11 December 2017
    Paolo Fasolo - Davide Ruffinengo

    I luoghi delle parole, autori tra i lettori

    I luoghi delle parole, autori tra i lettori è stato modificato: 2014-10-29 di Sara Bauducco

    Paolo Fasolo - Davide Ruffinengo

    Venerdì 10 ottobre, il festival ‘I luoghi delle parole’ compie 11 anni e prosegue con l’intento di portare gli autori dei libri nei luoghi in cui le persone vivono e si incontrano.

    I luoghi delle parole sono piazze, portici e vie. I luoghi delle parole è un festival internazionale di letteratura che vuole portare chi scrive libri dove la gente vive e si incontra per parlare. Questo lo spirito che da undici anni anima la rassegna organizzata dalla Fondazione 900 di Chivasso, in sinergia con diversi enti e sponsor, che si svolge dal 10 al 19 ottobre in cinque comuni della provincia di Torino: Chivasso, Casalborgone, Castagneto Po, San Sebastiano da Po e Volpiano.

    Il festival, sorto in seno all’assessorato alla cultura di Chivasso, già alla terza edizione è passato in mano alla Fondazione nata nel 2005 che segue diverse attività culturali e gestisce il Museo Clizia: la formula è quindi passata da promozione della lettura a valorizzazione dell’incontro con gli autori, da manifestazione locale a manifestazione di rete arrivando a coinvolgere una dozzina di Comuni. Nel 2014 la scelta degli organizzatori è caduta su cinque paesi, ridimensionando il territorio coinvolto anche in virtù delle risorse disponibili. «Non è un festival salottiero perché vogliamo portare cultura nei piccoli centri e dove pare più difficile – tratteggia Paolo Fasolo, presidente della Fondazione e direttore dell’Istituto Musicale Civico –. Accanto al programma aperto al pubblico, vi sono incontri e laboratori nelle scuole».

    A capo del coordinamento artistico del festival vi è Davide Ruffinengo, libraio itinerante, che ha suggerito il titolo di quest’anno: “Vita, complicazioni per l’uso. Semplificarsi la vita con i libri”. Un tema ispirato a una citazione di Bruno Munari: «Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più».

    Un assaggio del festival (tutti gli eventi sono gratuiti) si è già avuto il 29 settembre con la presentazione in anteprima del nuovo romanzo di Marco Malvadi, poi il 3 ottobre con Neithard Bulst e il 4 ottobre con Yari Prete che ha illustrato le cucine vegan del mondo. Tuttavia il programma entra nel vivo il 10 ottobre con una video intervista esclusiva al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e con la presenza del narratore svedese Björn Larsson, che spiegherà se e come la scrittura semplifica la vita.

    Si parlerà di sport con l’allenatore della nazionale di pallavolo maschile Mauro Berruto e di giochi di parole con Stefano Bartezzaghi; sarà protagonista la letteratura con Michele Mari, Davide Longo, Fabio Geda e il Premio Campiello Giorgio Fontana. Ci sarà un incontro con il foodteller Federico Ferrero, vincitore dell’ultimo Master Chef. Si affronterà l’eterna questione della presenza umana sulla Terra grazie ai diversi approcci filosofici e scientifici di Davide Coero Borga, Andrea Gentile, Amedeo Balbi e Francesco Cavalli Sforza. Il professor Pietro Ichino tratterà tematiche legate al lavoro e Elisabetta Ambrosi delle donne che dopo aver avuto figli cercano di reintegrarsi nel mondo del lavoro. A raccontare il lavoro quotidiano dell’insegnante ci saranno Mario Tagliani, maestro che da trent’anni insegna nell’aula del carcere minorile di Torino, e il pedagogista Daniele Novara. Enrico Deaglio parlerà del ventennio politico da poco concluso, mentre Bruno Gambarotta trascinerà il pubblico con la sua ironia. Ancora Bruno Gambarotta, con Margherita Oggero, poi Giuseppe Culicchia e Rosa Mogliasso, Tiziano Fratus e Fabio Geda.

    «Organizzare festival di letteratura in Italia ha senso perché si parte dal fatto che siamo il fanalino di coda in Europa per la lettura; quindi, a maggior ragione, gli eventi devono poter coinvolgere quanta più gente possibile ed essere gratuiti – conclude Fasolo –. La tematica del festival diventa prioritaria perché il pubblico possa portarsi a casa un’esperienza arricchente».

    Leggi il programma completo »

    Nella foto: Paolo Fasolo e Davide Ruffinengo

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    Sara Bauducco

    Laureata in Lingue e Letterature Straniere e giornalista, collabora con diverse testate occupandosi prevalentemente di cultura. Lavora come ufficio stampa e social media manager in ambito editoriale. Appassionata lettrice e organizzatrice di eventi culturali, la si può leggere anche sul blog Inchiostro Indelebile.

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