20 September 2017
    francofonia

    Francofonia: un ente, una necessità

    Francofonia: un ente, una necessità è stato modificato: 2015-03-20 di Cecilia Russo

    In occasione della Giornata della francofonia, ripercorriamo Storia e Paesi: dalla Francia all’Algeria, fino all’attentato di Tunisi.

    A partire dal 20 marzo 1998 è stata istituita, a livello mondiale, la giornata della francofonia. La prima associazione francofona al mondo è nata proprio in questa data: la lingua veicola un modo di vedere il mondo, in quanto elemento essenziale per la costituzione dell’identità, dello Stato, del modo di pensare, di scambiarsi le idee e di portare avanti scambi commerciali.

    In occasione della giornata mondiale della francofonia, in tutto il mondo si svolgono eventi legati alla lingua francese come grandi dettati (la dicté Merimée) incontri con autori francofoni, proiezioni di film francofoni, oltre che rivendicazioni e raccolte di firme per far entrare i propri paesi nell’OIF (Organisation Internationale de la Francophonie).

    L’obiettivo della Francofonia è creare uno spazio di solidarietà fondata sui principi dell’umanità, la democrazia e il rispetto della diversità di culture e di lingue. I valori che ha alla base sono la solidarietà tra i paesi e i popoli che condividono la lingua francese, l’ascolto attivo dei governi, ma anche delle strategie privilegiate tra i paesi membri dell’OIF e la comunità internazionale.

    F maiuscola o minuscola?
    Quando si parla di francofonia bisogna distinguere due diversi significati: con la maiuscola indica la lingua francese e il fatto di parlare francese; con la minuscola indica, più generalmente, l’insieme di persone che parlano francese come lingua madre, lingua d’uso, lingua amministrativa, lingua di insegnamento o lingua scelta.

    L’OIF.
    In politica, la francofonia fa riferimento a una comunità di paesi francofoni, ma anche a quell’insieme di paesi o regioni membri de L’OIF (Organisation Internationale de la Francophonie). L’OIF è nata per essere un ente promotore della lingua francese e della diversità linguistica e culturale, valorizzando le differenti culture che si esprimono nel contesto francofono.

    Attore di pace e democrazia, contribuisce al rinforzo delle istituzioni che si occupano di diritti dell’uomo. Ha come obiettivo quello di fornire un’educazione di base di qualità ed è protagonista nella cooperazione per lo sviluppo sostenibile. OIF rivolge particolare attenzione ai giovani, alle donne e all’accesso alle nuove tecnologie.

    L’OIF è un soggetto giuridico a livello internazionale che ha sede a Parigi. Sebbene di questa istituzione si senta parlare pochissimo, la sua nascita è avvenuta, ormai 45 anni fa, il 20 marzo 1970. È interessante notare che dal 30 novembre 2014 il Segretario Generale della Francofonia è una donna: Michaëlle Jeane.

    OIF_francofonia

    Nel mondo.
    L’istituzione è molto importante se si pensa che oggi nel mondo ci sono 270 milioni di persone che parlano francese nei paesi membri dell’OIF. Si aggiungono poi 116 milioni di persone che imparano la lingua francese. Per alcuni paesi membri dell’OIF, il francese è la lingua madre della maggior parte della popolazione (Francia, Canada, Belgio, Valle d’Aosta, Principato di Monaco e molti altri), per altri paesi il francese è lingua amministrativa o seconda, o terza lingua come nel caso dell’Africa subsahariana, il Lussemburgo, il Maghreb.

    La mappa interattiva dei Paesi francofoni »

    Infine esistono paesi come la Romania o l’Italia in cui un quarto della popolazione parla francese, che pur non avendo uno statuto ufficiale esiste, con importanti minoranze residenti sul territorio. I membri dell’OIF sono attualmente 80, oltre a 23 paesi detti “osservatori”. Sui 22 paesi della Lega araba in cui si parla il francese, 8 sono membri dell’OIF: Libano, Egitto, Comore, Djibouti, Marocco, Mauritania, Tunisia e Emirati Arabi Uniti. Recentemente la Repubblica Centroafricana e la Tailandia sono state sospese dall’OIF.

    In virtù del fatto che la Tunisia aderisce all’OIF, la Segretaria Generale della Francofonia ha condannato, attraverso un comunicato stampa, l’attentato avvenuto il 18 marzo al Museo del Bardo di Tunisi, dichiarando che «la lotta contro il terrorismo è anche una lotta della Comunità francofona». La Dichiarazione firmata dai capi di stato, riuniti a Dakar tra il 29 e 30 novembre 2014, ha sancito chiaramente che la Francofonia condanna il terrorismo sotto tutte le forme e in tutte le sue manifestazioni, oltre che condannare ogni violenza contro giornalisti o professionisti dei media.

    La struttura dell’OIF.
    In media, dal 2010 al 2013 il budget annuale dell’OIF è stato di 85 milioni di euro, di cui più del 75% è stato consacrato alla messa realizzazione degli obiettivi dell’OIF. L’OIF agisce in sinergia con l’APF (Assemblée parlementaire de la Francophonie) e quattro operatori specializzati, oltre che con due conferenze ministeriali permanenti. Nel 2012 si sono contate 67 OING (Organizzazioni internazionali non governative) e altre organizzazioni e associazioni che sostengono i programmi dell’OIF.

    L’Algeria, un nodo da sciogliere.
    Esistono, poi situazioni anomale, come quella dell’Algeria, che pur essendo il più grande paese francofono dopo la Francia ancora non fa parte dell’OIF. Come si legge in un articolo di Algeria-Watch, pur essendo un paese osservatore, l’Algeria non ha ancora formulato una richiesta ufficiale di adesione all’OIF, forse perché l’avvicinamento storico tra i due paesi non è mai stato tradotto in un reale impegno reciproco e forse anche per l’ambivalenza dei rapporti politico-economici che l’Algeria ha con la Francia. Sicuramente sia la Francia che l’Algeria trarrebbero benefici dall’ingresso dell’Algeria nel’OIF, tuttavia questo Paese preferisce temporeggiare per meglio negoziare la sua adesione. Inoltre nel 1999 il capo di Stato algerino ha dichiarato in un’intervista che «l’Algeria ha fatto per la lingua francese più della Francia stessa» e che un’adesione alla francofonia dovrebbe giovare al popolo algerino.

    Come ha ben spiegato Gilbert Grandguillaume dell’École des hautes études en sciences sociales, di Parigi: «La lingua francese in Algeria è oggetto di una forte ambivalenza, che presenta aspetti sociali, culturali, politici e identitari. L’Algeria è stata costituita dalla Francia che allo stesso tempo nega la sua identità: “L’Algeria è la Francia”, si è per lungo tempo ripetuto. La lingua francese è il cuore di un nodo complesso. Occorre quindi esporre questi problemi, esaminare la situazione attuale e interrogarsi sulle prospettive di apertura».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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