26 April 2017
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    Francia, “embargo” verso la Puglia

    Francia, “embargo” verso la Puglia è stato modificato: 2015-06-15 di Silvia Pasquinelli

    A causa del diffondersi dell’epidemia di Xylella, che da diversi mesi affligge gli uliveti della Puglia, la Francia ha chiuso le frontiere a molte piante pugliesi, causando un grave danno all’economia della regione e dell’Italia.

    Sono 102 le specie vegetali per le quali è scattato il divieto di importazione dalla Puglia verso la Francia, per scongiurare il contagio delle piantagioni francesi con il batterio Xylella fastidiosa, la cui infezione porta a rapido essiccamento e morte delle piante. Si tratta questa volta di un’epidemia che non colpisce animali o uomini, come è accaduto spesso in passato, ma bensì il settore agricolo, in particolare quello relativo alla produzione di olio d’oliva. L’epidemia non è meno grave di epidemie da mucca pazza o da Escherichia Coli, che fino a pochi anni fa avevano spaventato le popolazioni europee. Anche se non si tratta di un’infezione trasmissibile all’uomo, la Xylella aggredisce in maniera piuttosto forte piante importanti come gli ulivi, tale da avere pesanti ripercussioni sia economiche che ambientali.

    Qual è il rischio.
    La malattia viene trasmessa da alcuni insetti, in particolare da uno denominato Sputacchina, che spostandosi da una pianta all’altra succhiandone la linfa, la infetta con il batterio. Questi è originario di paesi del Centro America, in particolare Costa Rica e Venezuela, ma si trova anche negli Stati Uniti, e attacca un’ampia varietà di piante quali caffè, peschi, viti, ulivi, olmi, aceri, ma anche piante ornamentali come l’oleandro. Proprio un oleandro importato in Puglia dall’Olanda, ma originario della Costa Rica, sarebbe la causa della diffusione dell’infezione agli uliveti nostrani. La pianta infetta vi sarebbe arrivata nel 2010 ma solo da un anno ha iniziato a colpire un numero di alberi, ulivi in particolare, tale da mettere a serio rischio l’economia agricola pugliese. Senza contare che la Xylella può passare anche a una specie diversa di vegetali minacciando quindi altre coltivazioni.

    La Francia corre ai ripari.
    Un decreto del Ministero dell’Agricoltura francese metterebbe a riparo la Francia dato che ha vietato, dall’inizio di aprile, l’importazione di vegetali provenienti dalla Puglia. L’embargo francese inoltre non è rivolto soltanto alle piante di ulivo, quelle prevalentemente colpite da Xylella, ma anche a molte altre come albicocco, fico, agrumi, ciliegi e gelso, al momento non infettate.

    Nonostante le rimostranze dell’Italia alla Commissione Europea nei confronti della decisione del governo francese, che apparentemente va contro i limiti dei trattati europei sulla libera circolazione delle merci, Bruxelles ritiene le misure prese dalla Francia adeguate e rispettose delle linee guida sull’import ed export delle merci. I paesi membri dell’Ue infatti sono liberi di prendere misure drastiche come la chiusura delle frontiere per prodotti animali o vegetali provenienti anche da altri stati membri, in caso di grave pericolo di contaminazione.

    Il libero scambio di merci nell’UE è a rischio.
    In seguito alla decisione francese, anche altri paesi dell’Unione Europea potrebbero ricorrere alle stesse misure, soprattutto i paesi maggiori produttori e concorrenti dell’Italia nel settore ortofrutticolo, in particolare Spagna, Grecia e Portogallo. Questi sono tra i maggiori produttori ed esportatori di olio d’oliva e di altri prodotti vegetali o piante ornamentali. Il timore della contaminazione potrebbe quindi in futuro spingerli a intraprendere le stesse cautele della Francia e a chiudere le frontiere.

    OGM e alternative possibili.
    Oltre agli ulivi, altre piante molto sensibili all’infezione da Xylella sono le viti, soprattutto le varietà Chardonnay e Pinot Nero. Il batterio può essere trasmesso anche con parti di piante infette su cui si posano accidentalmente insetti, che fungono da vettori. Questo è il motivo principale per cui il ministro Le Foll ha assunto misure di sicurezza così drastiche.

    Tuttavia anche ragioni di tipo commerciale, legate alla concorrenza o all’introduzione di Ogm, potrebbero giocare un ruolo in tale situazione. Infatti le conseguenze dell’infezione da batterio Xylella sono conosciute già da trent’anni circa, tuttavia, apparentemente, non è ancora stata trovata un cura. Negli Stati Uniti, in California, un gran numero di coltivazioni sono state devastate dalla patologia. Questo ha da un lato facilitato l’ingresso delle coltivazioni OGM, in grado di resistere a pesticidi più potenti ma anche pericolosi per l’uomo, dall’altro contribuisce a ridurre la biodiversità. Nel caso del Salento in realtà, vi sono testimonianze di contadini che utilizzando tecniche tradizionali di coltivazione e rivoltamento della terra, o con l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi e antifungini naturali come lo zolfo, sono riusciti a debellare l’infezione portando piante ormai essiccate alla rinascita. Si tratta però di episodi portati all’attenzione pubblica e politica soprattutto grazie all’iniziativa di Ivano Gioffreda che, attraverso la sua associazione Spazi Popolari, ha sottolineato e condotto una campagna d’informazione soprattutto su tali tecniche, biocompatibili ed efficaci. L’abuso di sostanze chimiche e modificazioni genetiche dei vegetali, dannose anche per l’uomo, rischia infatti di mettere in pericolo gli ulivi tanto quanto la stessa Xylella.

    La Francia chiude all’import pugliese.
    Al momento la Francia è il paese tra quelli europei che maggiormente ha attuato misure preventive, dal punto di vista delle importazioni e del controllo del territorio, per scongiurare l’insorgere di focolai del batterio. Ma il danno economico e d’immagine che riceve la Puglia, con l’attuazione di misure protezionistiche così drastiche, rischia di essere enorme dal momento che l’export verso la Francia vale circa il 14% dell’intera produzione agricola italiana.

    In copertina: ulivo affetto da Xylella (foto: europa.eu)

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    Silvia Pasquinelli

    Laureata in lingue e linguistica e specializzata in editoria, ho lavorato per tre anni come educatrice nei campi estivi per ragazzi. Avendo studiato le lingue inglese, francese e tedesco, ho svolto tirocini nell'ambito dell'insegnamento. Appassionata di letteratura e scienza. Pratico tennis a livello amatoriale.

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