22 August 2017
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    Forum Sociale Mondiale, Tunisi reagisce

    Forum Sociale Mondiale, Tunisi reagisce è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

    Iniziato oggi, a Tunisi, il Forum Sociale Mondiale, che si chiuderà sabato. Un evento che arriva nel posto giusto al momento giusto.

    Tunisi reagisce al terrorismo e, dopo le folte manifestazioni di piazza che hanno coinvolto migliaia di persone, ospita, da oggi fino al 28 marzo, il Forum Sociale Mondiale. Come racconta Redattore Sociale, diverse delegazioni da ogni parte del globo hanno raggiunto la capitale tunisina e, per l’Italia, spicca un nutrito gruppo guidato dall’Arci, che con la propria ong Arcs «lavorerà a Tunisi su diversi temi e campagne, legate in particolare alla costruzione delle alleanze necessarie per una Alternativa Mediterranea e per un’Europa diversa». Si parla di circa 70.000 persone che in questi giorni si recheranno nella città.

    Il Tribunale Permanente dei Popoli.
    Tra i progetti di cui si discuterà in questi giorni c’è l’idea di far nascere una rete mondiale in grado di occuparsi delle persone scomparse. In proposito, a Tunisi sarà avviata una campagna per chiedere l’istituzione di una sessione speciale del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP). Come si legge sul sito della Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco, il TPP «è un tribunale di opinione la cui opera è rivolta a identificare e rendere pubblici i casi di sistematica violazione dei diritti fondamentali, in particolar modo riguardo tutti quei casi in cui la legislazione nazionale e internazionale risultino fallimentari nel difendere il diritto dei popoli». L’istituzione è stata creata nel 1979 ed è un organo della Fondazione Basso.

    Una Carta contro il terrorismo.
    La lotta al terrorismo, però, dà uno slancio maggiore alle associazioni e ong che parteciperanno al Forum Sociale Mondiale, che tra i propri propositi ha anche quello di scrivere la Carta Internazionale Altermondista contro il terrorismo. Un fermento culturale che coinvolgerà il campus universitario dell’Università “El Manar” di Tunisi. L’evento arriva nel momento più difficile per la comunità tunisina, assalita dal terrorismo in maniera feroce e traumatica, un attacco che, oltre i confini della Tunisia, si coglie esclusivamente come un’aggressione ai turisti occidentali. In pericolo, oltre a loro, ci sono però la democrazia e la libertà di un Paese che, nel Maghreb, è visto come un ostacolo all’ascesa del caos jihadista.

    Le persone in piazza.
    Il Forum Sociale Mondiale arriva quindi al posto giusto nel momento giusto. Ieri, un’enorme manifestazione ha sfidato il nubifragio per mandare un messaggio fortissimo alla minaccia terroristica. I tunisini resistono e restano uniti. Come racconta Il Manifesto, le strade di Tunisi, dopo l’attentato al Museo del Bardo, non hanno mai smesso di riempirsi di manifestanti che si oppongono al terrore imposto dai fanatici simpatizzanti del jihad e dello Stato Islamico. «Erano sem­plici cit­ta­dini – spiega il quotidiano –: molti gio­vani che hanno appro­fit­tato delle vacanze sco­la­sti­che, ma anche per­sone anziane, mamme con i figli».

    La Tunisia reagisce.
    E se da un lato il popolo reagisce con forza alle minacce, si muovono anche le forze dell’ordine. Giusto questa mattina, è stato arrestato il leader della cellula terroristica di Tunisi che ha guidato l’attacco al Museo del Bardo. Secondo Rafik Chelli, Segretario di Stato presso il Ministero degli Interni tunisino, la cellula sarebbe composta da 16 persone, due delle quali ritornate in Tunisia dopo aver combattuto in Siria al fianco delle milizie jihadiste. Nei giorni scorsi, il primo ministro Habib Essid ha rimosso il capo della polizia e il responsabile della sicurezza del Museo. Il giorno dopo la conclusione del Forum Sociale Mondiale, domenica 29 marzo, è poi prevista la riapertura del Museo archeologico del Bardo, chiuso per motivi di sicurezza. «Si tratta di una sfida – ha spiegato il direttore del Museo, Moncef Ben Moussa a Rainews ma è anche un messaggio, vogliamo dire che gli autori dell’attentato non hanno raggiunto il loro scopo».

    Consulta il programma del Forum Sociale Mondiale »

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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