoccupazione.

    In questo contesto, anche lo slogan “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ci risulta ostico da comprendere; la fiera smette di essere un’opportunità di incontro tra tradizioni culinarie per sfociare, in primis, in un folclore irrispettoso delle problematiche di alcuni di quei Paesi che invece si propone di mettere in primo piano, e in secundis nella mietitura dei diritti dei lavoratori.

    La legge n.266/1991.
    Art.2, comma 1: «Per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà».

    Art. 2, comma 2: «L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario».

    Le contraddizioni della fiera sono palesi, specialmente se pensiamo al fatto che il governo italiano ha stanziato una somma di 756.000 euro per il bando del servizio civile connesso con Expo e di cui non sappiamo quanto spetterà a ciascun partecipante. Mentre c’è chi percepirà una somma, altri lavoreranno gratuitamente per un Ente che, alla luce di questi probemi, ci riesce difficile definire no-profit, e a voi?

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    Margherita Ricci

    Nata a Novafeltria (RN) nel '91. Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna e studentessa di Scienze Politiche a Torino. Esistenzialista e amante de "Le straordinarie avventure di Pentothal". Mentore d'eccellenza: Fausto Rossi.

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