24 April 2017
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    Immigrazione, tema europeo

    Immigrazione, tema europeo è stato modificato: 2015-06-16 di Paolo Morelli

    Gli italiani migranti, nella Storia, sono stati circa 24 milioni. Non può essere solo l’Italia ad affrontare (malissimo) la questione immigrazione.

    I migranti assiepati al confine tra l’Italia e la Francia, accampati – si fa per dire – sugli scogli di Ponte San Ludovico (l’ultima frazione italiana prima del confine), sono solo l’ennesimo sintomo di un’emergenza irrisolta e molto più ampia. Non è una questione che riguarda l’Italia, bensì l’Europa, il mondo intero. La migrazione fa parte della natura umana e aumenta, ovviamente, nei momenti di crisi, guerra e carestia. Sono uomini che scappano e che cercano luoghi dove vivere meglio, anche temporaneamente.

    Speculazioni sulla presunta “invasione”.
    L’ immigrazione non è un’invasione, perché l’invasione si conduce con armi, eserciti e bombardamenti. L’unico bombardamento che possiamo vedere, invece, è quello mediatico, fomentato dalla politica, che usa l’ immigrazione come facile stratagemma per raccogliere voti. Così come certi giornali – anche quelli più insospettabili – usano l’ immigrazione per raccogliere clic. Un esempio su tutti è il video postato due giorni fa dal Corriere della Sera, che mostra una rissa tra stranieri. Del resto gli italiani non si picchiano mai, solo gli stranieri lo fanno, no?

    Italiani, popolo di migranti.
    Nel complesso delle epoche storiche che si sono susseguite dopo l’Unità d’Italia, si stima che, dal 1861 in poi, circa 24 milioni di italiani hanno lasciato il Paese per cercare fortuna altrove. Prima negli Usa, poi in Germania, Belgio e Gran Bretagna (le mete principali). Le destinazioni sono cambiate, il fenomeno no. Ora il nostro Paese si è trasformato da punto di partenza a punto di arrivo. In realtà, le cose non stanno nemmeno così. L’Italia è punto di approdo, ma la maggior parte dei migranti vuole andare verso il Nord Europa (Gran Bretagna, Germania e Svezia), cosa che, stando al Trattato di Dublino – che obbliga i migranti a restare nel primo Paese dell’UE in cui arrivano – non possono fare. Per questo centinaia di persone sono bloccate a Ventimiglia. L’Europa deve prendere una posizione comune e condivisa.

    L’ immigrazione è ricchezza.
    Eppure gli stranieri portano ricchezza. Al di là dell’accrescimento culturale che ne deriva (e che non interessa quasi a nessuno), portano forza lavoro e sostengono i consumi. In Italia, ad esempio, si stima che, fino al 2014, gli stranieri rappresentavano l’8,1% della popolazione italiana, ma avevano prodotto l’8,8% della ricchezza nazionale, pari a 123 miliardi di euro. L’8,1% produce per l’8,8%, quindi più di quanto pesa.

    Non solo. Secondo uno studio dell’Università La Sapienza di Roma, tra il 1995 e il 2006, l’afflusso di immigrati in Italia ha favorito il settore manifatturiero. Nelle province in cui si è registrato il più alto numero di arrivi, stando al numero di permessi di soggiorno rilasciati, i settori produttivi basati su mansioni meno qualificate hanno sopportato meglio la crisi dovuta al passaggio all’euro. Come spiega Redattore Sociale, poi, secondo lo studio Immigration, Jobs and Employment Protection, basato sui dati raccolti tra il 1996 e il 2010, la manodopera straniera non ha rubato posti di lavoro, ma ha fatto sì che gli “autoctoni” si spostassero verso mansioni più qualificate.

    Suolo europeo.
    L’ immigrazione è un fenomeno che va accettato e gestito. Negli ultimi anni è aumentato proprio perché la situazione in alcune zone dell’Africa e in gran parte del Medio Oriente è peggiorata. Bisogna prenderne atto e intervenire. Il blocco delle frontiere non porta a niente, aumenta solo miseria e disperazione, e lo sfruttamento di quelli che restano fermi in un Paese e finiscono a comporre la manodopera in nero e sottopagata di diversi “caporali”. Sono scene che fanno pensare agli Usa dello schiavismo, invece accadono in Italia, anzi in Europa, ora. Perché il suolo italiano è suolo europeo. Un problema italiano è un problema europeo.

    Ed è un problema europeo anche un Paese (il nostro) che non sa nemmeno cosa siano i mediatori culturali. Perché se un gruppo di migranti a Ventimiglia viene sgomberato così, come se si trattasse di vacche o capre, allora significa che non siamo culturalmente preparati ad affrontare l’ immigrazione. Si tratta di persone, non di bestie, quindi è possibile parlare con loro, basta trovare qualcuno che parli la loro lingua. Sono scene che fanno rabbrividire, arrabbiare, indignare, e accadono nel nostro Paese. Ma forse, dato che si tratta di immigrati, non interessa a nessuno.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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