26 May 2017
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    Il femminismo spiegato da Luisa Passerini

    Il femminismo spiegato da Luisa Passerini è stato modificato: 2015-03-08 di Cecilia Russo

    Uno sguardo sul femminismo italiano attraverso l’opera “Storie di donne e femministe”, scritta da Luisa Passerini, professore ordinario all’Università di Torino.

    «Donna: ogni essere umano di sesso femminile, considerato rispetto alle sue qualità intellettuali o morali o alla posizione che occupa, alla funzione che svolge».

    Enciclopedia Zanichelli

    È sufficiente leggere le definizioni di qualunque enciclopedia o dizionario per capire quanto di sconosciuto ci sia nella descrizione del mondo femminile. Quali sono le «qualità intellettuali o morali» tipiche delle donne? Perché tanti uomini hanno provato a catalogare, definire, descrivere le donne senza mai chiedersi se queste definizioni abbiano senso? Del resto come emerge nel volume di Luisa Passerini, Storie di donne e femministe (Rosenberg & Sellier, p.37): «sapevano di essere donne, ma non riuscivano a percepirsi come tali, ad esprimersi in tal senso».

    L’esigenza di insegnare alle donne il femminismo.
    Oggi più che mai occorre formare le donne ad essere tali e il libro in questione è stato scritto proprio per questo, come si legge a pagina 7: «questo libro nasce da esigenze di trasmissione, innanzitutto didattiche. L’esperienza di seminari e dibattiti mi hanno convinto della necessità, dell’urgenza, di studiare e trasmettere la storia recente delle donne e del femminismo. Su di essa le giovani generazioni hanno ricevuto gli stereotipi più volgari e contraddittori».

    Questo libro non presenta solo un’analisi storica ma anche una spiegazione delle metodologie e delle difficoltà incontrate dalle ricercatrici affrontando questo tema.

    Le tematiche del libro.
    Nella prima parte intitolata Percorsi di ricerca viene affrontato il tema della soggettività delle donne nella storia orale italiana, si toccano temi molto diversi tra loro quali: le donne e la politica, le donne e il lavoro, l’identità femminile, gli incontri e gli scontri tra donne.

    I temi dell’identità e della politica vengono affrontati anche nel secondo capitolo dove vengono esplicitati i metodi utilizzati per la realizzazione del libro, viene poi affrontato il caso delle donne in Emilia Romagna: una storia regionale del femminismo e nella seconda parte viene presentata una riflessione sui movimenti delle donne (dalle sue origini, passando per il ruolo delle donne nella Seconda guerra mondiale fino al ‘68 e alla ricerca sul femminismo fino agli anni ’80) e sui rapporti tra femminismo e movimenti del ’68.

    Successivamente l’autrice tratta il tema del neofemminismo radicale italiano e nell’ultimo capitolo si affronta il tema del significato di una metodologia femminista per le discipline. La stessa cosa sta avvenendo per il lavoro delle donne, l’autrice, facendo riferimento più volte a Nuto Revelli, spiega l’importanza che il lavoro ha avuto per l’emancipazione femminile, anche il lavoro in fabbrica che ha coinvolto «contadine, serve, tessitrici che raccontano di una resistenza fisica e morale senza fine» (Luisa Passerini, Storie di donne e femministe, Rosenberg & Sellier, p. 28).

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    Luisa Passerini

    Femminismo sì o no? Sì, visto che l’Italia è più indietro del Ruanda.
    L’autrice si domanda se sia ancora corretto parlare di una “memoria femminista” perché è evidente che la storia del femminismo sia dominato dal caos e dalla discontinuità, tanto da creare una “amnesia originaria del femminismo”: «affermando che nasce ogni volta che rinasce, il femminismo fa pensare di non avere memoria delle lotte passate» (p.96).

    Il rapporto con il passato è fondamentale per il movimento femminista, che identifica l’esperienza del movimento studentesco come un precedente imprescindibile, come lo sono certe figure di donne che hanno preceduto il movimento.

    È fondamentale continuare a parlare di femminismo se si pensa che secondo molti monitoraggi, come quello redatto dall’università di Stoccolma, il nostro paese è solo il 48esimo per il numero di deputate elette e sta dopo Svezia, Norvegia, Costa Rica, con il Ruanda in testa alla classifica.

    Il femminismo e i movimenti del ‘68.
    Nella seconda parte di quest’opera vengono messi in relazione i movimenti del ‘68 con il movimento delle donne, è chiaro che sia le donne che gli studenti in quel periodo avevano punti comuni come la progettazione del futuro. All’inizio, però, questi movimenti si rivelarono potenzialmente concorrenti a un rinnovamento profondo dei rapporti tra pubblico e privato, ma sarebbe scorretto negare l’influenza che ebbero i due movimenti l’uno sull’altro.

    Le origini del neofemminismo italiano si ritrovano all’inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti d’America con il movimento delle donne. In realtà i primi movimenti organizzati delle donne statunitensi esistevano già tra il 1830 e il 1840, in questo primo periodo i temi della liberazione femminile si intrecciarono con la problematica dei diritti civili e dell’abolizione dello schiavismo.

    Il bisogno di nuove parole per nuovi studi.
    Nell’ultima parte del libro si affrontano le questioni della complessità di fronte alle quali si sono trovate le studiose femministe per trattare queste tematiche. Hanno dovuto inventare nuovi concetti, nuovi termini linguistici e quindi emerge il rapporto tra il concetto di storia delle donne e di storia in generale.

    Luisa Passerini si domanda se sia giusto usare termini e criteri femministi per studiare le donne di epoche precedenti. La storia delle donne può rovesciare l’ordine di importanza dei processi e dei fatti.

    Questo libro ha il grande merito di offrire un itinerario bibliografico dove per capitoli sono dichiarate le fonti. Si trovano molte fonti orali e memorialistiche e testi molto recenti. Dall’importante libro di Luisa Passerini emergono la passionalità e la vivacità dell’autrice, protagonista a sua volta di ciò che racconta.

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    Cecilia Russo

    PhD Student presso l'Università degli Studi di Torino, ha insegnato per alcuni anni francese e materie in lingua francese presso alcuni istituti di istruzione secondaria. Francesista, è appassionata di letteratura e di viaggi.

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