17 December 2017
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    In difesa della memoria

    In difesa della memoria è stato modificato: 2014-10-15 di Paolo Morelli

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    La memoria è ciò che sopravvive all’uomo, ed è ciò che permette di interpretare e comprendere la realtà intorno a noi. Per questo va difesa.

    L’informazione ha lo scopo di accrescere la conoscenza collettiva, ma alla base di essa c’è la memoria: è salvaguardando la memoria che l’uomo tramanda le proprie conoscenze nel tempo. Si tratta di un discorso che torna in continuazione, dalla letteratura al cinema, perciò è giusto che anche chi si occupa di informare tenga ben presente la salvaguardia della memoria. Non è vero che le notizie vecchie non hanno più attrattiva per il lettore, anzi, è proprio recuperando quanto già accaduto che siamo in grado di offrire un servizio migliore, posizionando un fatto all’interno di un flusso di informazioni e favorendone quindi la comprensione. Perché è così che stanno le cose: ciò che accade si trova sempre all’interno di un flusso di avvenimenti.

    Uno spazio rilevante di The Last Reporter è dedicato alle ricorrenze, che non hanno a che fare con le feste comandate ma sono l’occasione per ricordare chi non c’è più o chi c’è ancora ed è stato lasciato da parte, per non dire dimenticato. Durante questa settimana ve ne saranno alcune, che aiuteranno il pubblico a recuperare il legame con il passato approfittando delle date sul calendario. L’operazione, dal punto di vista redazionale, è già iniziata, ma è bene chiarire che non è una cosa nuova. Altri già lo fanno, e bene, ma proprio perché altri lo fanno con ottimi risultati significa che è la strada giusta.

    La difesa della memoria è essenziale in un mondo dell’informazione che corre sempre più velocemente e che, se da un lato aumenta a dismisura le possibilità di accesso ai dati, dall’altro rischia di aumentare la fretta con cui consumiamo le notizie, illudendoci di poterci correttamente informare nel giro di pochi secondi. Noi vogliamo leggere lentamente, scrivere lentamente, ragionare utilizzando il tempo necessario. L’informazione si costruisce nel corso del tempo, possiamo solo trasmetterne delle parti – molto velocemente, certo – ma non il contenuto intero in una sola volta. Ecco perché la memoria di ciò che è stato va conservata, perché ci permette di ricostruire e capire, dentro di noi e individualmente, la realtà che viviamo ogni giorno. Sarà una delle nostre priorità.

    Foto: itpro.co.uk

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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