30 May 2017
    expo_58_jonathan_coe

    Expo, dalla realtà al romanzo

    Expo, dalla realtà al romanzo è stato modificato: 2015-06-17 di Libero Bentivoglio

    Expo 58, romanzo di Jonathan Coe, trasporta verso una manifestazione fatta di intrighi, nei quali cade un uomo perfettamente normale.

    Jonathan Coe, scrittore di biografie e romanzi di carattere socio-politico con un esordio di correttore di bozze e critico musicale, è uno degli autori inglesi più apprezzati in Italia dove riesce a vendere più del doppio rispetto all’Inghilterra.

    L’autore.
    Nei suoi libri ha la capacità di raccontare nel dettaglio situazioni e personaggi tessendone i fili relazionali che li uniscono, senza perdersi in inutili spiegazioni. Con tale spirito riesce a dedicare ritratti profondi ai personaggi femminili da cui egli stesso è affascinato, ribadendo più volte quanto sia fondamentale per uno scrittore immergersi nei panni di una donna per poterne trasmettere esattamente il pensiero, con tutte le sue forze e fragilità. Questo percorso si consolida in Una donna per caso, raggiungendo l’apoteosi con La casa del sonno, senza alcun dubbio uno dei romanzi più amati dal pubblico internazionale.

    Al tempo stesso, la sua scrittura descrive, in maniera elegantemente velata, l’influenza dell’ultimo trentennio della politica inglese sulla vita sociale, aspetto che troviamo intensamente espresso ne La Banda dei Brocchi, che racconta il problema sindacale e del razzismo nell’Inghilterra degli anni Settanta; o ne La Famiglia Winshaw, spietatamente attaccata al potere negli anni Ottanta.

    A proposito di Expo.
    Con il romanzo Expo 58 (Feltrinelli), Coe torna sulla scena letteraria snodando quindi il racconto in due realtà parallele: i turbamenti amorosi del giovane Thomas Foley, protagonista del romanzo, e una spy story pervasa dal proverbiale umorismo dello scrittore, riportato egregiamente nei dialoghi tra Foley e i signori Radford e Wayne.

    L’Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 fu il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. Il suo edificio simbolo, l’Atomium, costruzione futuristica in acciaio e vetro, alta 102 metri, con le sue nove sfere scintillanti simbolo del progresso scientifico, è un’opera ancora visitabile nel parco Heysel di Bruxelles.

    Il libro.
    L’Expo del ’58 non fu solo una manifestazione che si propose di avvicinare i popoli della Terra ma un luogo di operazioni d’intelligence in cui le grandi potenze si spiavano a vicenda. Ed è proprio questo aspetto che Coe afferra, prediligendo una prosa centrata sull’aspetto storico-culturale in cui si trovava l’Europa: dietro gli strascichi bellici, la manifestazione apriva al mondo un nuovo orizzonte d’incontro tra popoli diversi, al fine apparente di poter unire usi e costumi che li differenziavano in un globale sincretismo di massa culturale. Questo sarebbe l’intento utopistico e ottimistico dell’ Expo ’58: riavvicinare i paesi, conoscere e far conoscere culture diverse, al fine di superare pregiudizi e rancori e contrastare ideologicamente la Guerra Fredda.

    In questo contesto si muoverà la figura dell’uomo comune, Thomas Foley, un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra che rappresenta colui il quale si ritrova in mezzo ad affari esteri senza la sua volontà, vivendo un amore extra coniugale con una hostess. Incaricato di sovrintendere alla gestione del club Britannia nel padiglione inglese, si trova catapultato al centro di un intrigo internazionale di cui diventa un’inconsapevole pedina. La figura ingenua di Thomas rimanda a quella di Pyle, il personaggio di Un americano tranquillo di Graham Greene (pubblicato proprio nel 1958).

    Il protagonista, un “uomo comune”.
    Foley non è del tutto consapevole del gioco in cui si trova e si lascia trasportare, a tratti, passivamente dagli eventi che intercorrono tra lui e la vita, che possa essere privata o professionale. Nei vari padiglioni dell’ Expo si respira un costante senso di realtà-immaginazione, dovuto alle tante maschere presenti alla manifestazione: il giornalista russo, in realtà membro del KGB, una bella attrice-spia americana che sorridente mostra le grandi qualità di un elettrodomestico, una macchina tecnologica inglese che in realtà non funziona alla perfezione, un passato belga che incombe nel presente del protagonista.

    In questo grande frullatore, Coe non dimentica di tratteggiare nessuna figura del suo romanzo europeo-universale che coinvolge e diverte con tocco leggero, mescolando insieme i caratteri dell’animo umano e la capacità di riderci su. Infine, lo scrittore racconta con piccoli accenni i cambiamenti che si sono verificati fino al 2009, trasportando il lettore in un trentennio di modificazioni storico-sociali, lasciando comunque forte il ricordo di quei sei mesi in Belgio, fatto di realtà e immaginazione, con un risvolto inaspettato per un Thomas ormai ottantaquattrenne.

    Foto: particolare della copertina di “Expo 58”.

    Print Friendly
    Libero Bentivoglio

    Nato a Reggio Calabria, vivo a Roma dal 1990. Sono specializzato in Critica Letteraria con votazione 110/110. Le mie tesi hanno avuto come argomenti portanti la figura di Virginia Woolf e la revisione del canone letterario (triennale); Italo Calvino e l'analisi della lettura dei classici (magistrale). Collaboro con Taxidrivers, Liberartonline e Noteverticali in qualità di critico cinematografico, musicale, letterario e teatrale.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter