29 May 2017
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    Fecondazione eterologa, regioni e Stato

    Fecondazione eterologa, regioni e Stato è stato modificato: 2014-09-30 di Paolo Morelli

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    La Corte costituzionale ha tolto il divieto alla fecondazione eterologa, le Regioni definiscono le linee guida, lo Stato, invece, tace.

    Anche il Piemonte ha recepito le direttive per l’accesso alla fecondazione eterologa emanate dalla Conferenza delle regioni il 4 settembre scorso. L’accordo è stato raggiunto dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile, che ha annullato gli articoli della Legge 40/2004 sul divieto alla fecondazione eterologa in Italia, e stabilisce le indicazioni per l’erogazione di questa prestazione.

    Cos’è la fecondazione eterologa?
    La fecondazione eterologa è un genere di fecondazione medicalmente assistita (FMA) che consente a una coppia, con uno dei partner affetto da problemi di sterilità, di ottenere dei gameti (spermatozoi o ovociti) da un terzo individuo sano e anonimo. La Legge 40 del 2004, fra le altre cose, vietava questa pratica. Le coppie che possono permetterselo vanno all’estero per farla: è il cosiddetto “turismo procreativo”. La Consulta ha stabilito che il divieto di scegliere questa prestazione in Italia era una forma di discriminazione economica per le coppie.

    Il traguardo è stato raggiungo in seguito alle sentenze dei Tribunali di Milano, Firenze e Catania (tra il 2011 e il 2013) che hanno richiesto l’intervento della Corte. In realtà la storia è molto più lunga, e l’ha riassunta l’Associazione Luca Coscioni qui.

    Il costo.
    Non resta che attendere quanto si pagherà questo genere di prestazione, il rischio è che il costo sia proibitivo e non riesca ad arginare il fenomeno del turismo procreativo (in Svizzera, la fecondazione assistita di tipo eterologo costa 1200 franchi svizzeri, circa 990 euro). Da aprile, ogni regione sta facendo da sé, quindi si va dai 30 euro della Sicilia ai 3000 della Lombardia. Il caso particolare è proprio quello della Lombardia, che invece esegue i cicli di fecondazione omologa (con gameti provenienti dalla coppia) in maniera quasi totalmente gratuita.

    Lo Stato.
    La confusione sull’aspetto economico è dovuta alla mancanza di un intervento dello Stato, che non ha ancora inserito l’eterologa nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), quindi non può stabilirne le tariffe. Per adesso la quantificazione da parte delle regioni è stata rimandata a una valutazione successiva.

    Dopo l’intervento della Corte Costituzionale si è creato un vuoto normativo in materia di fecondazione eterologa, per questo la Conferenza delle regioni è intervenuta per attuare le disposizioni della Consulta e introdurre, nel sistema sanitario, questa possibilità. Spetta però allo Stato intervenire. La questione è complessa e lo scontro sulla Legge 40, gradualmente smontata a colpi di sentenze, assume spesso le sembianze di un’opposizione tra laici e conservatori. Per adesso le strutture più gettonate, che si trovano nel Canton Ticino, non temono la concorrenza del sistema sanitario italiano. Tutto sarà più chiaro quando ci saranno indicazioni precise, soprattutto da parte dello Stato.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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