19 September 2017
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    Gli interessi della Russia in Africa

    Gli interessi della Russia in Africa è stato modificato: 2016-01-26 di Paolo Morelli

    La Russia offre un sostegno concreto all’Egitto contro l’Isis, ma gli interessi di Putin in Africa sono molto più rilevanti di questo.

    Ieri ha fatto scalpore – non troppo, in verità – l’annuncio di Vladimir Putin, che ha aperto ufficialmente a collaborazioni con l’Egitto nella lotta all’Isis. Dopo la truce uccisione di 21 egiziani copti per mano dei terroristi islamici, il presidente Al Sisi ha dato ordine di attaccare gli avamposti jihadisti al confine con la Libia, una battaglia che l’Egitto – spesso ritenuto “troppo occidentale” per i fondamentalisti islamici – sta conducendo da solo, per ora. L’Europa tergiversa e medita un intervento armato in Libia, la questione, però, va affrontata con cautela. Il problema principale, infatti, riguarda la confusione totale in cui versa il paese dei “due governi”. Chi si va a combattere? Chi si va a salvare? Chi si bombarda? Chi si sostiene? Al momento è complicato anche capire con chi si abbia a che fare a ogni checkpoint.

    Il nucleare russo in Egitto.
    La Russia non offre un aiuto all’Egitto per mere questioni “democratiche”, ma ha un sodalizio molto stretto con il paese nordafricano. Si stima, infatti, che le imprese russe abbiano partecipazioni in più di 400 aziende egiziane, ed è notizia della scorsa settimana la chiusura di un accordo tra Russia e Egitto per la costruzione di una centrale nucleare a nord-ovest del Cairo. L’impianto dovrebbe essere pronto entro il 2019 e rappresenta il ritorno al programma nucleare per l’Egitto, che sarebbe l’unico paese dotato di centrali nucleari in Africa dopo il Sudafrica.

    Da circa dieci anni, il Governo egiziano (con diversi interpreti) cerca di ritornare al nucleare ma finora le proteste degli abitanti sono sempre state piuttosto violente. Come riporta Rai News 24, gli scambi commerciali tra Russia e Egitto, nel 2014, ammontavano a 4,5 miliardi di dollari, in aumento dell’80% rispetto al 2013.

    Altri mercati per le armi.
    L’intenzione dichiarata dal Cremlino, soprattutto alla luce delle sanzioni economiche relative all’Ucraina e alla dilagante crisi economica che sta dilaniando la Russia, è quella di espandere gli affari russi sull’Oceano Pacifico, nell’America Latina e soprattutto in Asia. L’attività principale sembra essere la vendita di armi, esisterebbero già accordi con l’Iran e, pare, con il governo siriano di Bashar Al-Assad.

    Le armi russe vengono vendute in oltre 80 paesi del mondo e rappresentano una fonte di introiti piuttosto significativa per l’economia di Mosca. Sono le realtà più politicamente instabili ad avere una grande domanda di armi, per questo la Russia, evidentemente, non guarda all’Europa. L’Africa, da questo punto di vista, è un mercato molto ghiotto. L’altro principale competitor nel continente, per ora, è rappresentato dagli Usa.

    I rapporti con l’Algeria.
    Come riporta Reuters, una settimana fa, il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita ha discusso, presso l’OPEC (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio), con inviati di Russia e Algeria a proposito di una cooperazione sul piano energetico. A rappresentare Mosca c’era Viktor Zubkov, presidente di Gazprom, mentre per l’Algeria c’era il Ministro della Giustizia Tayeb Louh.

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    Da dove arriva il gas in Europa? Mappa realizzata da ingenio-web.it, in evidenza le condutture previste attraverso la Turchia.

    L’Algeria, dopo la Russia, è il maggiore fornitore di gas per l’Italia, ma rifornisce anche altri paesi europei. Proprio oggi, è stato firmato un accordo con l’Egitto per il fabbisogno energetico del paese, al fine di creare un canale di approvigionamento alternativo alla Libia visto il caos in cui versa l’ormai ex Stato. L’Algeria riceve equipaggiamenti militari dalla Russia ed è uno degli attori principali nel commercio del gas mondiale, si ipotizza che il mancato intervento militare al fianco dei paesi occidentali contro l’Isis sia stato una forma “di cortesia” nei confronti di Putin. L’amicizia che lega i due paesi, comunque, è soprattutto commerciale.

    La diplomazia.
    Dal punto di vista diplomatico, Putin si sta muovendo per instaurare rapporti amichevoli con l’Unione Africana, per assicurarsi un accesso privilegiato nel mercato del continente. La Russia avrebbe ridotto il debito economico dei paesi africani garantendo «nuove opportunità di commercio e cooperazione economica e finanziaria». È probabile, inoltre, che l’Unione Africana apra una nuova sede a Mosca per facilitare la cooperazione, che esiste già dagli anni Sessanta ma negli ultimi tempi si è intensificata.

    Da un certo punto di vista, si è tornati a quello che accadeva un secolo fa, quando le grandi potenze occidentali e asiatiche cercavano di spartirsi le grandi risorse africane. Se prima, però, si parlava esclusivamente di colonialismo, oggi si parla di privilegi commerciali, sebbenne il concetto che sta alla base sia esattamente lo stesso: accaparrarsi risorse. C’è un altro grande paese che si sta muovendo in maniera molto simile alla Russia, pur non essendone – almeno ufficialmente – un vero alleato, è la Cina.

    Foto in copertina: intelligonews.it

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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