26 May 2017
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    The Interview: la satira che non piace a Kim Jong Un

    The Interview: la satira che non piace a Kim Jong Un è stato modificato: 2016-01-26 di Alessandro Porro

    La satira del film The Interview scatena le ire della Corea del Nord. Il film che irride il dittatore Nordcoreano Kim Jong Un ha suscitato dure reazioni nell’entourage del Supremo Leader. Obama definito “Una scimmia”.

    La Nord Corea torna a minacciare gli Stati Uniti. Non sono lontani i tempi in cui il giovane dittatore Kim Jong Un inaugurava il suo regime minacciando gli Stati Uniti con attacchi nucleari poi rivelatisi nient’altro che una sparata da smargiassi. Ora i rapporti tra i due paesi, storicamente mai improntati al dialogo, sono tornati ad essere freddissimi. Il casus belli? Un film, The Interview di Seth Rogen e Evan Goldberg che prende in giro il dittatore nordcoreano.

    Per la verità le prime minacce sono datate giugno 2014 quando la Nord Corea prometteva pesanti ripercussioni nel caso in cui il film fosse stato distribuito. E nelle settimane precedenti l’uscita nelle sale, avvenuta il giorno di Natale, la Sony – società che ha prodotto il film – ha subito gravi attacchi informatici e furti di dati che la Cia ha subito ricondotto al regime di Pyongyang. Di fronte a questi attacchi Sony e Columbia, che distribuisce il film, sono state sul punto di bloccare tutto per evitare guai. Poi però è arrivata la svolta e le due società hanno deciso di andare avanti, il film è uscito e le polemiche sono fioccate. Le polemiche e anche le minacce dalla Corea del Nord.

    Il film – una commedia con lo stesso Seth Rogen e James Franco – racconta le vicende di un presentatore televisivo e del suo produttore che decidono di fare il salto di qualità e di intervistare il leader nordcoreano Kim Jong Un dopo aver scoperto che questi è un fan del loro show. La Cia, fiutando il colpo grosso, li incarica di avvelenarlo approfittando dell’intervista. I due partono quindi per Pyongyang dove riescono nel loro intento ed eliminano il dittatore.

    Critiche ed attacchi verbali sono piovuti anche dalla Russia. Il portavoce del ministero degli Esteri, Alexander Lukashevich ha definito il film «aggressivamente scandaloso». Proprio nel paese di Putin, l’ambasciata nordcoreana ha avanzato l’assurda quanto tardiva richiesta della messa al bando mondiale della pellicola, salvo poi aggiustare il tiro e chiedere alla Russia di non distribuirlo nelle sale. Nel frattempo però il film è già uscito in 300 sale e i trailer su Youtube hanno visto schizzare in alto le visualizzazioni. Le minacce della Corea hanno infatti risvegliato il sentimento patriottico degli americani che hanno regalato alla pellicola un successo forse inatteso: in un solo giorno, quello di uscita, il film ha incassato un milione di dollari.

    In attesa degli sviluppi la Corea del Nord ha scelto di ricorrere agli insulti. Dopo aver accusato Washington di aver incoraggiato la Sony a distribuire il film, una portavoce della Commissione per la Difesa della Nord Corea, uno degli organi più potenti del regime di Kim Jong Un, ha definito Obama «spericolato nelle azioni come una scimmia in una foresta tropicale». La stessa portavoce ha poi avvertito che «se gli Usa non la smetteranno di comportarsi in modo arbitrario andranno incontro ad ineludibili colpi mortali». Solo il tempo potrà dire che cosa succederà tra i due paesi, da sempre nemici. Riesce difficile immaginare che la Nord Corea possa scagliare un attacco nucleare su suolo americano per un film in fin dei conti innocuo che i sudditi di Kim Jong Un non vedranno mai.

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    Alessandro Porro

    Giornalista dal 2007, laureato in giurisprudenza, ha collaborato per anni con un giornale torinese e con diverse testate online. Appassionato di Francia e questioni francesi in generale.

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