30 May 2017
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    I libri per tutti che fanno integrazione

    I libri per tutti che fanno integrazione è stato modificato: 2015-05-25 di Cecilia Russo

    Come fare integrazione a scuola? Ne abbiamo parlato con Elena Corniglia, responsabile didattica di Area Onlus. La disabilità può essere un valore aggiunto per la classe.

    Dopo l’intervista con Rossella Bo, direttrice dell’associazione Area Onlus, abbiamo intervistato Elena Corniglia, responsabile didattica di Area Onlus, in merito ai libri più adatti per i ragazzi con disabilità e il rapporto con le loro classi e i loro insegnanti.

    Qual è il rapporto tra voi e le scuole? Come scegliete le scuole in cui intervenire?
    «Dipende dalle attività, siamo un punto di riferimento informativo delle scuole per avere consulenze e formazione su nuove tecnologie, per spiegare agli insegnanti come usarle. Riceviamo molte richieste di consulenza. A ottobre abbiamo celebrato la settimana del libro accessibile, l’informazione è stata diffusa in tutte le scuole attraverso l’ufficio scolastico regionale. Per le consulenze chiediamo un contributo mentre in altre occasioni proponiamo attività gratuite».

    Nella scuola c’è moltissima confusione rispetto alla disabilità e ai problemi legati all’apprendimento, come differenziare gli interventi sui ragazzi al fine di rendere la scuola utile anche per i ragazzi con disabilità?
    «
    È necessario pensare a un cambio di prospettiva, gli strumenti compensativi non possono essere visti come privilegi. Nel momento in cui gli strumenti possono semplificare la vita di tutti gli studenti, la didattica diventa inclusiva. Andrea Mangiatordi dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha presentato strumenti free open source che se utilizzati con tutta la classe permettono di fare una didattica che sia un “fare diversamente” senza togliere opportunità. Occorre che gli insegnanti capiscano che un libro scritto anche in braille o in lis non è solo per ragazzi con disabilità, ma permette, anche a chi quella lingua non la conosce, di imparare qualcosa di nuovo».

    Gli insegnanti che non sono formati al sostegno (a meno che non abbiano una specializzazione su questo) come possono confrontarsi con una classe con casi di alunni con handicap?
    «Servono risorse umane. Un’insegnante di sostegno dovrebbe essere una risorsa per tutta la classe e non solo per un singolo bambino. Occorre fare una didattica inclusiva. La nostra associazione opera soprattutto nelle scuole elementari. Esistono libri in simboli che permettono di far accedere allo stesso testo diversi tipi di alunni (HC, stranieri, dislessici) perché le parole non sono scritte e quelle lezioni diventano spunti per creare occasioni di inclusione».

    Spesso gli alunni disabili vengono isolati dal resto della classe e devono raggiungere obiettivi minimi ridicoli, come fare integrazione con il resto della classe?
    «Sarebbero necessari libri accessibili, indicazioni teoriche, insegnanti di sostegno per la classe. Bisogna conoscere la disabilità e la classe dovrebbe conoscere le peculiarità della sindrome del compagno HC. I libri accessibili mettono insieme codici differenti per mostrare agli alunni che ci sono diversi modi per comunicare. Spesso ci possono essere episodi in cui c’è un capovolgimento dei ruoli, per esempio la lettura di un libro tattile è una piccola attività che può dare valore all’HC. Una bambina dopo aver visto un libro in braille ci ha detto: “ho scoperto che ai bambini ciechi possono leggere”».

    Quanti fondi servirebbero per gestire una classe di alunni con HC, stranieri e normodotati?
    «
    Questo è uno di quegli ambiti in cui i fondi sono sempre stati tagliati e non sarebbe dovuto succedere. Se gli strumenti dispensativi vengono considerati a utilizzo di un solo alunno allora si taglia, ma se è per tutta la classe allora diventano indispensabili»

    I mezzi dispensativi servono? Come usarli?
    «Gli strumenti dispensativi devono essere efficaci per tutti, normodotati e non. Vodafone, ad esempio, ha creato la DSA Board, una piattaforma on line completamente gratuita che ha un’interfaccia per bambini e una per ragazzi in cui ci sono tutti gli strumenti più efficaci per i DSA. Sono strumenti che qualunque bambino può utilizzare. Una didattica più inclusiva permetterebbe più conoscenza per tutti. Sul nostro portale, Di.To, abbiamo pubblicato un elenco di libri accessibili».

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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