30 May 2017
    ecoreati_legambiente

    Gli effetti dei “nuovi” ecoreati

    Gli effetti dei “nuovi” ecoreati è stato modificato: 2015-05-21 di Paolo Morelli

    Intervista con il vicepresidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani: «La legge sugli ecoreati è una pagina storica di questo Paese».

    Il ddl ecoreati ora è legge. Con l’approvazione in Senato, da questo momento, ieri esattamente, i reati contro l’ambiente saranno considerati dei delitti e si farà riferimento al Codice Penale, con tanto di intercettazioni, custodia cautelare e carcere per chi delinque (se necessari, naturalmente). Nel Codice entrano questi nuovi reati: inquinamento ambientale, morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica.

    La mente torna subito a numerosi processi, indagini, archiviazioni o prescrizioni, che hanno visto protagonista l’ambiente, dall’Eternit alla Terra dei fuochi. Se, però, per l’Eternit ci sarà poco da fare (i nuovi reati non possono essere retroattivi), per la Terra dei fuochi (e tanti altri casi) si aprono nuove possibilità. La legge può trasformarsi in uno strumento utile per la lotta alle mafie, che negli ultimi anni hanno fatto dell’inquinamento ambientale un vero e proprio business.

    Ne abbiamo parlato con Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, associazione che si è spesa moltissimo per spingere il Parlamento ad approvare questa legge nel più breve tempo possibile.

    Ciafani, cosa cambia adesso?
    «Su processi come Eternit 2, purtroppo, non ci saranno effetti, dato che i nuovi reati non possono essere retroattivi. Questo però non potrà inficiare altri processi tuttora in corso (il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, ad esempio, sostiene che il reato di disatro ambientale comprometterà i processi in corso, ndr), come quello sull’Ilva, sull’Enel di Porto Tolle e sulla centrale a carbone di Vado Ligure. In quei casi, infatti, è stato contestato il cosiddetto “disastro innominato”, che finora veniva utilizzato per identificare il disastro ambientale».

    stefano_ciafani_legambiente

    Stefano Ciafani.

    Quindi avete vinto una battaglia.
    «Di più, noi abbiamo vinto una guerra e questo è l’atto finale. Per 21 anni abbiamo combattuto utilizzando mezzi pacifici. Chi commetteva reati contro l’ambiente, quindi ecoreati, prima, era sicuro di farla franca, perché si trattava di reati considerati meno gravi. Ora invece si passa nell’ambito penale: si potranno utilizzare le intercettazioni ambientali, gli arresti in flagranza di reato, confisca dei mezzi, con aggravanti in caso di ecomafie, lesioni o morte Credo sia stata scritta una nuova pagina nella Storia di questo Paese. Per 21 anni l’Italia è stata il fanalino di coda dell’Europa, ora invece siamo un Paese modello. È una legge rivoluzionaria che i magistrati aspettavano da tanti anni».

    Quale effetto avranno gli ecoreati sulla lotta alle mafie?
    «Rappresentano una vera e propria svolta. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, infatti, le mafie hanno avviato un grande business ambientale. Commettere ecoreati, fino all’altro ieri, era molto redditizio: non si rischiava nulla e rappresentava un’attività straordinaria, in termini di guadagno, che si affiancava a quella tradizionale. Tanti soldi, pochi rischi. Succederà quello che è successo con il traffico di rifiuti. Nel 2001, per la prima volta, si riuscì a provare il reato relativo al traffico di rifiuti. Negli ultimi 14 anni, dopo quel provvedimento, sono state concluse 220 indagini che hanno portato a più di 1500 ordinanze di custodia cautelare. D’ora in poi le ecomafie, ma anche gli industriali “furbi”, saranno puniti più facilmente».

    Va sottolineato il fatto che, per l’approvazione del ddl ecoreati, tre partiti solitamente in lotta tra loro hanno votato insieme: Partito Democratico, SEL e Movimento 5 Stelle.
    «Questa è una legge di iniziativa parlamentare (l’iter è iniziato nel 2013, ndr) che, di fatto, ha messo insieme tre partiti. La novità di questo Parlamento è rappresentata dal Movimento 5 Stelle, che credo abbia fatto davvero la differenza su questo disegno di legge. Probabilmente, senza di loro, non si sarebbe innescata la miccia che ha portato all’approvazione del ddl ecoreati. In passato, infatti, ci sono stati due ddl di iniziativa governativa, il primo nel 1998 (Governo Prodi I) e il secondo nel 2007 (Governo Prodi II). Quei disegni di legge, però, non sono mai stati discussi in Parlamento e si sono arenati. Ora il processo si è sviluppato al contrario e ha avuto successo».

    Foto: Legambiente.it

    Print Friendly

    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter