21 August 2017
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    Ilaria Alpi, la sua strada in un libro

    Ilaria Alpi, la sua strada in un libro è stato modificato: 2014-12-01 di Redazione

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    Francesco Cavalli, direttore del Premio “Ilaria Alpi”, ha presentato al Caffè dei giornalisti il suo libro “La strada di Ilaria”, strumento di riflessione sul giornalismo.

    «Ilaria era una giornalista, di quelle che sanno fare le domande», è la frase con cui Francesco Cavalli, autore del libro La strada di Ilaria e direttore del Premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi”, ama descrivere la giornalista. Giovedì 27 novembre se ne è parlato al Caffè dei giornalisti di Torino, dove Cavalli è stato ospite con il suo libro, un intreccio tra romanzo e informazione.

    Ilaria Alpi è stata una giornalista italiana, inviata del Tg3, uccisa a Mogadiscio nel 1994, insieme al suo operatore, Miran Hrovatin, durante un lavoro di inchiesta sui traffici di armi e rifiuti tossici fra l’Italia e la Somalia. Poche ore prima dell’assalto da parte di alcuni uomini armati, Ilaria aveva avvisato un suo collega di Roma di avere una storia scottante tra le mani.

    “Voci scomode”.
    Giovedì si è svolto il primo incontro di “Voci scomode. Dai giovani giornalisti rifugiati di Azerbaigian e Cecenia a Ilaria Alpi: storie di chi sfida il potere”, ciclo organizzato dal Caffè dei giornalisti per raccontare le storie legate alla difficoltà di fare informazione nel mondo, con giornalisti tuttora perseguitati o, come nel caso di Ilaria e Miran, tragicamente scomparsi, con la sola colpa di aver svolto il proprio mestiere nella maniera più integerrima. Durante l’evento, Francesco Cavalli ha parlato del suo libro La strada di Ilaria, uscito il marzo scorso in occasione dei vent’anni della sua morte. Il libro intende ripercorrere i passi della giornalista italiana e del suo operatore durante il viaggio in Somalia, per cercare di chiarire, nel limiti del possibile, le motivazioni di questa esecuzione. Ancora oggi, il caso per la giustizia italiana rimane irrisolto e senza colpevoli.

    Il libro di Francesco Cavalli.

    Il libro parla anche di due culture e di due paesi che per più di un secolo sono stati a stretto contatto, sebbene, come ha voluto sottolineare Cavalli durante i suoi interventi, da parte nostra, cioè dal versante italiano, generalmente si conosce poco della Somalia e soprattutto non si sa nulla sui rapporti politico-economici o criminali con il nostro paese. Per scrivere il libro l’autore ha visitato alcuni luoghi dove era stata Ilaria Alpi ed è riuscito a verificare che in alcune cave, dove all’epoca venivano scaricati i rifiuti tossici, le scorie ci sono ancora.

    Durante l’incontro alcune parti del libro sono state interpretate dall’attrice e cantante Saba Anglana, nata a Mogadiscio da mamma etiope e padre italiano, la quale grazie anche al supporto video e musicale è riuscita ad immergere i presenti nel contesto culturale del libro. L’opera non è un vero racconto della vita di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma è un utile strumento di ragionamento, che aiuta a comprendere l’importanza del lavoro svolto in Somalia dai due giornalisti e, soprattutto, l’importanza sociale del giornalismo, delle storie “scomode” da raccontare.

    Paolo Morelli e Alberto Marenco

    Foto: statoquotidiano.it

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