21 July 2017
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    Galileo: è la ragione che cerca la verità

    Galileo: è la ragione che cerca la verità è stato modificato: 2015-04-12 di Federico Sanna

    Il 12 aprile 1633 Galileo Galilei (1564-1642) è accusato di eresia dal Santo Uffizio. Galileo ha rinnovato il modo di concepire la scienza.

    Sono passati quasi 400 anni da quando Galileo Galilei fu accusato di eresia dal Santo Uffizio: era in grado di dimostrare che la Terra gira intorno al Sole, non viceversa. Oggi fa sorridere, ma nel 1600 quest’accusa rischiò seriamente di bloccare il progresso scientifico. Galileo fu costretto ad abiurare, ammettendo di aver “sbagliato”. Chi era veramente Galileo? Il suo contributo non si ferma al Sole che ruota.

    Dal cannocchiale all’Universo.
    La costruzione del cannocchiale, assemblato per la prima volta nel 1609 in Olanda, non rappresenta di per sé un momento rivoluzionario, ma lo diventa il suo utilizzo come mezzo di indagine scientifica. Nel Sidereus Nuncius, Galileo espone le sue scoperte: attraverso l’osservazione del cielo, rileva numerose stelle fino a quel momento sconosciute, allargando i confini dell’Universo. Registra la somiglianza della superficie della Luna al profilo della Terra, eliminando la distinzione tra corpi celesti e corpi terrestri, uno dei principi della cosmologia tolemaica (che vedeva la Terra al centro dell’Universo, con il sole e i pianeti a ruotarvi intorno). Galileo, inoltre, stabilisce la natura delle Nebulose come agglomerato di stelle e individua i satelliti di Giove.

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    Il sistema tolemaico, la Terra al centro.

    Con quest’opera, il precedente sistema aristotelico-tolemaico viene messo in crisi e gli studi su macchie del Sole e fasi di Venere rompono con la tradizione. Venere mostra fasi come la Luna, appare evidente come siano i pianeti a essere illuminati dal Sole. Lo scontro con la Chiesa è inevitabile, non solo viene messa in discussione l’autorità di Aristotele, ma gli stessi testi sacri. La Bibbia, nella sua interpretazione letteraria, non può esprimere il falso (nell’Ecclesiaste e in Giosuè si parla di Terra che rimane nello stesso posto e Sole che sorge e tramonta circolarmente) e la descrizione di Galileo della realtà è pericolosa.

    Ragione e Fede.
    Al dogma della Fede si oppone la forza della ragione e dell’esperienza, intesa come utilizzo scientifico dei sensi. Galileo individua l’importanza dell’autonomia della scienza dalla religione, sostenendo la nascita di un nuovo metodo di indagine svincolato dal limite della Fede: la scienza definisce come va il cielo e la religione come si va in cielo. La religione non viene demonizzata, è necessaria per la salvezza dell’uomo.

    Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.
    Con il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Galileo si spinge in profondità, approfittando della nomina a Papa del Cardinale Bernardini, amico e sostenitore, e tenta di riproporre il sistema copernicano (con il Sole al centro dell’Universo) con un’opera completa, straordinariamente scritta in volgare.

    Il Dialogo si sviluppa in quattro giornate in cui Simplicio, filosofo aristotelico, Salviati, scienziato copernicano, e Sagredo, moderatore della disputa, dibattono sulla fondatezza del modello espresso dall’astronomo Niccolò Copernico un secolo prima. Viene decretata l’inconsistenza della differenza aristotelica tra mondo celeste, incorruttibile ed eterno, e mondo terrestre, imperfetto e finito. Si dimostra così l’esistenza di una sola fisica, grazie alla quale si possono studiare i fenomeni che appaiono in Natura. Sono smentite le obiezioni contro il moto della Terra: ogni moto è relativo e non è una caratteristica di un corpo.

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    Il sistema copernicano, il Sole al centro.

    Il percorso di Galileo termina ad Acetri, dove viene confinato dopo la condanna del 1633, con la stesura dei Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze. Sono qui messe a confronto le due nuove scienze: la statica, analisi della struttura della materia e della resistenza dei corpi; e la dinamica, sviluppata attraverso leggi sul moto uniforme, sul moto naturalmente accelerato e su quello uniformemente accelerato o ritardato. I Discorsi rappresentano l’opera più matura e originale di Galileo.

    Il nuovo metodo sperimentale.
    La centralità perduta della Terra e dell’uomo non è l’unica novità che ha stravolto gli schemi. La dimostrazione dell’eliocentrismo (il Sole al centro) è il risultato di un radicale cambiamento del modo di concepire la scienza e i suoi strumenti di indagine. La Bibbia non può essere il modello interpretativo della realtà, l’autorità di Aristotele e la sua filosofia non possono ostacolare la scoperta della Natura e delle sue dinamiche. Il raggiungimento della verità deve passare attraverso l’esercizio del dubbio, la ripetizione dell’esperimento, l’analisi attenta della ragione.

    Il nuovo metodo si articola, dunque, in due momenti imprescindibili: le “sensate esperienze”, osservazione dei fenomeni con i sensi; in stretta relazione con le “certe e matematiche dimostrazioni”, da ipotesi matematiche o fisiche si deducono conseguenze in corrispondenza con la realtà. Il ruolo dei sensi è di capitale importanza («Aristotele non aveva il cannocchiale»), ma la ragione è ciò che mette in luce la verità, scopo ultimo dello scienziato. È controversa la questione del rapporto tra i due momenti: da un lato sembra che Galileo attribuisca all’esperienza un ruolo privilegiato nel discorso scientifico, dall’altro sembra preferire la certezza della dimostrazione e della logica.

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    Bertolt Brecht (foto: rosemarieberger.com)

    La vita di Galileo di Bertolt Brecht.
    Bertolt Brecht (1898-1956), drammaturgo e poeta tedesco, offre un punto di vista profondo sulla vita di Galileo, in accordo con la sua idea di teatro come luogo di esercizio dello spirito critico. Il Galileo di Brecht è un uomo vanitoso, irriducibile nella difesa della ragione, amante dei piaceri della vita. La scelta dell’uso del volgare nella scrittura riflette la sua preoccupazione per le questioni sociali: l’agricoltore dell’Agro romano è sottomesso all’autorità e trova nella Fede l’unica consolazione, la giustificazione del suo dolore.

    La scoperta scientifica di Galileo non si limita a contribuire al progresso della conoscenza umana, ma ha la capacità di sollevare grandi questioni etiche. D’altra parte, se la Terra non è collocata al centro dell’universo, e alcuni dogmi della Bibbia non possono più essere interpretati letteralmente, l’uomo stesso acquista un ruolo differente e i rapporti sociali devono essere riconsiderati. L’Autorità teme la scienza perché ha una portata superiore all’oggetto della sua ricerca.

    Galileo compie, però, un crimine imperdonabile, perché abiurando tradisce il compito dello scienziato. Ogni uomo di scienza ha la responsabilità delle proprie scoperte. Galileo favorisce l’Autorità da cui ci si doveva emancipare e ostacola il progresso. È una critica della figura di Galileo che nasconde una condanna della storia contemporanea: le bombe atomiche sganciate in Giappone nel 1945 e l’accondiscendenza della comunità scientifica tedesca nei confronti del Nazismo sono conseguenze storiche dell’immobilismo e della paura di far valere la responsabilità personale.

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    Federico Sanna

    Studente di Filosofia presso l'università di Torino. Appassionato di cinema, letteratura e arte. Impegnato da 5 anni nel volontariato nell'ambito del primo soccorso.

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